A bientot

  Foto: CalcioCatania.com

Il mio saluto e il mio ringraziamento per questi anni vissuti e sofferti insieme

Bologna-Catania, ultima giornata del campionato di Serie A. Sarebbe stata anche l’ultima partita disputata dai rossazzurri nella massima serie; otto anni bellissimi, intensi, storici. Bisognava ripartire, insieme. Risvegliarsi in Serie B non era semplice per tutto l’ambiente etneo. Società, squadra, stampa, tifosi. Anche CalcioCatania.Com non fu da meno. Ricordo benissimo quella telefonata, ricevuta dal nostro editore Orazio Esposito, amico di una vita: “E’ giunta l’ora di tornare a casa…”. Già, casa mia. Credo di essere l’unico figlio legittimo di CalcioCatania.Com, l’unico giornalista formatosi interamente all’interno del sito, l’unico a presentare, al colloquio per diventare pubblicista, solo articoli scritto su .Com, quando scrivere su internet, nel lontano 2002 e fino al 2005, anno di iscrizione all’albo dei giornalisti, era realmente qualcosa di pioneristico, alla velocità dei mitici 56k.

Qui sono cresciuto, qui ho avuto la possibilità di coltivare un sogno: scrivere della mia squadra del cuore, conoscere il mondo del giornalismo sportivo, sedere in tribuna stampa, guardare con il pudore che meritavano colleghi professionisti visti fino al giorno prima solo in tv o letti sulle pagine stampate dei mai tanto compianti giornali cartacei. C’ero riuscito.

Accettai senza pensarci un attimo, non potevo dire di no. Come avrei potuto? Per molti anni mi ero occupato di altro (del mio altro grande amore, il rugby e l’Amatori Catania nello specifico) ma era il momento giusto per tornare. Tante erano le cose da fare, tante le sfide da affrontare. Non vogliono essere queste poche righe, un riassunto di quanto fatto o uno pseudo autoencomio, no. Non m’interessa. Sono stato un direttore poco incline ai riflettori, poco incline alla visibilità. Quello che ho sempre voluto e quello che ho sempre cercato di passare come messaggio alla mia redazione (passatemi l’aggettivo possessivo ancora per qualche istante n.d.c.) è ciò che il mio primo direttore Max Licari, mi aveva trasmesso: dire la verità e non avere paura del proprio pensiero, purché onesto intellettualmente. Senza sconti, senza facili populismi, senza solleticare i più bassi e subdoli istinti che albergano in zone facilmente riconoscibili del corpo umano. Gente libera, dentro. Questo era e questo sarà il nostro mantra, sempre.

Spero di esserci riuscito, di aver trasmesso questi valori a chi scrive e continuerà a farlo per questa gloriosa realtà, spero di aver trasmesso altresì questi messaggi anche a voi lettori, ai tanti amici che ci seguono da quasi 18 anni (diciotto…) e che sono la nostra vera forza, il nostro carburante, perché senza il vostro affetto e la vostra passione nulla di tutto questo sarebbe stato possibile. Quindi, per questo, vi ringrazio, uno ad uno e sono sicuro che potrete continuare a trovare, in questo portale, le pagine della nostra storia e le immagini del nostro futuro, ovviamente a tinte rossazzurre.

Lascio la direzione del sito, dopo cinque stagioni a Salvo Emanuele, collega ineccepibile, vero appassionato dei colori rossazzurri e profondo conoscitore della storia del Catania. Non riscontrerò alcuna obiezione nel dire che non esiste nessuno più innamorato del Catania e di CalcioCatania.Com. Scelta migliore non poteva esserci. Permettetemi, in conclusione di ringraziare uno ad uno tutti i componenti della redazione: se siamo riusciti a confermarci come il portale di riferimento nel panorama dell’informazione rossazzurro è soprattutto merito vostro. Non farò nomi, si corre il rischio di dimenticare sempre qualcuno, ma quello che mi sento di dire è che sono stato un uomo ed un giornalista fortunato: umanamente e professionalmente porterò nel cuore ognuno di voi. Mi avete insegnato tanto e tanto da voi ho imparato.

Che dire di più?! Forse è arrivato il momento di congedarsi e di passare la mano con la consapevolezza che per quanto lontano si possa andare, il richiamo di casa ci sarà sempre.

Ad maiora CalcioCatania.Com,

Gente libera. Dentro.