Cosenza-Catania 1-2: Chi la gioca la vince

Russotto e Mazzarani esultano sotto il settore ospiti

Russotto e Mazzarani esultano sotto il settore ospiti  Fonte: Nino Russo

Per la prima volta da inizio stagione il Catania gioca a viso aperto in trasferta e non a caso conquista i tre punti.

Le deludenti prestazioni contro Virtus Francavilla e Vibonese avevano fatto scendere ai minimi termini la fiducia dell'ambiente etneo nei confronti di un tecnico, Pino Rigoli, mai veramente apprezzato dal suo pubblico. Non ci potevano essere premesse peggiori per preparare una trasferta impegnativa come quella di Cosenza, contro la quinta forza del campionato. Eppure, contrariamente ad attese e pronostici, finalmente Rigoli (ed insieme a lui il Catania) ce l'ha fatta: è arrivata questa benedetta vittoria in trasferta, che ha posto fine ad un tabù che si prolungava da oltre un anno. Insieme alla vittoria si sono visti anche evidenti progressi nel gioco e nell'atteggiamento, che fanno guardare con più ottimismo alle cinque partite che separano il club di via Magenta dalla pausa invernale. Cinque partite in cui Bergamelli e compagni si giocheranno parecchie chances di rimonta, perché un eventuale filotto di risultati utili, oltre ad ulteriori balzi in avanti in classifica, garantirebbe un rinnovato entusiasmo necessario ad affrontare la seconda parte di stagione, per “aggredire” la quale si sfrutterebbe al massimo il mercato di riparazione e (perché no) anche la stessa riapertura della campagna abbonamenti. Ma è chiaro che ci stiamo spingendo troppo avanti. In fondo, si tratta della prima vittoria esterna ed è ancora presto per poter dire che non si tratta di un caso isolato. Ciò non toglie che bisogna prendere atto, con soddisfazione, della situazione attuale: il Catania è 9°, in piena zona playoff, a soli due punti da quel 5° posto che garantirebbe un miglior cammino nella coda di stagione. Il distacco sulla zona playout è di sei punti e ciò, unitamente al dato di miglior difesa del girone, consente alla squadra di poter giocare con serenità le partite che seguiranno. Se poi vogliamo vedere il bicchiere più che mezzo pieno, possiamo sottolineare che senza penalizzazione, al netto delle partite che devono ancora essere disputate, la squadra di Rigoli sarebbe quarta a -4 dalle capoliste. Ma forse è il caso di omettere questo dato fine a sé stesso che non può far altro che alimentare rimpianti sulle ben altre prospettive che si potevano coltivare in questo campionato.

I correttivi di Rigoli e Roselli
Nonostante la prestazione deludente sciorinata dai suoi ragazzi contro la Vibonese, Rigoli decide di non rivoluzionare oltremodo l'11 schierato domenica scorsa al “Massimino”, limitandosi a reinserire in formazione Drausio (rientrato dalla squalifica) e Bucolo (nuovamente a pieno regime). Quest'ultimo, a causa della compresenza di Scoppa, è chiamato a sostituire capitan Biagianti in posizione decentrata. Niente avanzamento in mediana per Di Cecco, dunque. Il numero 24 finisce in panchina con Parisi al suo posto nel ruolo di terzino destro. L'altro escluso eccellente (ma in trasferta non è una novità) è Di Grazia: al suo posto Mazzarani. Con questa mossa il tecnico di Raccuja dimostra di preferire l'utilizzo del numero 32 da esterno offensivo, in particolar modo nelle gare giocate fuori casa. Nel ruolo di centravanti viene confermato Anastasi, al quale viene data la possibilità di scavalcare in modo quasi definitivo nelle gerarchie i fin qui deludenti Paolucci e Calil; in avanti nuova chance anche per Russotto, tra i più positivi contro la Vibonese.
L'allenatore del Cosenza Roselli, l'anno scorso integralista del 4-4-2, in questa stagione ha ampliato i propri orizzonti affidandosi spesso ad un più aggressivo 4-3-3, ma contro il Catania è costretto a tornare sui propri passi dalle condizioni della mezzala Ranieri (reduce da una febbre), che si accomoda in panchina. In campo, in sua vece, va Criaco, che si posiziona nel suo ruolo di esterno destro ripristinando l'antico canovaccio tattico. In attacco Baclet (3 gol in due partite contro gli etnei lo scorso campionato, con la maglia del Martina Franca) vince il ballottaggio con Gambino ed affianca la seconda punta Filippini.

