"Chi fa 'u Catania?"..."a bulletta" di Francesco Merlo

Francesco Merlo, giornalista e scrittore catanese

Francesco Merlo, giornalista e scrittore catanese  Fonte: Google.com

Ogni settimana un nuovo personaggio ci dirà "a bulletta" sul Catania...buona fortuna!

Per tutta una lunga settimana, aspettando il calcio d’inizio della prossima partita, l’intera città con stemma ’u liotru si domanda: «Ca viremu chi fa ‘u Catania.» In quest’istante migliaia di cittadini etnei stanno ancora interpellandosi: seduti nell’autobus, in fila alla posta, sdraiati alla plaja o a passeggio alla Villa. Nondimeno, inquieta come il mare in tempesta, adesso un’ondata di catanesi se lo chiede persino in ospedale, in banca, nei bar e financo in visita al cimitero. Dal lunedì alla domenica, dalle nostre parti, la domanda di rito è una sola: «Chi fa ‘u Catania?»

Buongiorno.
C’era una volta un grande transatlantico tutto rossazzurro e a tanti faceva venir in mente il piccolo Barcellona; all'opposto, non è magnificente oggi la condizione del club di pallone con simbolo l’elefante matricola undicimilasettecento. Miseramente galleggia ora un modesto e incolore peschereccio e il nostromo ripete che si corre il rischio d’inabissamento. «Potrebbe darsi –egli continua- che qualcuno dell’equipaggio abbia paura» epperò ( lo assicuro io) i suoi sostenitori non son stufi di gridare “Forza Catania” all’intero pianeta terra. Più o meno queste le considerazioni che faccio mie mentre galoppo all’appuntamento con un famoso giornalista catanese.

«A quale calciatore rossazzurro –gli chiedo stringendogli la mano- sono legati i suoi ricordi di gioventù ?»
«Ero bambino, 10 anni, -mi risponde con garbo Francesco Merlo - e già andavo regolarmente allo stadio in tribuna B. Avevamo accanto un signore tedesco che era il direttore della Henninger, la birreria che aveva una sede a Valverde. Ricordo Szymaniak e poi, mi pare subito dopo, Cinesinho. Più avanti, negli anni dell’impegno politico e dell’università, ci piaceva e al tempo stesso ci faceva disperare Cavazzoni, che era genio e sregolatezza, insomma incostante ma con momenti da grande campione. Ricordo di avergli anche io gridato: “Cavazzoni, si ‘n panaru di vaccareddi” che è il modo tutto calcistico di fare dell’ingiuria una dichiarazione d’amore».

«Che idea si è fatto –lo incalzo- a proposito della turpe vicenda dei “Treni del gol” ?»
«Purtroppo nell’espressione c’è la verità del calcio italiano, direi che è la sua autobiografia. E conferma l’Unità d’Italia. Il trafficone brutto sporco e cattivo non è meridionale né settentrionale: è italiano».

«Quale futuro si possono attendere i tifosi del Catania Calcio qualora Nino Pulvirenti rimarrà ancora a lungo proprietario del glorioso club ?».
«Appartiene al fenomeno che io chiamo il presidentismo: i mostri che via via ci consegna il calcio italiano. C’è in queste presidenze la sottocultura perdente del pallone, il sospetto di frode al quale è condannato qualsiasi risultato, magari ingiustamente, ma inesorabilmente. La corruzione, le partite truccate, la ribalderia e, ci metto pure, la complicità con gli ultrà violenti, purtroppo coinvolgono l’intera società e tutti, tifosi compresi, diventiamo coautori e complici di una squadra che alla fine perde anche quando vince».

«E' possibile identificarsi in una società di calcio, il cui attuale proprietario ne ha infangato ignobilmente la storia ?»
«Ci si rassegna. Si può tifare anche aspettando che passi la nuttata».

«Come finirà Catania-Foggia in programma il pomeriggio di domenica 26 marzo allo stadio “Angelo Massimino” ? ».
«Nonostante tutto io sto con il Catania: 4-2».





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La briga di trascriver di volta in volta le risposte più “sfruculianti” (citazione Max Licari) se l’è presa la redazione di calciocatania.com. Dopo un’interminabile successione di conciliaboli segreti, l’incarico è andato a due appassionati storici di pallone rossazzurro. L’uno bazzica da anni il mondo finanziario, per passione segue i tornei giovanili del Catania e si chiama Vincenzo La Corte. L’altro è Alessandro Russo, un medico ortopedico catanese che scrive e insegna scrittura creativa; il suo ultimo libro, pubblicato di recente per Algra Ed., s’intitola “IL RUSSO-AZZURRO“.