Lucarelli: 'Su Catania e Bari tante pressioni, ma domani ne avranno più loro...'

Cristiano Lucarelli, tecnico del Catania

Cristiano Lucarelli, tecnico del Catania  Foto: Nino Russo

Le dichiarazioni del tecnico dei rossazzurri estrapolate dalla conferenza stampa odierna

Serve la carota e non il bastone
In vista della gara con il Bari, in programma domenica 27 Ottobre 2019 allo stadio "Angelo Massimino", con inizio alle ore 15.00, il tecnico del Catania, Cristiano Lucarelli, ha incontrato i giornalisti nella sala stampa del centro sportivo di Torre del Grifo. Lucarelli, in apertura, ha analizzato la gara di mercoledì scorso e sul momento in generale della squadra: "Col Bisceglie non è andato solo il risultato. Rivedendo la gara ho avuto la conferma di quanto detto alla fine della gara. Ho notato anche due ingenuità commesse in occasione della rete loro. È andata così, dispiace perché sarebbe stato importante vincere, anche perché avrebbe creato un clima diverso per la partita di domani, portando più tranquillità alla squadra. In questo momento qui sono più per la carota che per il bastone. Bisogna togliere negatività, stress e tensione, e far ritornare il sorriso".

Saporetti? Bisogna ringraziarlo…
“Bisogna fare chiarezza. Quando stai fuori per 15 o 20 giorni, dopo il periodo terapeutico segue l’adattamento e successivamente il ritorno in campo. Ci sono dei giocatori che sono appena rientrati in gruppo, fra cui Marchese, Bucolo, Biagianti e in particolare Catania, Barisic e Saporetti. Loro sono rientrati in gruppo da lunedì, ma chiaramente non erano ancora prontissimi per scendere in campo. Sono tutti giocatori che hanno un’autonomia di 15 o 20 minuti, non di più. Saporetti dobbiamo solo ringraziarlo: aveva un’autonomia di 6 o 7 minuti, non di più. L’ho messo dentro perché in questo momento in difesa siamo in emergenza”.

Biagianti ancora centrale per emergenza
“Abbiamo necessità che Marco giochi ancora al centro della difesa. Domani, tra l’altro, sarà un test probante per capire se si tratta di una strada da seguire anche in momento di abbondanza o se si deve abbandonare nel momento in cui finisce l’emergenza. Chiaramente, bisogna considerare che Marco viene da un periodo di lunga inattività e domani potrebbe non essere particolarmente brillante. Perché gioca? Perché non ne abbiamo altri. Marco non è un difensore, non può fare una marcatura feroce sull'avversario, però ha dei piedi che mi permettono di impostare l'azione da dietro.Ci sono tanti casi: Di Biagio, Mascherano, De Rossi, Emre Can. Ci sono dei centrocampisti che rispetto ad altri hanno attitudini maggiori alla fase difensiva. E poi ha voglia, è motivato, ama questa maglia. In questo momento mi sembra la soluzione migliore, più avanti valuteremo”.

Registrare la difesa
“Non siamo ancora squadra pronta per un avversario come il Bari, nel senso che ancora non abbiamo la solidità di squadra. Quindi, per prima cosa, per non fare entrare i ladri in casa devi chiudere la serratura. Mi sarebbe piaciuto giocarla più avanti, dall’altra parte, però, giochiamo contro la squadra che insieme a noi in questo girone ha più pressioni di tutte. In questa partita forse hanno più pressione di noi, non capiterà spesso, quindi dobbiamo approfittarne”.

Il nostro punto debole? La testa
"In questo momento il nostro punto debole è la testa, perché chiaramente i risultati non aiutano. Dal punto di vista tattico, un bravo allenatore, deve considerare l'aspetto che questa squadra è stata costruita per un altro progetto, quindi deve essere bravo a trovare una soluzione intermedia fra le esigenze, le sue idee e quel che c'era prima. Mi piacerebbe che ritrovassimo un equilibrio fra le due fasi, con una difesa che dà garanzie per poter poi riprovare il 4-3-3 o il 3-4-1-2".

