Messina-Catania, precedenti: al "Celeste" l'ultima vittoria catanese

L'esultanza di Alessandro Ambrosi dopo il primo gol al Messina

L'esultanza di Alessandro Ambrosi dopo il primo gol al Messina  Foto: CalcioCatania.com

Il racconto dell'ultima vittoria in terra catanese. All'interno le immagini della gara

LA GARA DELLA VITA
Messina, lunedì 12 febbraio 2001. I riflettori dello stadio “Giovanni Celeste” – ‘incastrato’ tra i palazzi del quartiere Gazzi – ma illuminano il posticipo della ventiduesima giornata del campionato di Serie C1. Nelle partite della domenica quasi tutte le big hanno fatto il proprio dovere: la capolista Palermo ha vinto 2-1 sulla Lodigiani, L’Aquila ha espugnato Andria, il Savoia e l’Ascoli hanno vinto in casa rispettivamente contro Benevento e Castel di Sangro; le uniche a steccare, Avellino (sconfitto a Nocera Inferiore) e la Torres bloccata a Sassari dalla Fermana. In virtù di questi risultati il Messina, secondo della classe a -2 dai rosanero, era scivolato al terzo posto (in condominio con l’Ascoli), scavalcato dal Savoia e a -5 dalla vetta. Il Catania, reduce da due risultati utili di fila (vittoria interna con il Castel di Sangro e pareggio in quel di L’Aquila), era finito addirittura a -8 dalla zona play-off. Una domenica bestiale, il cui peso grava ulteriormente sul piatto dei tre punti in palio al “Celeste”. Numeri alla mano, però, a rischiare di più tra sono proprio i rossazzurri: per mantenere accesa la flebile fiammella della rimonta serve solo la vittoria, così come non avviene in campionato dalla Serie B 1967-68. Per il rinnovato Catania di Vincenzo Guerini, pur essendo febbraio, è già la gara della vita.

Tifosi rossazzurri presenti nella Tribunetta Valeria 



DOPPIO AMBROSI, MESSINA AL TAPPETO
Quando l’arbitro Nicola Rizzoli di Bologna (futuro internazionale) fischia l’avvio delle ostilità il “Giovanni Celeste” è già una bolgia incandescente, con tutte le varie tribune bardate di giallorosso e dalla voglia di vendicare il pesante 4-0 subito al “Cibali” nella gara di andata. Nella piccolissima tribunetta “Valeria”, incastrata tra la tribuna centrale e la gradinata nord, vi è anche una corposa rappresentanza dei supporters etnei. Il Messina di Carlo Florimbi, privo della fantasia di Buonocore, è in campo con i migliori: Cecere tra i pali, capitan Bertoni in difesa, i polmoni di Obbedio in mediana, Sullo sulla trequarti a rifornire Godeas e il bomber Vittorio Torino. Anche il Catania si presenta senza il suo 10 (Totò Criniti), ma in compenso schiera Iezzo tra i pali, Baronchelli e Zeoli dietro, Bresciani e Pane a centrocampo, Cicconi e Alessandro Ambrosi (già due volte a segno in tre gare di campionato) in avanti.

Il primo squillo è dei padroni di casa, di biancoscudato vestiti, con un colpo di testa schiacciato di Milana. Il Catania, determinato come non mai, risponde con un tiro-cross di Roberto Corradi che finisce sull’esterno della rete. Poco più tardi è il turno di Davide Cordonerendersi pericoloso, al termine di un’azione solitaria avviata a centrocampo. Il Messina non ci sta e prova a pungere con Torino: il sinistro del numero nove peloritano finisce a lato di poco. Partita a viso aperto, partita bellissima, con azioni da una parte e dall’altra. I minuti passano e l’Elefante cresce vistosamente. Corradi semina il panico nella trequarti messinese, serve un assist al bacio per Ambrosi che in scivolata di destro impegna severamente Mimmo Cecere, tanto da complimentarsi successivamente con il portiere di casa per la bella parata compiuta. Il gol è nell’aria e arriva puntuale allo scoccar della mezzora. Lancio profondo di Zeoli, maldestro intervento di Criaco pressato dall’ombra minacciosa del Re Leone di Fiuggi, pallone a campanile che scavalca Cecere, colpo di testa a schiacciare di Alessandro Ambrosi e palla in rete a porta vuota. L’urlo di gioia dell’attaccante romano, sommerso dagli abbracci dei compagni, risuona furente come ruggito felino nel silenzio di un “Celeste” gelato. La reazione del Messina è furibonda, sempre con Dennis Godeas: prima sfiora il pari di testa, poi segna di destro, ma l’arbitro bolognese annulla per un fallo di mano dello stesso attaccante giuliano. Al tramonto del primo tempo Leo Criaco, specialista dai tiri da lontano, prova a riscattare il grave errore che ha spalancato ad Ambrosi la porta bardata dai colori della “Gioventù Giallorossa”, ma il suo destro da distanza siderale è facile preda dell’attentissimo Gennaro Iezzo.



Con le squadre negli spogliatoi per il quarto d’ora di riposo sulle tribune del “Celeste” irrompe ancora rossazzurro, con un altro cospicuo gruppo di tifosi catanesi che si insinua nella gradinata nord occupata dai sostenitori di casa. Sul campo, i secondi quarantacinque minuti si aprono con il sinistro di Davide Cordone che sfiora il 2-0 da posizione assai vantaggiosa. L’unico squillo del Messina, ben controllato dai ragazzi di Guerini, è a firma del numero 8 Obbedio con un sinistro volante scoccato dallo spigolo di destra dell’area etnea sul quale Iezzo respinge da campione. Il Catania è più in palla del Messina, Ambrosi è scatenato: un assist al bacio del numero 9 rossazzurro manda in porta il ‘solito’ Cordone, ma lo spilungone di Varese non rende giustizia alla “10” che tiene sulle spalle. L’Elefante spinge ancora, stavolta con un colpo di testa di Massimo Cicconi che si perde alto. La partita è in bilico, ma per il colpo del K.O. occorre una zampata del Re Leone di Fiuggi. È il minuto 85: un inesauribile Corradi ruba palla sulla trequarti etnea, il gregario Marco Napolioni verticalizza di prima intenzione con un filtrante da trenta metri, Ambrosi brucia sullo scatto Di Meglio e Bertoni, scarta Cecere sulla trequarti messinese e deposita in rete il pallone con un tocco di destro da biliardo che rende vana l’affannosa rincorsa di uno stremato Di Meglio. L’esultanza sotto la “curva rossazzurra” è da pelle d’oca, il Catania ha vinto e la zona play-off è sempre più vicina. A trentaquattro anni dall’ultima volta – era il 31 dicembre 1967 - il Catania torna nuovamente a vincere a Messina in campionato, dal 2-0 firmato Frara e Gavazzi a quello di Alessandro Ambrosi.

Il tabellino:

Messina Peloro-Catania 0-2
Messina: Cecere; Di Meglio, Bertoni, Bellotti, Criaco (71' F. Marra), Di Fausto, Milana (54' S. Marra), Obbedio, Torino, Sullo, Godeas. All: Carlo Florimbi

Catania: Iezzo; Orfei, Corradi, Napolioni, Zeoli, Baronchelli, Bresciani, Pane, Ambrosi (87' Testini), Cordone, Cicconi (92' Bussi). All: Vincenzo Guerini

Arbitro: Nicola Rizzoli di Bologna

Reti: al 29' e all'85' Ambrosi