Cosi di Catania (calcio): Il rossazzurro Luigi Criscuolo e i “marziani” rossoneri

Da sx verso dx: Vavassori insieme a Criscuolo

Da sx verso dx: Vavassori insieme a Criscuolo  Foto: CalcioCatania.com

Nuovo appuntamento con i 'cosi catanisi' di Alessandro Russo

Buongiorno, buongiorno.
Sono le dieci del mattino di venerdì primo giugno duemilaediciotto e sto seduto nel mio studio di casa con biro e block-notes in mano; ancora una volta mi ritengo pronto a buttar giù una puntata di Cosi di Catania (calcio). Dieci giorni orsono ragionavo a lungo sul gigante Pippo Fava e accennavo a un Catania-Internazionale terminato zero a zero in piazza Spedini la bellezza di trentaquattro anni fa e rotti. Infine chiarivo poi che questa rubrica qui dedicata al pallone rossazzurro e a tante altre cose qua e là volgeva alla sua naturale conclusione. Perché mai ordunque in questa radiosa mattinata estiva di oggi mi prendo la briga di fare un’eccezione trasgredendo un patto stilato e, da me medesimo, sottoscritto ?

Il fatto è che quindici minuti fa ho parlato per telefono con il signor Luigi Criscuolo, un ex-calciatore del Catania degli anni Sessanta. La schiettezza delle sue parole all’interno della nostra breve chiacchierata mi hanno fatto subito comprendere che Cosi di Catania (calcio) sarebbe riapparso su www.calciocatania.com.
Piccolo passo indietro di cinque giorni.

Luigi Criscuolo, portiere del Catania anni sessanta 



Non privi dell’abituale brio, alle otto del mattino di domenica scorsa, addì ventisette maggio, io e mio figlio Matteo di dieci anni andiamo peri peri. Diretti nella zona del porto, setacciamo allegramente il mercatino delle pulci e curiosiamo tra le variopinte bancherelle. Causalmente, di colpo, ci imbattiamo in un simpatico cittadino catanese, che per il modico prezzo di sei euro ci rifila una sbiadita copia del quotidiano La Sicilia datata lunedì ventitré maggio millenovecentosessantasei. Data un’immediata scorsa al giornale, avvistiamo una messe di titoli sfruculianti a pagina tre: A San Siro l’ultimo tracollo di un Catania da dimenticare. Accolta come una liberazione la fine del campionato. Valsecchi: “I milanisti sembravano marziani, per fortuna adesso il nostro calvario è finito.” Bersaglio troppo facile, il Milan s’è divertito. Trionfo personale di Sormani: quattro gol. Per i rossazzurri ha segnati Christensen. Poteva finire 8 a 3 anziché 6 a1. Sfortunatissimo esordio di Criscuolo.

«Pomeriggio estivo -riporta La Sicilia- con sole caldo e battente, calci d’angolo sette a tre per il Milan, quindicimila spettatori presenti a San Siro e incasso di quattro milioni, novantaseimila e cento lire. Le due squadre giocano sfoggiando spunti di buona tecnica. Lo stoccatore italo-brasiliano Sormani con relativa facilità va al gol e infiamma i tifosi. Dopo appena sette minuti il Milan risulta in vantaggio per due a zero. Con i suoi quattro gol Sormani ha compiuto un bel balzo in avanti nella classifica dei tiratori scelti del campionato. Al triplice fischio alcune centinai di tifosi sventolano i vessilli, invadono il campo e festeggiano la vittoria portando in trionfo Sormani.»


Giuseppe Vavassori insieme a Luigi Criscuolo 



«Povero Criscuolo, –replica Matteo- per un portiere deve essere terribile incassare sei polpette al debutto ! »
Torniamo ad oggi.
Stamane, alle nove e quarantacinque in punto, grazie alla mediazione di Paolo Russo, un valoroso catanese di stanza a Vittorio Veneto, mi procuro un prezioso recapito mobile; senza indugi digito le dieci cifre riportate su un pezzettino di carta e comincio a trascrivere una conversazione sul mio taccuino.
«Per quante notti di fila –domando- non ha dormito dopo i sei gol incassati dai ‘marziani’ rossoneri al suo esordio in rossazzurro ?»
«Ho dormito sempre tranquillamente, -risponde e intanto ride il signor Luigi Criscuolo- perché eravamo già retrocessi e per me era un premio per aver lavorato sempre con serietà e dedizione»
«Mi farebbe una breve descrizione della sua carriera calcistica ?»
«Ho Iniziato nella scuola calcio e nel settore giovanile della Juve Stabia, poi son passato alla Folgore e quindi al Castelvetrano in serie D. Nell’estate del sessantaquattro mi acquista il Catania in serie A e rimango in rossazzurro per cinque campionati. Quindi vengono le mie esperienza alla Torres di Sassari in serie C e poi Magri, Paganese, Angri in interregionale per due campionati. Infine gioco nel Formia per cinque anni e poi torno alla Juve Stabia. Infine rieccomi al Formia per altri quattro campionati, prima di concludere la carriera nella Caprese dilettanti, alla veneranda età di trentanove anni compiuti.»

«Un suo ricordo di Vavassori e Rado. In più le chiedo di dirmi cosa avrebbe dovuto fare per insidiare la loro maglia numero uno»
«Di Vavassori ho un ricordo indelebile, persona semplice e umana che non mi faceva sentire la sua riserva ma un amico. Rado era il contrario. Per quanto riguarda la maglia numero uno nel calcio si creano tante situazioni societarie e tecniche che ti impediscono di dimostrare il proprio valore. Una frase che non potrò mai dimenticare è "Sei giovane puoi aspettare....”»
«Cosa le manca di Catania e del Catania calcio ?»
«Di Catania città ho un ricordo bellissimo. Altrettanto del Catania Calcio ma non totale.»
«Cosa fa Luigi Criscuolo oggi ?»
«Oggi Luigi Criscuolo sempre per passione essendo pensionato, cura la preparazione dei portieri di una scuola calcio.»

Luigi Criscuolo in azione a San Siro contro il Milan 



34. giornata – Campionato serie A- 22 maggio 1966
MILAN-CATANIA 6-1
Milan Mantovani, Schnellinger, Trebbi, Pelagalli, Maldini, Trapattoni, Fortunato, Maddè, Sormani, Rivera, Daolio.
Catania Criscuolo, Buzzacchera, Puccini, Lampredi, Bicchierai, Cella, Rossetti, Biagini, Fanello, Christensen, Artico.
Arbitro Bigi di Padova.
Gol 4’ Sormani, 7’ Trapattoni, 23’ e 53’ Sormani, 57’ aut. Maldini, 67’ rig. Sormani, 90’ Maddè.