Mazzarani, a lui nessun compito
"Mercoledì non gli ho dato alcun compito, abbiamo giocato con il 10+1. Gli ho detto semplicemente vai dove ti porta l'istinto, dove ti senti più a tuo agio. E' uno di quelli che ogni tanto ti risolve le partite, se poi riusciamo a far diventare 'spesso' quel 'ogni tanto'..."

Attenzione ai blocchi sui piazzati.
"Non hanno punti deboli. Trovare dei difetti è difficile, col cambio di allenatore stanno anche bene.Mercoledì, col Catanzaro, hanno giocato a ritmi altissimi. L'unica cosa che possiamo sfruttare è la fisicità dei loro difensori, magari possono essere un po' in difficoltà sulla velocità e la rapidità. In avanti hanno due attaccanti che ci metteranno in difficoltà, così come i loro due quinti che sono molto alti, così come fa la Lazio. Loro applicano il vero 3-5-2, quello che piace anche a me. Loro lo possono fare, perché hanno trovato l'equilibrio giusto, noi ancora no. La loro forza è anche sui piazzati. In tal senso mi auguro che l'arbitro di domani stia molto attento sui loro blocchi, ne fanno diversi in area avversaria, e spesso molto fallosi. Mi auguro che domani ci sia massima attenzione, visto che in C non c'è il VAR. Ci auguriamo di essere tutelati".

Mbende, giocatore con delle qualità
"Secondo me è un giocatore con delle qualità, chiaramente bisogna ancora "sgrezzarlo" un po' visto che viene da un altro campionato. Avete mai visto come giocano in Germania o in Olanda? Anche De Ligt ha avuto delle difficoltà. Per me, al di là del gol, ha fatto molto bene con il Bisceglie, anche perché è bravo coi piedi. Tra l'altro, mercoledì non stava benissimo.

Catania ti fa crescere e maturare
"Dall'Oglio? Con aglio e peperoncino è il su. Battuta a parte si tratta di un giocatore importante e questo non lo dico io: se fate una telefonata a Corini vi dirà che è stato determinante nella promozione del Brescia. Poi, magicamente, arriva a Catania e non riesce più ad esprimersi. Nei vari colloqui che ho fatto coi giocatori ho detto una cosa: o fai parte dell'80% dei calciatori che verranno dimenticati, oppure rientrerai nel 20% di quelli che ha fatto bene a Catania. Giocare a Catania non è facile, è risaputo in tutta Italia, soprattutto per le generazioni di oggi troppo prese dai social. Ma se fai bene a Catania ce la fai da tutte le parti, perché Catania ti fa crescere, ti fa maturare. Devono avere la voglia di imporsi".

Coppa Italia è un obiettivo
"La classifica non la guardo e non voglio che la guardino manco i calciatori. In questo momento dobbiamo pensare diversamente, così come fece due anni fa il Cosenza, pensando di arrivare ai play-off nella condizione migliore.. Dobbiamo essere realisti, senza prendere in giro nessuno, in particolar modo i tifosi. Anche la Coppa Italia ha la sua importanza, visto che se la vinci ti può portare a livello delle prime in chiave play-off. In questo campionato, rispetto a quello di due anni fa, ci sono 6 o 7 squadre che lottano per il primo posto. E questo è un vantaggio per noi. Dobbiamo cercare di mangiare su tutti i piatti".

Barisic come seconda punta
"In questo momento abbiamo una squadra fatta per il 4-3-3 con gli esteri che in questo momento sono fuori. Io, però, ho la sensazione che i due esterni bassi, Pinto e Calapai, siano perfetti per un 3-5-2. Davanti abbiamo dei calciatori che ti permettono di fare la differenza e di giocare con altri moduli. Barisic punta centrale? Andrebbe in difficoltà, secondo me può fare la seconda punta per attaccare gli spazi. Potrebbe giocare come quinto, così come faceva Marras a Trapani o, con le dovute proporzioni, Milinkovic-Savic alla Lazio. Purtroppo ancora non siamo pronti per fare questo, non siamo alla playstation".