Pinto: "Migliorare la fase difensiva"

Pinto in azione contro il Picerno

Pinto in azione contro il Picerno  Foto: Nino Russo

Il terzino ex Parma oggi in sala stampa a Torre del Grifo

Oggi è stata la volta di Giovanni Pinto, terzino rossazzurro, intervenuto nel pomeriggio in sala stampa a Torre del Grifo. Di seguito le sue dichiarazioni:

«Le prime due, tre partite sono partito bene, poi ho subito un calo, non so se solo fisico o anche mentale, ma un calo che abbiamo subito un po’ tutti quanti. Sta a me ripartire e risistemare le cose.
Il ritorno di Bucolo e Biagianti è una cosa che ci fa piacere anche a livello numerico, anche perché sono giocatori importanti. Dobbiamo cercare di estraniarci da tutte le situazioni che non ci competono, è importante fare risultati, solo questo ci piò aiutare nel gioco.
Il fatto che non ci sia stato Marchese mi ha dato più responsabilità e questo vuol dire che la società punta tanto su di me. Io devo soltanto migliorare e allenarmi al massimo.
In un centrocampo a 5 farei meno fatica a livello difensivo, ma io cerco sempre di metterci il massimo impegno. Il 3-5-2 è il modulo più adatto a me, ma se il mister dice di giocare nel 4-3-3 è giusto che uno si applichi per giocare in quel determinato modulo. Giocare più avanti ti dà più possibilità di fornire assist ai compagni. Io ho pure giocato nei tre d’attacco.
Se prendiamo 14 reti la colpa per la maggior parte è della difesa, ma dobbiamo sentirci tutti responsabili. Dobbiamo migliorare molto nella fase difensiva, perché almeno un gol lo riusciamo sempre a fare. I due esterni dobbiamo lavorare di più per dare una mano sia avanti che dietro. Io ho sempre seguito più la fase offensiva che quella difensiva, devo applicarmi di più per migliorare in quella difensiva.
I tre punti di domenica dobbiamo tenerceli stretti, perché il gioco si può migliorare ma i punti non si possono recuperare. È sotto gli occhi di tutti che in trasferta facciamo più fatica, ma non deve essere una scusante, già da domenica proveremo a cambiare questa situazione. Può essere che l’assenza o la poca presenza di pubblico fuori casa ci penalizzi, ma non dobbiamo pensare a queste cose, noi dobbiamo pensare a dare sempre il massimo, che sia in casa o fuori casa.
Dopo la panchina a Terni penso di essermi ricaricato, anche se non fa mai piacere rimanere in panca, me la meritavo ed è giusto che io mi metta a disposizione del gruppo».