Ferraro: ''Con Licata partita difficile, ma noi siamo il Catania. Litteri? Ci sarà...''

Mister Giovanni Ferraro dirige la squadra

Mister Giovanni Ferraro dirige la squadra 

Le parole del tecnico rossazzurro estrapolate dalla conferenza stampa odierna

In vista della gara con il Licata, in programma domenica 22 gennaio, alle ore 14.30, allo stadio “Angelo Massimino”, il tecnico rossazzurro, Giovanni Ferraro, ha analizzato insieme ai giornalisti presenti in sala stampa i temi caldi in funzione del match con la formazione di Pippetto Romano: “Sarà una partita difficile e aggressiva, al cospetto di una squadra che gioca bene, dovremmo essere bravi nei contrasti e nelle loro ripartenze. Abbiamo rispetto per loro, ma noi siamo il Catania. Siamo partiti bene e spero che la squadra continui così. Nelle prossime partite è importante fare delle buone prestazioni, così come fatto nella prima parte del girone di andata. Più vittorie facciamo e più ci avviciniamo all’obiettivo. Guardare la classifica? A Catania non bisogna mai guardarla, bisogna pensare sempre a vincere. Le classifiche si fanno alla fine”.

Sugli infortunati: “Oggi pomeriggio è prevista la riunione con lo staff tecnico, come ogni settimana. Litteri? Sarà convocato per la partita di domani, anche se ancora non è al meglio della condizione. Se farà almeno quindici giorni in gruppo, così come fatto nel corso di questa settimana, sarà un grandissimo acquisto. Forchignone? È rientrato in gruppo, è convocabile”

Su De Respinis: "È stato preso perché nel nostro organico bisogna avere più calciatori disponibili, per avere ulteriori forze in avanti. È disponibile per la partita di domani”.

Sui 2004 e i giovani della Juniores: “Bisogna portare giocatori adatti e funzionali al progetto e alla piazza di Catania: non tutti possono gestire certe pressioni, ci vuole personalità. Il settore giovanile sta facendo un grosso lavoro. Qualcuno potrebbe esordire nelle prossime settimane, se dimostrerà il proprio valore, ma l’aspetto che più conta è l’inserimento graduale con la prima squadra, già durante il lavoro settimanale. È importante allenarsi con noi”.

Su Sarao: “Manuel sta dando il suo contributo, come tutti: abbiamo un obiettivo comune. Il gol non deve essere un assillo, ma una conseguenza. A fine campionato avrà fatto dieci gol. Quando un calciatore rimane fuori per qualche settimana, quando poi ritorna, ritrova brillantezza mentale e fisica: proprio per questo motivo abbiamo un organico così ampio in avanti, per farli ruotare affinché rendano al meglio. Non partire dall’inizio non è una bocciatura: ho sette posti over disponibili e bisogna adeguarsi”.

Sul modulo: “I tre attaccanti  che giocano in avanti, tolti Sarao e Jefferson che sono più strutturati, sono tutti di movimento: possono giocare sia sotto la punta che prendere in ampiezza. Nel calcio moderno non bisogna essere statici: Rapisarda è un terzino, ma a volte attacca come un attaccante. A volte sento dire che De Luca non è un esterno, ma invece non è così. Il concetto è molto più ampio”.