EX - Sicula Leonzio, una sorta di "Catania 2"

Andrea D'Amico, in maglia rossazzurra, contrasto da Dejan Stankovic in Catania-Inter del 2009

Andrea D'Amico, in maglia rossazzurra, contrasto da Dejan Stankovic in Catania-Inter del 2009  Foto: CalcioCatania.com

Classico appuntamento con la rubrica dedicata ai doppi ex del passato e del presente

SUCCURSALE ROSSAZZURRA
Si scrive Sicula Leonzio ma si potrebbe leggere tranquillamente Calcio Catania se non addirittura “Catania 2”. Questo è quanto emerge dall’analisi dell’attuale organico della società di Lentini, autentica “succursale” del club di Via Magenta. Dal presidente al medico sociale, dall’allenatore a parte dei calciatori. Una serie lunghissima a testimonianza che il catanese è una lingua assai parlata nel club bianconero. Partendo dall’alto spicca la figura di Giuseppe Leonardi, giovanissimo presidente catanese (classe 1990), artefice principale della rinascita calcistica dei bianconeri, società che mancava dalla terza serie addirittura da ventitré anni: Serie C1 edizione 1993-94, sotto la denominazione di Leonzio 1909. Seguono il direttore sportivo Davide Mignemi (altro catanese); il Responsabile del marketing bianconero Maurizio Ciancio; il team manager Antonio Varsallona; il medico sociale Mauro Sammarco; il Responsabile recupero infortuni Giuseppe Dispinzieri; il Responsabile del settore giovanile Massimiliano Borbone e l’allenatore della formazione Berretti Pier Paolo Alderisi , a Catania nella scorsa stagione nelle vesti di tecnico dell’Under 17.

Pino Rigoli e Diogo Tavares, il passato (rossazzurro) che ritorna... 



RIGOLI, D’AMICO, TAVARES E…
Dalla scrivania (si fa per dire) al campo il passo è breve. La gara di sabato 21 ottobre segnerà l’atteso ritorno nelle vesti di avversario di Pino Rigoli. In verità, il primo faccia a faccia tra il tecnico di Raccuja e il Catania è già avvenuto lo scorso 13 agosto nella gara di Coppa Italia, match concluso con la vittoria degli etnei per 3-2. Il campionato, però, ha ben altro fascino e seguito, è risaputo. Così il buon Pino incrocia nuovamente quei colori rossazzurri che, nella passata stagione, gli avevano regalato gioie e dolori: 35 punti in classifica (42 sul campo compresi i sette di penalizzazione) in 25 partite, con la formazione etnea in piena zona play-off ma, tuttavia, con evidenti difetti di personalità, in special modo nelle gare in trasferta. A Lentini, ambiente decisamente meno pressante rispetto a Catania, mister Rigoli ha portato con sé il difensore Andrea De Rossi (giocatore avuto alle dipendenze anche nel periodo akragantino) e l’attaccante portoghese Diogo Tavares, autore di una rete (alla Reggina) in 13 gare con la maglia etnea. La marcata impronta catanese è accentuata ulteriormente dalla presenza dei catanesi Walter Cozza (centrocampista classe 1997), l’attaccante Pietro Arcidiacono (a segno nella gara di Coppa Italia) e Andrea D’Amico mediano classe 1989 cresciuto nel settore giovanile etneo e con due presenze con la maglia della prima squadra (una delle quali contro l’Inter di Ibrahimovic) nella stagione 2008/09 con Walter Zenga in panchina. Dulcis in fundo l’utilizzo dello stadio Angelo Massimino per via dell’indisponibilità momentanea dell’Angelino Nobile di Lentini. Angelo ed Angelino, un legame sempre più evidente.

Andrea De Rossi in azione nella gara dei play-off del maggio scorso contro la Juve Stabia... 



MI RITORNI IN MENT…EX
Classica carrellata finale con i doppi ex ripescati dal passato delle due squadre. Tre le presenze tra i portieri: Alessandro Garofalo (giunto a Catania nell’estate 1994-95 proprio dalla Leonzio) e Giovanni Giorgianni, al Catania dal 1996 al 1998, e il “baby”Christian Biondi, catanese classe 1998, prodotto del vivaio rossazzurro, per qualche giornata nella prima parte della scorsa stagione il meno battuto d’Italia. Nomi importanti nel reparto arretrato: il catanese Gigi Chiavaro, colonna del Catania anni settanta, a Lentini come tecnico; Pantaleo De Gennaro, in rossazzurro nel biennio 1976-78 (46 presenze e una rete), a Lentini come tecnico nel 1993-94; Rosario Picone, originario di Centuripe, prodotto del vivaio rossazzurro, 100 presenze con la maglia del Catania nel corso degli anni ottanta, a Lentini tra il 1989 e il 1992; Gabriele Cacciola (figlio di Gaspare, ex rossazzurro anni novanta), altro prodotto sfornato dalle giovanili etnee, a Lentini nella scorsa stagione. A centrocampo i nomi più interessanti sono quelli di Sebastiano Pincio (a Lentini nella prima parte degli anni novanta, a Catania in Eccellenza nel 1993-94) e Gerardo De Rosa, quest’ultimo prelevato proprio dalla Leonzio nell’estate 1994, perno del Catania di Angelo Busetta che vinse il CND 1994-95. Storie recenti quelle dei due giovani Francesco Cerra, nativo di Acireale, compagno di squadra di Cacciola negli Allievi rossazzurri di qualche anno fa, e di Roberto Marino, (classe 1998) altro centrocampista catanese e prodotto della cantera di Torre del Grifo, unico siciliano aggregato alla rappresentativa di Serie D a partecipare al Torneo di Viareggio 2017. Insolito pokerissimo in attacco dove primeggia il blasone del compianto Adelmo ‘Memo’ Prenna, simbolo del Catania di Carmelo Di Bella negli anni sessanta, a Lentini sul finale di carriera come allenatore-giocatore (1967-69). Seguono Augusto Ferrante ( in rossazzurro nella stagione 1962-63, con appena una gara in Coppa Italia); Marcello Pitino 28 reti in 90 gare con la maglia bianconera tra il 1988 e il 1990 in Serie C2, al Catania nelle vesti di dirigente nella stagione 2015-16; altro nome importane è quello di Tiziano D’Isidoro che prima di vestire il rossazzurro, tra il 1995 e il 1997 in C2, indossò la casacca bianconera della Leonzio andando a segno (con una doppietta) proprio contro gli etnei nella gara di Coppa Italia del 1991, vinta dai lentinesi per 4-2; ‘manita’ completata da Giuseppe Sibilli, in rossazzurro nella parte iniziale della scorsa stagione (senza mai giocare) alla Sicula da gennaio per un totale di 5 reti in dieci gare, fondamentali per la promozione in C dei leoni di Lentini. Poker in panchina: Egizio Rubino (due promozioni sulla panca etnea, rispettivamente nel 1969-70 e nel 1974-75), il catanese Salvo Bianchetti, Osvaldo Jaconi e il “Trapattoni di Sicilia” Angelo Busetta.