Lucarelli: "Leonzio ostacolo più duro, ma se dovessimo vincere..."

Cristiano Lucarelli oggi in sala stampa a Torre del Grifo

Cristiano Lucarelli oggi in sala stampa a Torre del Grifo  Foto: CalcioCatania.com

Le dichiarazioni di mister Cristiano Lucarelli, in vista della gara di Lentini, estrapolate dalla conferenza stampa odierna

A poco più di quarantotto ore dalla gara contro la Sicula Leonzio, in programma domenica 11 marzo alle ore 18:30 allo stadio “Angelino Nobile” di Lentini, il tecnico del Catania, Cristiano Lucarelli, ha incontrato i giornalisti presso la sala stampa del centro sportivo di Torre del Grifo, analizzando i temi caldi in vista della sfida contro i bianconeri di Aimo Diana.

LA PARTITA PIÙ DIFFICILE DA QUI AL SEI MAGGIO
Un Lucarelli rilassato, anche sorridente, che guarda con ottimismo alla gara in terra lentinese, sottolineando, tuttavia, non poche insidie: “La Sicula Leonzio, sia nella partita di Coppa Italia sia in quella di campionato, è la squadra che forse ha portato più a nudo alcuni difetti che noi abbiamo. Ragion per cui, ritengo che quella di Lentini sia la gara più difficile che abbiamo da qui alla fine del campionato, anche perché andremo ad ‘inaugurare’ un altro campo (l’Angelino Nobile, ndr), così come spesso è capitato nel corso di questa stagione... Niente da ridire alla Sicula Leonzio, società che mi sta simpatica formata da persone squisite dal punto di vista umano, giovani e assai ambiziose, che merita per i sacrifici fatti di ritornare a giocare nel proprio stadio e che, tra l’altro, alla fine dello scorso campionato mi è stata prospettata la possibilità di allenare. Quello che mi preoccupa un po’ è che noi, rispetto alle nostre rivali, abbiamo giocato 18 gare in trasferta a differenza loro che ne hanno giocate solo 15 fuori e 3 in campo neutro. Non mi si venga a dire che giocare contro la Sicula, a Lentini, davanti 5000 tifosi entusiasti per il ritorno in casa, sia la stessa cosa di giocare al “Massimino” davanti a non più di duecento spettatori. Non mi si venga a dire che giocare contro la Juve Stabia a Caserta sia la stessa cosa di giocare a Castellammare di Stabia. E siccome ho sentito in giro qualche chiacchiericcio, su eventuali problemi di ordine pubblico legati alla partita contro l’Akragas, non vorrei che all’ultimo momento fossimo costretti a giocare da un’altra parte se non addirittura ad Agrigento. Lo dico senza polemiche, ma come cronaca dei fatti. In più, se aggiungiamo che Aimo Diana, nel corso della passata stagione con il Melfi, ha fatto dei brutti scherzi si a me che al Catania (Messina-Melfi 3-4, Catania-Melfi 0-2, ndr), comprenderete che si tratta di una partita ad alto coefficiente di rischio. Se dovessimo riuscire a vincere si potrebbero aprire degli scenari impensabili soltanto una ventina di giorni fa”.


CON LA GIUSTA MENTALITÀ
“La nostra è una squadra che se riesce a non prendere gol in avanti qualcosa riesce ad inventarla sempre. E questo è dimostrato dal fatto che siamo andati a segno in ventitré delle ventisei partite disputate. È un dato che abbiamo già analizzato e che fa molto riflettere, dandoti un’indicazione di un certo tipo. Arrivammo alla partita di andata con delle certezze che poi, con quella sconfitta, sono venute un po’ meno. Spero che la partita di domenica ci dia una possibilità di riscatto, chiudendo quel cerchio aperto all’andata proprio contro la Leonzio. Domenica bisogna fare una grande prestazione, sotto tutti i punti di vista: nell’approccio, dal punto di vista tattico, tecnico, fisico e soprattutto mentalmente. Se noi arriviamo a Lentini consapevoli di tutte le insidie che nasconde questa gara sono dell’idea che i ragazzi, come spesso è capitato nel corso di questa stagione, riusciranno ad esaltarsi”.

