#70CATANIA: La tragedia di Luciano Limena

Limena affronta Tato Sabadini in Sampdoria-Catania del 25 ottobre 1970.

Limena affronta Tato Sabadini in Sampdoria-Catania del 25 ottobre 1970.  Foto: CalcioCatania.com

Nel 46° anniversario della scomparsa del terzino riproponiamo la testimonianza di Candido Cannavò su La Sicilia del giorno dopo.

Quarantasei anni or sono il Catania ha vissuto uno degli episodi più drammatici della propria storia: l'improvvisa morte del proprio terzino sinistro Luciano Limena, promessa del calcio nazionale, destinato ad una carriera ad alto livello, stroncata da un incidente stradale sulla litoranea Catania-Acicastello. Riviviamo quei momenti attraverso un articolo di Candido Cannavò, pubblicato su “La Sicilia” del 12 dicembre 1970, il giorno dopo la tragedia.

“Un incidente stradale, uno dei tanti che insanguinano l'asfalto ogni giorno, ha stroncato ieri sera la giovane vita di Luciano Limena, terzino del Catania, uno dei migliori giocatori della squadra rossazzurra.

E' accaduto alle 23,15 circa sulla litoranea che dovrebbe congiungere Ognina con Acicastello. Limena la percorreva in direzione nord a bordo della sua Giulia Sprint GT, targata Torino. Era solo in macchina. Sulla curva che volge a sinistra, dopo il ristorante « La Scogliera », il giovane Limena ha perso il controllo della vettura. Una sbandata sulla destra, un urto violento contro dei massi, uno schianto. Può finire così la vita di un giovane di meno di 23 anni.

La esatta meccanica dello incidente non è perfettamente ricostruibile sia perché Limena era solo nella sua vettura, sia per la mancanza di testimoni oculari. Si presume che il ragazzo marciasse a velocità sostenuta e che si sia fatto sorprendere, con l'acceleratore a fondo, dalla curva. Pare che, sbandando inevitabilmente sulla destra, la macchina abbia incontrato un grosso masso di lava che le avrebbe fatto da trampolino per un balzo successivo. La vettura si è letteralmente fracassata e Limena ne ha seguito la sorte.

Il giocatore rossazzurro è stato soccorso da due agenti della stradale (avvertiti telefonicamente) e trasportato al pronto soccorso dell'ospedale Garibaldi. Il medico di servizio ha precisato che Limena è giunto in stato di arresto cardiaco, con una vasta apertura nella volta cranica. Sono stati compiuti tutti i tentativi di rianimazione, ma invano. Il cuore, che si era già fermato, non ha risposto. Non è rimasto altro che verbalizzare l'incidente e fare il censimento di tutto ciò che il povero Limena aveva addosso. A parte gli oggetti personali, pochissimo denaro, meno di mille lire (940 per l'esattezza).

I familiari del giocatore, che risiedono a Torino, sono stati subito avvertiti dalla stessa polizia stradale. All'ospedale Garibaldi sono accorsi, nell'ordine, il cassiere della società rag. Maugeri e il prof. Mineo, direttore del pronto soccorso e medico sociale del Catania. E' stato lo stesso prof. Mineo ad avvertire il presidente Massimino, che era già a letto. Questi è subito arrivato al Garibaldi, per vedere per l'ultima volta – in sembianze assai pietose – il povero ragazzo.

I giocatori rossazzurri che si trovano a Montecatini, in vista della partita di Bologna, saranno messi al corrente questa mattina del tragico episodio che è costato la vita al loro compagno di squadra. Ieri sera sono stati avvertiti solo l'allenatore Rubino e il segretario Mineo. Domani a Bologna i giocatori scenderanno in campo con in lutto al braccio e, nel corso della partita, sarà osservato un minuto di raccoglimento.

Limena non si trovava con la squadra perché si era infortunato (forte distorsione a una caviglia), nel corso della partita contro il Varese. Ormai aveva quasi esaurito le cure, il suo rientro in squadra era imminente. Si era pensato addirittura che Rubino potesse convocare Limena a Montecatini, ma la cosa era stata ritenuta sconsigliabile.

Il destino ha così trattenuto Limena a Catania perché andasse incontro alla sua ultima e tragica serata. Non si sa dove andasse dopo le undici, solo in macchina, su una litoranea fuori città, ma certo non pensava di andare incontro a una morte così spietata.

Ricordiamo Luciano Limena come giocatore vigoroso e valoroso, tecnicamente dotatissimo, terzino moderno. Lo ricordiamo anche come ragazzo semplice, di pochissime parole, un po' timido e un po' introverso. Mostrava in campo una grinta insospettabile. Ora lascia un vuoto nella sua famiglia, nella sua squadra, in tutti noi. Null'altro si può dire dopo averlo visto ieri sera, per l'ultima volta, coperto da un pietoso lenzuolo”.