Catania: basta camouflage, la terza maglia per vincere in C è nera!

Vis Pesaro-Catania 0-1: da sx a dx De Martis, Zeoli, Cicconi (maglia numero 9) e Bonomi

Vis Pesaro-Catania 0-1: da sx a dx De Martis, Zeoli, Cicconi (maglia numero 9) e Bonomi  Fonte: CalcioCatania.com

Nel 2001-02, anno dell'ultima promozione in B del Catania, gli etnei indossarono il nero. Altro che camouflage...

DA AGRIGENTO AD AGRIGENTO: SOLO DELUSIONI
Partendo dal presupposto chiaro, limpido e cristallino che per vincere un campionato servano una serie di fattori, in primis i giocatori, nel calcio l’elemento scaramanzia è tutt’altro che secondario. Nelle ultime due stagioni, infatti, il Catania Calcio ha indossato come terza maglia una improponibile casacca camouflage, che con il pallone, obbiettivamente, ha poco a che vedere. In cinque esibizioni sono arrivate altrettante sconfitte: un dato inquietante, ma sufficiente per prendere questa maglia e nasconderla nell’angolo più remoto del dimenticatoio. Si parte dal 28 ottobre 2015. Ad Agrigento, in un primo pomeriggio di metà settimana, il Catania sfoggia per la prima volta il camouflage. I risultati sono pessimi: sconfitta per 1-0 con tanto di rigore fallito da Russotto. A Martina Franca, nel giorno del debutto di Checco Moriero sulla panchina etnea, arriva un altro 1-0. Il proverbiale non c’è due senza tre viene rispettato alla lettera il 20 marzo del 2016, sempre ad Agrigento: rocambolesco 3-2 per i girgentini di Pino Rigoli e tre sconfitte su tre per i rossazzurri. Stagione nuova, vita nuova? Macché. Lo scorso 20 novembre, a Francavilla Fontana, i rossazzurri subiscono una delle sconfitte più umilianti della loro storia: meritatissimo 1-0 per i coriacei pugliesi, oltretutto in dieci per un’ora di gioco. Il 12 febbraio, infine, sempre allo stadio “Esseneto”, l’Akragas fa tris mentre il Catania conquista un poco edificante pokerissimo. Basta così, fermiamoci qui.

La delusione di Marco Biagianti dopo la sconfitta di Agrigento 



LA CASSACCA NERA PORTAFORTUNA
Il 7 ottobre del 2001 allo stadio Cibali (ancora si chiamava soltanto così) avviene l’inverosimile. A sorpresa, contro ogni pronostico, la Lodigiani sbanca il green catanese grazie a una doppietta dell’amato ex Roberto Manca e ad una punizione diabolica di Zaccagnini. Quattordici giorni più tardi, con in mezzo il successo di Sora, gli etnei di Aldo Luigi Ammazzalorso, scendono in campo nel campo di casa con un’inedita tenuta di gioco interamente nera: maglia, pantaloncini e calzettoni, tutto nero come la pece! Colore insolito, ispirato possibilmente dalla pietra lavica dell’Etna, scelto per provare a…cacciare i fantasmi dal Cibali. Pura e sana scaramanzia, insomma. Il giochino riesce: 2-0 alla Vis Pesaro, con gol di Michele Fini ed Umberto Marino, e prova superata. Dopo la successiva sconfitta di Taranto gli etnei, domenica 4 novembre 2001, giocano in casa contro la Viterbese con indosso la tradizionale casacca a strisce verticali rosse e azzurre. Risultato? Scialbo 0-0 e fischi assordanti. Ne viene fuori un ritiro punitivo d’altri tempi, a dir poco militaresco, che produce un altro 0-0, a Giulianova. Sette giorni più tardi, è il 18 novembre , il Catania nuovamente in maglia nera incontra in casa la Nocerina: Baggio e Cicconi liquidano la pratica non senza fatiche e la certezza della maglia amuleto prende sempre più piede. Altra conferma arriva sette giorni dopo: nel big match del Cibali contro l’Ascoli il Catania ritorna al rossazzurro (solo la maglietta, pantaloncini e calzettoni sono neri) e anche alla sconfitta. Dopo il pareggio di Chieti gli etnei ritornano al nero per tre gare di fila: L’Aquila (vittoria per 2-0), Castel di Sangro (vittoria dei giallorossi per 2-1) ed Avellino, nel giorno dell’esordio dello Zar Pietro Vierchowod in panchina. La maglia nera conosce il suo momento più alto nei primi mesi del 2002: tra gennaio e marzo arrivano tre vittorie (contro Sassari Torres, Fermana e Vis Pesaro) e un pareggio (Pescara). La magia si spezza il 5 maggio 2002, nell’ininfluente sconfitta di Avellino con gli etnei già qualificati a quei play-off che vinceranno un mesetto più tardi in quel di Taranto. L’anno del ritorno in B, il 2002-03, è traumatico in tutti i sensi. Anche la ‘maglia nera’ non riesce a dare l’effetto positivo dell’anno prima: tre esibizioni, altrettante sconfitte contro Lecce, Vicenza e Napoli, quest’ultima fatale alla panchina di JB Toshack. L’andazzo negativo continua anche per parte della stagione seguente, quella con Colantuono in panchina. A Treviso e Vicenza arrivano due sconfitte, rispettivamente per 2-1 e 2-0. Nel finale di stagione, quasi a sorpresa, la maglia nera ritrova l’antico splendore: il Catania, nel giro di una settimana, espugna il “San Paolo” di Napoli e il “San Nicola” di Bari. La casacca nera è ritornata quella di un tempo, vincente. Nella Serie B 2004-05, nelle due uniche esibizioni, giungono altrettanti pareggi: 2-2 in rimonta a Pescara, 0-0 a Treviso.

L'esultanza di Eddy Baggio dopo il gol di Fini alla Vis Pesaro 



BLU, ROSSO, GIALLO...
Negli anni successivi la ‘nera’ non troverà più posto: blu scuro nell’anno della promozione; blu notte nel primo anno di A (casacca esibita in una sola occasione, nel 7-0 di Roma); addirittura blu-arancio nel campionato 2007-08; la magica maglia rossa alla quale sono legati le vittorie in casa di Juventus e Lazio su tutte; la casacca gialla del torneo cadetto 2014-15 che rievoca pensieri atletisti e, infine, il biennio in camouflage. Domanda: di che colore sarà la terza maglia del Catania 2017-18?

BILANCIO MAGLIA NERA
VITTORIE: 9 (3 delle quali in trasferta)
SCONFITTE: 7 (tutte in trasferta)
PAREGGI: 3 (2 in trasferta)