Cosenza-Catania 0-1: le pagelle rossazzurre

Djordjevic, grande spinta sulla sinistra

Djordjevic, grande spinta sulla sinistra  Foto: Nino Russo

Ottima prestazione collettiva, con la difesa sugli scudi. Mazzarani sfrutta bene la chance offertagli da Lucarelli.

Pisseri voto 7: Contrariamente al solito è autore di diverse imprecisioni, sia nella prima che nella seconda frazione di gioco. Ma il modo in cui abbassa la saracinesca al minuto numero 71, quando salva il risultato opponendosi alla splendida rovesciata di D’Orazio, gli vale l’ennesima valutazione positiva della sua esperienza alle falde dell’Etna.

Aya voto 6,5: Solita prestazione attenta e rocciosa, con l’unica pecca del fallo su D’Orazio che regala al Cosenza una punizione da posizione pericolosa a pochi minuti dal 90°. Provvidenziale nei minuti di recupero il suo intervento sullo stesso D’Orazio in area di rigore.

Tedeschi voto 7: Ha il compito di “tener buono” il suo ex compagno Baclet, che conosce bene, e non gli concede alcun varco, tranne in occasione di un cross dalla destra nella parte finale del primo tempo.

Bogdan voto 7: Come Tedeschi chiude a doppia mandata la retroguardia rossazzurra, ricorrendo spesso all’anticipo, attraverso il quale denota un’ottima capacità di scelta dei tempi di intervento.

Semenzato voto 6: Prestazione molto ordinata e abbottonata, pressoché nulla in fase offensiva. Nel primo tempo non è sempre puntuale su Statella e Pinna e concede un paio di traversoni di troppo.

Mazzarani voto 7: Se la partita fosse durata 25’ il suo voto sarebbe oscillato tra l’8 ed il 9. In quest’arco di tempo è il protagonista assoluto del match: al 3° impegna Perina raccogliendo il suggerimento di Djordjevic dalla sinistra; al 10° con freddezza e maestria colpisce al volo il pallone respinto dal portiere avversario e sigla il gol che poi si rivelerà decisivo; al 25° si inserisce ancora una volta al momento giusto sfiorando il raddoppio su suggerimento di Di Grazia. Poi, complice una condizione non ancora perfetta, arretra il proprio raggio d’azione e contribuisce alla copertura in mediana, fintantoché viene richiamato in panchina da Lucarelli.
-> Russotto voto 6,5: Entra al 60° e non riesce ad approfittare delle possibili ripartenze concesse dal Cosenza, anche a causa dell’arretramento generale dei propri compagni. E’ importante però l’apporto che dà in fase difensiva negli ultimi minuti, pressando gli avversari e guadagnando preziose punizioni che fanno tirare il respiro alla squadra nei momenti di massima pressione.

Lodi voto 6,5: Come un camaleonte si adatta ad ogni situazione. Oggi, in un match che concedeva poco spazio alla costruzione del gioco e molto al pressing e all’interdizione, non si tira indietro e si trasforma in un centrocampista difensivo tatticamente intelligente che cerca di mettere ordine. Entra nell’azione del gol vittoria lanciando Djordjevic, attraverso una rapida battuta di un calcio di punizione nella metà campo avversaria.
-> Fornito SV: Gioca una decina di minuti al posto di Lodi nel finale, contribuendo al mantenimento della cerniera difensiva già approntata dai compagni.

Biagianti voto 6,5: Partita di sostanza del capitano, che protegge il pallone, guadagna di tanto in tanto dei calci di punizione a centrocampo e cerca di intasare le linee di gioco del Cosenza. Esce al minuto numero 72.
-> Bucolo voto 6: Gioca 20’, in un primo momento al fianco di Lodi con mansioni di mezzala di rottura, dopo l’ingresso di Fornito si piazza davanti alla difesa mantenendo le medesime consegne.

Djordjevic voto 7: Si propone con costanza sulla propria corsia nella prima fase del match ed è la vera spina nel fianco della difesa cosentina (il malcapitato Corsi ne fa le spese). Serve un assist a Mazzarani al 3° minuto e si ripete pochi minuti dopo sfornando il cross dal quale nasce l’azione dello 0-1. Si distingue anche in fase difensiva annullando Caccavallo. Nella ripresa si adegua all’andazzo della squadra e si limita a proteggere la propria zona.

Ripa voto 6,5: Continua a vedersi poco, ma in quelle poche circostanze lascia il segno. Basta la propria presenza nei pressi dell’area di rigore per mandare in confusione la retroguardia rossoblù. Lo conferma anche l’uscita maldestra di Perina in occasione del gol etneo, che è propiziata dal posizionamento del numero 29 rossazzurro.
-> Caccetta voto 6: Mezz’ora abbondante per lui. Poco lucido in fase di possesso palla, decisamente più pimpante quando si tratta di strappare la sfera agli avversari.

Di Grazia voto 6,5: Uno dei più attivi nell’unica fase del match (quella iniziale) in cui il Catania si fa vedere dalle parti di Perina. E’ lui che prolunga il cross di Djordjevic dal quale poi nasce il gol di Mazzarani, ed è ancora lui a servire il numero 32 in area al minuto numero 25. Nella ripresa, col Catania schiacciato nella propria metà campo, prova senza successo ad imbastire un paio di ripartenze. Esce a venti minuti dal termine.
-> Curiale voto 5,5: Funge da centravanti negli ultimi venti minuti ma non incide come dovrebbe, facendosi beccare in posizione di fuorigioco all’80° sull’illuminante lancio di Russotto e non gestendo a dovere altre situazioni potenzialmente interessanti.

All. Lucarelli voto 7: Le due ricette del suo personalissimo menù da trainer (3-5-2 vestito su misura dell’organico a disposizione e sfruttamento della rotazione dei giocatori) continuano a rivelarsi incredibilmente efficaci, come dimostra la quarta vittoria consecutiva, conquistata, come già successo a Brindisi contro la Virtus Francavilla, con le armi del cinismo e della resistenza ad oltranza. Nel primo tempo, quando c’è da cercare il risultato, sguinzaglia i suoi mediani con un pressing alto; nella ripresa, per contenere l’avanzata del Cosenza, arriva a giocare persino senza nessuna punta di ruolo per 10’. A conti fatti, azzecca ogni mossa.

COSENZA voto 6,5: Nonostante la sconfitta, la scossa del cambio della guida tecnica sembra che abbia cominciato a sortire gli effetti sperati dai tifosi silani, come testimoniano gli applausi convinti di questi ultimi a fine partita. La squadra di Braglia non è stata impeccabile nella tenuta difensiva durante la prima parte dell’incontro, ma per i restanti 2/3 di gara ha mostrato una grande reazione ed ha cercato con insistenza un pareggio che, se fosse stato raggiunto, sarebbe stato meritato. Anche il tecnico ha provato a metterci del proprio, avanzando Mungo sulla trequarti a inizio ripresa, passando al 3-4-1-2 con D’Orazio nell’ultima mezz’ora, ma contro la linea Maginot etnea oggi sarebbe stata dura per qualunque compagine.

Arbitro Dionisi voto 6,5: Dirige con raziocinio una partita caratterizzata da molto nervosismo, molte proteste, diversi duelli fisici rusticani, e controversi episodi nell’area di rigore del Catania (dalle immagini sembra però che i penalty invocati dai padroni di casa sia nel primo che nel secondo tempo non ci fossero).