Siracusa-Catania 0-1: Mazzarani risolve nel delirio del "De Simone"

Mazzarani si conferma

Mazzarani si conferma "animale" da trasferta  Foto: Nino Russo

Sesta vittoria consecutiva degli etnei in un match caratterizzato da molte interruzioni ed episodi controversi.

TABELLINO
MARCATORI: 63° Mazzarani.

SIRACUSA (4-2-3-1): Tomei; Daffara, Magnani, Turati, Liotti (74° Grillo); Spinelli, Palermo; Parisi (84° Bernardo), Catania, Mancino (74° Sandomenico); Scardina.
A disp.: D’Alessandro, De Vito, O. Di Grazia, Giordano, Mazzocchi, Mucciante, Plescia, Toscano, Punzi.
All. Bianco.

CATANIA (3-5-2): Pisseri; Aya, Tedeschi, Bogdan; Semenzato (65° Esposito), Mazzarani (88° Blondett), Lodi, Biagianti (77° Caccetta), Marchese (77° Djordjevic); Ripa (65° Di Grazia), Russotto.
A disp.: Martinez, Lovric, Bucolo, Fornito, Curiale, Zé Turbo.
All: Lucarelli.
ARBITRO: D'Apice di Arezzo
ASSISTENTI: Biasini di Cesena; Bianchini di Cesena.
AMMONITI: Biagianti, Mazzarani, Caccetta, Sandomenico.
ESPULSI: -
RECUPERO: 1'; 8'.

LE SCELTE INIZIALI
Lucarelli conferma 8/11 della formazione schierata contro il Monopoli. Uniche eccezioni l'utilizzo dal primo minuto di Mazzarani al posto di Caccetta (replicando quanto già proposto nel match di Cosenza); di Ripa, preferito a Curiale; e di Semenzato, che torna titolare a scapito di Esposito. 4-2-3-1 per Bianco, con Daffara che vince il ballottaggio con Sandomenico e consente l'utilizzo dell'ex Parisi nell'inedito ruolo di esterno offensivo.

PRIMO TEMPO
Primi minuti di studio tra le due squadre, con intensi duelli sull'out di destra dei padroni di casa, quello in cui spinge Parisi. Non mancano contatti duri che inducono D'Apice a fermare il gioco. Al 7° Russotto prova a concludere da distanza siderale ma il suo tiro è troppo sporco. Un minuto dopo reagisce il Siracusa: Semenzato si fa saltare, perviene un cross nell'area di rigore etnea e la difesa libera con qualche difficoltà. All'11° azione elaborata degli aretusei: cross di Daffara dalla destra, stacco imperioso di Catania, palla alta sopra la porta difesa da Pisseri. Sul ribaltamento di fronte Marchese effettua un traversone teso e basso ma la difesa di casa spazza. Al 14° nuovo tentativo del Siracusa con Spinelli che spara una bordata a seguito dell'appoggio di un compagno: anche in questo caso palla troppo alta.

Al 20° primo tiro dalla bandierina, guadagnato dagli azzurri grazie ad un'incursione di Catania sulla sinistra dopo un pasticcio di Aya. Un minuto dopo lo stesso numero 10 costringe Pisseri ad un salvataggio su un cross dalla sinistra che, a seguito di una deviazione, prende una traiettoria velenosa. Il Catania reagisce subito con un altro tiro sbilenco da fuori area, tentato stavolta da Mazzarani. Al 27° azione insistita del Catania sull'asse Marchese-Biagianti: il capitano, da sinistra, pennella un cross che imbecca Ripa, il quale prova a liberarsi dei propri marcatori, senza riuscirci.

Superata la mezzora, il primo sussulto è causato da un retropassaggio di Bogdan che costringe Pisseri ad avventurarsi sulla linea di fondo per evitare il calcio d'angolo. Al 33° ennesimo tiro da fuori del match: è Mancino a provarci...col mancino, Pisseri controlla dopo il rimbalzo del pallone. Due minuti dopo il gioco si ferma per una botta presa da Semenzato, che si accascia a terra. L'esterno destro si rialza dopo qualche attimo. Al 39°, da un errore commesso da Aya nella metà campo avversaria, ha origine una ripartenza azzurra condotta da Catania sulla sinistra e conclusa con un cross basso sul quale, per poco, non arriva Scardina su lato opposto dell'area di rigore. Anche in questo caso il Catania risponde immediatamente, con un pericoloso cross di Mazzarani, bloccato in tuffo da Tomei. Al 42° nuovo traversone interessante di Daffara, ci prova Mancino al volo ma il suo tiro è troppo alto. Due minuti dopo ci riprova Russotto dalla distanza, il tiro, leggermente deviato, viene bloccato senza problemi da Tomei. A pochi secondi dallo scadere Parisi, molto attivo, costringe Marchese al fallo vicino alla bandierina del calcio d'angolo: punizione da buona posizione per il Siracusa, sfruttata male dagli aretusei con un cross fuori misura.