Scoppa “alla Bonucci”, curiosa soluzione, ma i gol arrivano dai calci piazzati
Sin dai primi minuti spicca la curiosa soluzione adottata dal Catania per agevolare il coinvolgimento di Scoppa nella fase di avvio dell'azione offensiva. Il centrocampista argentino arretra sulla linea difensiva e fa partire il gioco da dietro, “alla Bonucci”, con Drausio e Bergamelli che si allargano ai suoi lati. Correlativamente, Parisi e Djordjevic si alzano sulle fasce andando a comporre un 3-4-3 che cessa di esistere in fase difensiva (nella quale tutto torna alla normalità). Archiviata la fase di studio delle due squadre, il Cosenza annulla il “giochino” alzando il proprio pressing e Scoppa rientra nei ranghi, trovando con più difficoltà spazi e giocate. I padroni di casa sono molto più pragmatici e puntano sulla corsa e sulle sovrapposizioni, in particolar modo sulla fascia sinistra dove Parisi soffre l'accoppiata D'Anna-Statella. La partita è viva, anche grazie agli etnei che per la prima volta in questa stagione, lontano dalle mura amiche, riescono a giocarsela a viso aperto, esponendosi al contempo a maggiori rischi che favoriscono le ripartenze rossoblù. In queste condizioni fioccano i calci di punizione e, soprattutto, i corner, dai quali derivano entrambi i gol della prima frazione di gioco. In tutte e due le circostanze le telecamere non aiutano a fugare i dubbi sulla regolarità delle posizioni di Baclet prima e Bergamelli poi.

Un lampo regala la vittoria, ma Rigoli eccede nelle “misure protettive”
Nella ripresa entrambi i tecnici ripartono dagli stessi giocatori che avevano chiusi i primi quarantacinque minuti. Rispetto al primo tempo il ritmo cala, sia perché il Catania, con Scoppa ingabbiato, non riesce ad uscire dal guscio se non con iniziative singole dei vari Russotto e Mazzarani, sia perché il Cosenza non trova sbocchi, chiuso dalla sempre attenta difesa rossazzurra. Non cambia l'inerzia del match l'ingresso di Cavallaro al posto di Criaco. Pur avendo caratteristiche più offensive, il n°10 dei padroni di casa si piazza infatti da esterno offensivo, troppo distante dalla porta per poter incidere. Dal canto suo Rigoli pare troppo attendista e nonostante i suoi sembrino tirare i remi in barca non opera alcun cambio. Evidentemente il tecnico crede nell'assetto utilizzato e i fatti gli danno ragione. Al 73° Anastasi si sgancia sulla trequarti e con un colpo di tacco serve Russotto che chiude abilmente la triangolazione; di fronte all'uscita di Perina, il centravanti catanese con altruismo e coraggio si distende e serve Mazzarani, tutto solo al suo fianco; per il numero 32 è un gioco da ragazzi insaccare il gol della vittoria. Purtroppo, nella circostanza Anastasi si fa male e viene sostituito dall'unico in grado di imitarlo sotto il profilo della prestanza fisica: Barisic. Roselli si gioca le carte Gambino e Mungo ma commette l'errore di non sbilanciare i suoi sotto il profilo tattico. Viene in parte aiuto dal collega che si sbilancia inserendo prima Di Cecco da esterno di centrocampo e passando poi, nei minuti di recupero, ad un 5-4-1 con l'ingresso di Bastrini. L'ardente desiderio di proteggere il risultato si rivela un'arma a doppio taglio perché consente al Cosenza, fin lì innocuo, di affacciarsi dalle parti di Pisseri con una serie di calci piazzati. Un errore sul quale Rigoli dovrà lavorare. Per fortuna i padroni di casa confermano di non essere in giornata e non ne approfittano.

Subito in campo, e forse è meglio così
Di solito, il turno infrasettimanale rappresenta un ostacolo, in quanto non consente alle squadre di recuperare le tossine derivanti dal match precedente e costringe i tecnici a ricorrere ad un massiccio turnover per centellinare le risorse in vista del successivo impegno. Ma per il Catania di Pino Rigoli, reduce da due vittorie consecutive, tornare immediatamente in campo potrebbe essere un vantaggio. Perché lo si farà sulle ali dell'entusiasmo e, soprattutto, davanti al proprio pubblico, dove non ha quasi mai deluso sotto il profilo del risultato. Dopo le figure barbine rimediate contro Fondi e Virtus Francavilla, dubitiamo che verrà sottovalutato un altro avversario-rivelazione del campionato come il Monopoli, che precede di un punto gli etnei e si è rilanciato oggi sconfiggendo in casa il derelitto Taranto, dopo aver perso le precedenti tre gare. La squadra allenata da Zanini adotta il 4-3-3 e non rinuncia ad una filosofia propositiva, come dimostrato dalle 8 reti sin qui realizzate dalla punta Montini. Dopo la sfida coi pugliesi, arriverà una partita di cartello sotto il profilo ambientale, il derby col Siracusa. Tra martedì e sabato prossimo è quindi probabile che vedremo scendere in campo almeno 14-15 giocatori. Per alcuni di essi potrebbe essere l'ultima chance di giocarsi la conferma alle falde dell'Etna. Russotto, che sembrava con le valigie in mano, ha dimostrato che l'impegno e la dedizione vengono sempre ripagati. L'auspicio è che ciò sia d'esempio per molti altri compagni, e possa permettere al Catania di centrare una vera e propria di striscia di successi, necessaria per alimentare sogni più grandi di quelli attuali.