Catania: da Brindisi a Rende, una terza maglia da 3-0!

Curiale e Ripa mostrano la

Curiale e Ripa mostrano la "terza maglia" in onore di Andrea Russotto  Foto: Nino Russo

Archiviato l'odiato e maledetto camouflage, il Catania ha trovato finalmente una terza maglia portafortuna...

Il camouflage è solo un (brutto) ricordo
Nel calcio la scaramanzia è un elemento tutt’altro che secondario. Lo avevamo scritto già questa estate, lo ribadiamo con forza adesso, proprio alla fine del girone di andata, supportati dall’oggettività dei fatti. Anzi, ci spingiamo oltre, affermando che il Catania, finalmente, ha fatto pace con la terza maglia. Proprio così, perché dopo le ultime due sciagurate stagioni vissute in Lega Pro, nelle quali i rossazzurri hanno indossato come terza casacca l’improponibile camouflage - fantasia militaresca che con il calcio ha poco a che vedere -, in questo campionato le cose sono cambiate drasticamente. Non si è tornati alla cara e vincente maglia nera, sfoggiata spesso e volentieri (anche nelle gare interne) nella stagione 2001-02, anno dell’ultima promozione in B, ma ci si è andati vicini, mantenendo tuttavia il passo coi tempi. Dal proprio atelier la Givova – tornata proprio quest’estate a vestire l’Elefante dopo le due stagioni targate Macron – ha tirato fuori una fantasia che a Catania non si era mai vista: maglia con fondo nero che sfuma gradualmente fino a toccare le tonalità più chiare del grigio, il tutto evidenziato da scacchi in diagonale sempre più nitidi man mano che il colore diventa più chiaro. Dal nero intenso, cupo e tetro della notte che non conosce luna, al grigio argento pronto splendere luminoso in attesa dell’alba di una nuova vita calcistica.

L'undici di partenza visto a Brindisi contro la Virtus Francavilla 



Due su due
Il debutto dell’attuale terza maglia dell’Elefante è giunto domenica 17 settembre 2017 al “Franco Fanuzzi” di Brindisi contro la Virtus Francavilla. Il risultato è stato a dir poco soddisfacente: rotondo 3-0, firmato dalle reti di Ciccio Lodi (su rigore), dalla prodezza balistica di un ispiratissimo Andrea Russotto e dal primo gol in rossazzurro del croato Stefan Djordjevic, splendidamente imbeccato proprio dallo stesso Russotto. Detto che in casa gli etnei hanno sempre giocato con la tradizionale maglia a strisce verticali rosse e azzurre, nelle successive sei trasferte, rispettivamente a Cosenza, Siracusa, Reggio Calabria, Pagani, Castellammare di Stabia e Trapani, il Catania ha sfoggiato la cosiddetta maglia away, alias la “bianca” con barda in diagonale rossazzurra. Tre mesi esatti più tardi, il 17 dicembre 2017, in quel di Rende, al cospetto del biancorosso dei padroni di casa, riecco apparire il Catania con quella terza casacca la cui fantasia rievoca la gamma cromatica del grigio. Il risultato? Identico a quello visto a Brindisi, in tutto e per tutto: stesso risultato finale (3-0) con almeno una rete segnata su rigore (Lodi a Brindisi, Ripa a Rende), stesso parziale/finale (1-0/3-0), stesso modulo di gioco (il 3-5-2), stesso numero del mese e della settimana (domenica 17) e anche lo stesso orario d’inizio (ore 16:30). Coincidenze ? Forse, probabile. Di certo, però, resta il fatto che la “nerogrigia” è una maglia portafortuna.

L'esultanza di Lodi dopo la rete alla Virtus Francavilla in quel di Brindisi 



Non c’è due senza tre…
L’appetito vien mangiando. Quando e quale sarà la prossima partita in cui il Catania indosserà la terza maglia? Domanda scontata, un po’ meno la risposta. Colori alla mano non sarà sabato prossimo al “Purificato” di Fondi: contro il rossoblu del Racing è lecito attendersi un Catania con la away. Qualche possibilità in più, invece, potrebbe esserci nella prima trasferta del 2018, subito dopo la sosta, quando l’Elefante sarà atteso al “Via del Mare” di Lecce contro i lupi giallorossi del Salento…