Dopo 1' abbondante di recupero, D'Apice manda tutti a prendere un thè caldo. Prima frazione di gioco caratterizzata da un complessivo equilibrio tra le due contendenti e da nessuna palla-gol nitida.

SECONDO TEMPO
Le squadre rientrano dagli spogliatoi senza modifiche apportate dai due allenatori. Dopo due minuti da una combinazione tra Semenzato e Russotto sulla destra nasce un'occasione per Ripa che però viene arginato in area. Al 50° Mazzarani si invola sulla trequarti, prova un tiro che viene respinto, poi D'Apice ferma il gioco per un presunto fallo di mani del numero 32 prima che lo stesso concluda nuovamente a rete, battendo Tomei, ma inutilmente. Tre minuti più tardi arriva la più grossa occasione costruita fin qui: Scardina, servito in area da un compagno, gira di prima intenzione verso la porta etnea ma trova la saracinesca abbassata da Pisseri. In quest'avvio di ripresa il match è decisamente più vivace rispetto al primo tempo. Al 56° il gioco viene interrotto per più di un minuto a causa di una botta presa da Liotti dopo un contrasto con Semenzato.

Superato il primo quarto d'ora, il Catania va vicinissimo al gol con Semenzato che in piena area di rigore non approfitta di una corta respinta di Tomei su un cross effettuato dalla destra da Russotto. Ma il gol è nell'aria e si materializza due minuti dopo: il Siracusa si sbilancia in avanti, gli etnei ne approfittano ripartendo con Lodi che apre per Russotto, il quale, tutto solo sulla fascia destra, va a servire Mazzarani in area; l'ex Modena controlla, si gira, e trafigge Tomei. Poco dopo Lucarelli opera il primo doppio cambio: Esposito e Di Grazia per Semenzato e Ripa, decidendo così di giocare senza alcuna punta di ruolo. Dopo che Parisi sfiora il gol del pari, al 67° Biagianti finisce sul taccuino dei cattivi, rimediando la prima ammonizione della partita. Nell'attesa che il Siracusa batta il calcio di punizione, nasce un parapiglia nell'area etnea dopo che Pisseri si accascia a terra, mentre dalla curva del Siracusa piovono oggetti. Dopo 3' di sospensione e nervosismo, Catania e Spinelli si recano sotto la curva invitando i tifosi a desistere da tale atteggiamento. Nel frattempo prosegue la tensione tra le due squadre. Intervengono pure gli allenatori, con Lucarelli che prende di peso di Russotto per indurlo alla calma. Al minuto numero 74, riprendono le operazioni. Un minuto dopo Bianco effettua una doppia sostituzione: Grillo per Liotti e Sandomenico per Mancino.

Il rigore della discordia 



Al 76° Mazzarani rimedia un giallo per un intervento scomposto su Scardina a metà campo. Lucarelli richiama Biagianti e Marchese inserendo Caccetta e Djordjevic. Al 79° Mazzarani viene atterrato in area da Magnani: per D'Apice è rigore. Lodi calcia sul palo, ma ribadisce in rete di testa, mentre il Siracusa lamenta l'irregolarità della trasformazione. Dopo diversi minuti di proteste e di consultazioni del direttore di gara, quest'ultimo perviene all'annullamento del gol. All'84° Bianco inserisce Bernardo per Parisi. Un minuto dopo errore in uscita di Pisseri, ma i padroni di casa non ne approfittano. A tre giri di orologio dal 90°, Lucarelli opera l'ultimo cambio, chiudendosi a riccio: dentro Blondett, fuori Mazzarani.

D'Apice assegna 8' di recupero, frutto delle diverse e prolungate interruzioni. Al 92° Bernardo di testa impegna Pisseri che blocca. Tre minuti dopo su cross di Sandomenico Pisseri smanaccia come può, poi un difensore etneo alleggerisce in angolo con un colpo di testa. Nell'area di rigore rossazzurra si spinge anche Tomei ed è proprio lui a commettere un fallo di mano che fa respirare il Catania. Ad un minuto dal termine, dopo che Pisseri abbranca un pallone in area, Lucarelli si sbraccia invitando alla calma. Il Catania riparte con Esposito che costringe Sandomenico al fallo da ammonizione. Dopo la battuta della punizione, D'Apice chiude le ostilità.

Ennesima prova di forza della squadra di Lucarelli, la sesta consecutiva: il Catania si conferma cinico, in grado di capitalizzare l'unica vera palla-gol creata nei 90', e dotato di una difesa di ferro, che regge persino in clima surreale come quello creato dai tifosi aretusei a metà secondo tempo.