L'Etna sbuffa: B o C, dove giocherà il Catania?

  Foto: CalcioCatania.com

Il sette settembre il Collegio di Garanzia del CONI deciderà le sorti della B 2018/19 e dell'Elefante

Ho visto ‘n Liotru di petra lavica specchiarsi sulla lava incandescente. Seppur scuro, l’ho visto nitidamente sul fianco acceso di mamma Etna, con quest’ultima che ha scelto la fine dell’estate per borbottare e ricordare a tutti – in verità a pochi distratti – che lei c’è sempre e che guarda dall’alto la sua città, la sua squadra di calcio. Già, il pallone. Quelle maglie rossazzurre che dopo l’exploit contro Como e, soprattutto, Foggia e Verona, sono rimaste in naftalina in attesa di conoscere il proprio futuro. Sarà ripescaggio in Serie B o condanna al quarto campionato di fila in C? Quesito amletico che tuttavia ha le ore contate. Venerdì 7 settembre, a più di un mese da quell’umida notte del primo di agosto nella quale la Serie B sembrava cosa fatta, si conoscerà finalmente l’epilogo della stagione 2017/18 e di conseguenza in quale campionato giocherà il Catania di Andrea Sottil.

Non si conosce la categoria per l’annata 2018/19, ma u Liotru è già salito in alta quota. Credevo che si specchiasse, ma invece non è così. Lavora duro, nel quartier generale di Torre del Grifo, fatto di sudore e fatica in attesa che i vari test-match disputati (con Sancataldese, Acireale e Paternò) lascino il posto alle gare ufficiali. Allora, mi chiedo, cosa ci faceva a tremila metri d’altitudine? Semplice, aveva bisogno di temprare la propria corazza, forgiata quasi settantadue anni fa proprio dalla lava del vulcano. Ci vuole una corazza dura, indistruttibile, per affrontare le mille trappole disseminate lungo il cammino...
Nel frattempo, lo scorso weekend, la Serie B 2018/19 è partita con uno spezzatino da mal di testa: una partita il venerdì (Brescia-Perugia), tre il giorno dopo (Cremonese-Pescara, Salernitana-Palermo e Venezia-Spezia), quattro domenica 26 (Ascoli-Cosenza, Cittadella-Crotone, Foggia-Carpi e Verona-Padova) e infine il posticipo di lunedì sera tra Benevento-Lecce. È partita così, a 19 squadre, così come voluto dai ‘pupari’, con il Livorno seduto sul divano ad osservare il tutto per via della sosta obbligatoria imposta dallo scellerato format scritto in fretta e furia, manco fosse un torneo amatoriale di 5 vs 5. Cristiano Lucarelli sul divano, così come TUTTA la Serie C, anch’essa in attesa dei vari verdetti del Collegio di Garanzia del CONI previsti il primo venerdì del mese di settembre.

Prima di allora, di quel 7 settembre atteso più dell’inizio delle ferie estive, ci sarà il tempo per disputare le gare della seconda giornata di Serie B. Il 31 agosto toccherà a Palermo e Cremonese aprire le danze. Il giorno dopo, primo di settembre, quattro gare in programma (Carpi-Cittadella, Cosenza-Verona, Padova-Venezia e Spezia-Brescia), con il Catania che dovrà ‘accontentarsi’ ancora una volta dell’ennesima sgambata amichevole: al “Massimino”, alle ore 20:30, sarà la volta della Vibonese del presidente (catanese) Caffo. Questa giornata, ultimata dalle gare tra Crotone-Foggia, Lecce-Salernitana, Perugia-Ascoli e Pescara-Livorno (riposa il Benevento), potrebbe essere anche l’ultima di quest’insolita Serie B a 19 squadre.

Infatti, già dalla terza giornata, prevista dal 14 al 17 settembre , proprio dopo la prima sosta imposta dal calendario (prevista sabato 8 settembre), il volto della serie cadetta 2018/19 potrebbe essere diverso, con un organico nuovamente riportato a 22 unità, così come vuole quel regolamento calpestato con troppa superficialità ed arroganza da Lega B e FIGC. Una decina (scarsa) di giorni ancora e conosceremo il nostro futuro. Al di là della categoria – in verità la riammissione in B è diventata ormai una questione di principio, perché non si possono cambiare le carte in tavola quando il gioco è già in corsa – ciò che conta è ritornare a calpestare i prati verdi con le righe bianche, ripopolare curve e tribune, esaltarsi e, talvolta, deprimersi dall’adrenalina generata dal pallone che rotola sul terreno di gioco e non nelle varie aule dei tribunali sportivi e non. L’Etna sbuffa, borbotta minacciosa. Il Catania vuole conoscere il proprio futuro. Ora.