LODI MEZZALA, SOLUZIONE STUDIATA PER IL SIRACUSA
“Lodi mezzala è stata una soluzione studiata per la partita contro il Siracusa, per via del modulo adottato da mister Bianco, per evitare che il nostro calciatore venisse francobollato. Contro la Leonzio, che gioca solitamente con il 4-3-3, non credo ci possano essere le problematiche che hanno portato a questa scelta domenica scorsa. È altrettanto vero, però, che con Marco Biagianti davanti alla difesa abbiamo la possibilità di giocare con i quattro dietro, anche perché spesso, in fase difensiva, lui diventa il quinto, dando una mano importante a tutti i difensori".

LA MAGIA O LA SFORTUNA DI CHIAMARSI CATANIA
“Al di là della sconfitta di Castellammare di Stabia e della classifica, dove credo manchino dei punti anche per via dell’aver disputato tante partite casalinghe lontano dal proprio stadio, credo che quella contro la Sicula Leonzio non sia una gara facile, neanche sulla carta. A dimostrazione di ciò, ci sono le prestazioni che hanno fatto contro di noi in coppa e in campionato, dove si sono esaltati più di quanto non accaduto in altre circostanze. Questa è la magia, o la sfortuna, di chiamarsi Catania. Quando giocano contro di noi tutti triplicano le forze. Sarà una partita molto difficile, lo sappiamo bene, ma questo non vuol dire che noi non siamo attrezzati per vincerla. Noi abbiamo una forza tale che può superare queste difficoltà. Abbiamo rispetto dell’avversario, sempre, ma siamo consapevoli che dipende solo noi”.

UNA PARTITA PIÙ DI SPADA CHE DI FIORETTO
“Le foto del terreno di gioco di Lentini che abbiamo visto non sono proprio rassicuranti. Sarà una partita più di spada che di fioretto perché su quel campo non può essere diversamente. Bisognerà valutare bene i giocatori con le caratteristiche più adatti a partite simili, campo compreso”.

RUSSOTTO E DI(S)GRAZIA…
“Vista l’esperienza di Lecce credo che Russotto vada gestito per evitare delle ricadute che a questo punto della stagione potrebbero essere letali, anche perché mancano due partite alla fine del campionato. Ci vuole la massima lungimiranza. Probabilmente lo convocherò, lo porterò in panchina per fargli riassaporare le emozioni che si provano prima della partita, ma non è pienamente disponibile: è una situazione che va presa con le pinze. Per quanto riguarda Di Grazia spero che oggi possa ritornare ad allenarsi con la squadra. Nel corso del primo allenamento della settimana ha avuto un contrasto fortuito con Bogdan ed ha avuto la peggio e dopo venti minuti di seduta si è fermato. Da allora ha lavorato sempre a parte. Dispiace, anche perché la scorsa settimana ha avuto l’influenza.. Per scherzare l’ho chiamato ‘disgrazia’ perché ce n’ha sempre una”.


SONO UN PASSIONALE, BISOGNA ESSERE COERENTI SEMPRE
“Credo che ognuno debba essere sempre sé stesso, nella buona e nella cattiva sorte, rimanendo sempre coerente. Io sono un passionale, vivo la partita, vivo la squadra, vivo l’ambiente in cui lavoro e proprio per questo, spesso, vado sopra le righe. Sono fatto così, non lo faccio volontariamente. Quando tu fai il tuo lavoro con passione e con intensità è chiaro che talvolta ti puoi lasciare andare anche a certe dichiarazioni”.

NUOVO METODO DI LAVORO…
“In casa, in questo momento, la nostra azione è moto rallentata dalle condizioni del campo che ci costringe di toccare in pallone due o tre volte, questo perché la palla non scorre benissimo. Domenica scorsa, contro il Siracusa, la squadra si è sciolta piano piano, ha alzato il baricentro e nella ripresa ha giocato molto meglio. Nelle ultime tre settimane abbiamo cambiato metodo di lavoro. Adesso siamo vicini al rush finale, quindi è chiaro che bisogna toccare altri tasti. Sono convinto che questo cambiamento di metodo di lavoro ci darà qualcosa in più dal punto di vista della reattività”.