Catania-Paternò, ex: da Busetta a Marino, da Pannitteri ai due Distefano...

Pasquale Marino, doppio ex assai significativo di Catania e Paternò

Pasquale Marino, doppio ex assai significativo di Catania e Paternò 

Nuovo appuntamento con la rubrica dedicata ai doppi ex del passato e del presente

PRESENTE

In vista della gara fra Catania e Paternò, in programma domenica 26 febbraio 2023, alle ore 15.00, allo stadio "Angelo Massimino", riflettori puntati sui doppi ex. Nell'attuale organico del Paternò figurano nove calciatori cresciuti nel settore giovanile catanese. Fra i pali ecco Giorgio Coriolano, classe 2003, e Salvatore Di Domenico, classe 2005, e il diciannovenne Luca Amata; in difesa trova spazio Alessio Asero, classe 2000; due a centrocampo con  Simone Zappalà, classe 2000, e al più esperto della combriccola, Walter Cozza, classe 1997. Terzetto in avanti con Federico Aquino, Matteo Fichera e Gianmarco Di Stefano, quest'ultimo in prima squadra nella travagliata stagione 2019/20. Dulcis in fundo Angelo Sciuto, calciatore del Catania nelle stagioni 1994/95 e nella stagione successiva, e vice allenatore di Pierino Cucchi nella stagione 1998/99.

Gianmarco Distefano in azione a Torre del Grifo con la maglia della Berretti del Catania

 9 GIUGNO 2002: ROSSAZZURRO DIPINTO DI ROSSAZZURRO

E poi c’è quel giorno di oltre vent’anni fa, rossazzurro dipinto di rossazzurro. Un filo diretto dello stesso colore, intriso di sogni e speranze, che viaggia veloce lungo la tratta Taranto-Paternò. Allo “Iacovone” i rossazzurri di Graziani e Pellegrino contendono la B agli jonici, contemporaneamente, al “Falcone-Borsellino”, i rossazzurri di mister Pasquale Marino e del vice Angelo Sciuto (già mensionato in precedenza) sfidano il quotato Foggia per lo storico salto in Serie C1. Alle due squadre, ammantate di rossazzurro, basta lo stesso risultato per ottenere il pass alla categoria successiva: lo 0-0. Zero a zero deve essere e così sarà, anche se al Paternò del presidente Marcello Lo Bue, occorrerà una mezzoretta supplementare per raggiungere l’ambito traguardo. In quel Paternò, rossazzurro nell’anima, un’ossatura marca liotru: Nino Di Dio, Umberto Brutto, Vincenzino Del Vecchio, Massimo D’Aviri, Gaetano Calà Campana, Giuseppe Del Giudice, Gaspare Cacciola, Angelo Tasca, calciatori tutti dal passato con la maglia del ’46; così come Marino e Sciuto, compagni di mille battaglie nell’inferno del Campionato Nazionale Dilettanti alla guida di mister Angelo Busetta, altro tassello del mosaico paternese-catanese. Quel giorno, quel 9 giugno 2002, finì 0-0 su entrambi i campi: e fu Catania in B e Paternò in C1, per buona pace delle pugliesi...

PASSATO

Classica carrellata finale con gli altri doppi ex del passato. In porta spazio a Patrizio Fimiani, al Paternò nella stagione 2000/01. In difesa ecco Giorgio Michelotti (a Paternò come tecnico nel corso degli anni settanta), Mario Corti, Renato Rambardelli, Antonio Blatti (giunto al Catania, proprio dal Paternò, nel 1973) e Alì Lolli.

A centrocampo si annoverano Giovanni Prevosti, Memo Prenna (a Paternò come allenatore), Antonino Cantone, Guido Angelozzi, Santo Mangano, Maurizio Pellegrino (a Paternò come allenatore), Fabio Sciacca, Giuseppe Russo e Alessio Rizzo.  

In attacco Gaetano Troja (al Paternò nel 1963/64, con 15 reti in 29 presenze), Antonino La Cava, Roberto Manca (al Paternò nel 2002/03), Nicolò Nicolosi, Ciccio Pannitteri (paternese DOC, al Catania nel 1996/97) e Roberto Distefano, quest'ultimo padre di Gianmarco, al Catania nella sfortunata stagione 1983/84 con tanto di debutto in Serie A nel 6-0 di San Siro con l'Inter che concluso nel modo peggiore un'annata maledetta. Anni dopo, nell'Eccellenza 1993/94, Distefano segnò una delle due reti che permisero al Paternò di battere il Catania. 

In panchina, oltre ai già citati Pasquale Marino, Maurizio Pellegrino e Angelo Busetta, ecco Luigi Valsecchi, tecnico chiamato a più riprese dai due club nel corso degli anni sessanta e settanta.