Buon compleanno Davide e Andrea: passato, presente e... futuro dell'Elefante

Di Grazia e Baiocco: capitani di ieri, capitani di domani...

Di Grazia e Baiocco: capitani di ieri, capitani di domani...  Foto: CalcioCatania.com

L'otto maggio è una data dalle forti tinte rossazzurre: nel 1975 è nato Baiocco, nel 1996 Di Grazia...

Una fascia da trAMAndaRE
Caldo afoso e sole cocente, è l’estate del 2015. Il Catania, sconquassato dalle vicende de “I treni del gol”, prova faticosamente a rimettere insieme i cocci sparsi, così come si fa dopo il più devastante dei terremoti. A Torre del Grifo, in uno dei ritiri pre-campionato più complicati della storia rossazzurra – simile, per certi versi, a quelli del 1993 e del 2003 – s’incrociano vecchio e nuovo. È il 2 agosto e il Catania, in completa tenuta azzurra, affronta l’Equipe Sicilia nel primo impegno amichevole in vista della nuova stagione. Tra tanti volti sconosciuti, in un mix tra nuovi (Calderini, De Rossi e Bacchetti, i primi tre acquisti della “triade”, insieme a mister Pippo Pancaro) e una corposa rappresentanza di giovani elefantini, che da lì a pochissimo avrebbero cambiato dicitura passando da Primavera a Berretti, si scorge la sagoma di una icona rossazzurra del passato. Nonostante la chioma bionda sia meno folta del passato, la grinta e la determinazione sono sempre le stesse. È Davide Baiocco, il perugino naturalizzato siciliano, che dopo aver portato l’Akragas in Lega Pro è corso di corsa al capezzale dell’Elefante malato, pronto a dare il suo apporto. In campo, tra gli sbarbatelli, c’è anche un figlio del vulcano: si chiama Andrea Di Grazia, ha appena compiuto diciannove anni e con sé porta una dote giovanile di tutto rispetto, fatta da un gran numero di gol e giocate deliziose. Vecchio e nuovo insieme, maestro e allievo. Anche se si tratta di ruoli diversi, uno fa il mediano di contenimento, l’altro ha propensioni decisamente più offensive, la materia d’insegnamento è facilmente recepibile: l’amore per il Catania. Le lezioni, però, non durano tanto tempo. Dopo una decina di giorni di ritiro Pancaro ‘fa fuori’ il matusa Baiocco – costretto suo malgrado a cambiare aria – mentre il giovane Di Grazia resiste qualche mese in più ma poi è costretto ad ‘arrendersi’ ed a lasciare l’Elefante per abbracciare il Gigante.

Davide Baiocco in azione a Torre del Grifo nel 2015 



NATI SOTTO IL SEGNO DEL TORO
Ufficialmente, Davide e Andrea, non hanno mai giocato insieme, tranne che in allenamento. Tuttavia, i due sono uniti da un legame che talvolta neanche due compagni di squadra riescono ad instaurare dopo tanti anni vissuti insieme: uno è il passato glorioso, l’altro è il presente e…il futuro (si spera) foriero di mille soddisfazioni con la casacca rossazzurra. In comune c’è tanto: i giorni passati insieme a Torre del Grifo; l’esperienza con la maglia dell’Akragas, seppur in periodi diversi; l’amore viscerale per il Catania e…l’8 maggio il giorno della loro nascita. A Perugia, quarantadue anni come oggi, nasceva la Straghetta, quel prezioso rompiballe fondamentale per trascinare un gruppo verso ogni genere di obiettivo, che sia d’alta o di bassa classifica. Ventuno anni più tardi, nel 1996, mentre Davide si apprestava a lasciare il Grifone e la B per far ‘gavetta’ a Fano in C2, a Catania vedeva la luce Andrea, l’astro nascente della cantera catanese. Oggi, 8 maggio 2017, Baiocco (protagonista di 122 presenze e 2 reti con la maglia del Catania, tra il 2005 e il 2009) ha il doppio dell’età di Di Grazia, ma nonostante ciò ha ancora voglia di giocare e vincere. La recente promozione in Serie D ottenuta con la maglia gialloverde del Palazzolo è soltanto l’ultima gemma di una carriera infinita. Un Highlander del pallone, un esempio da seguire in tutto e per tutto. Anche per u carusiddu di San Giovanni Galermo che, con le sue 8 reti in 37 gare in rossazzurro, rappresenta un tassello importante (così come Pisseri, Bergamelli, Manneh e qualche altro) sul quale costruire il Catania del futuro. Buon compleanno, Davide e Andrea. Gente del Toro, testarda e generosa che combatte e non molla mai.

Andrea Di Grazia in azione a Torre del Grifo nel 2015