Riportare Toscano a Catania solo perché non si è stati capaci di trovare un vero "pezzo da 90" per sostituirlo è una roba allucinante.
Siamo letteralmente al punto di sbattere la testa contro il muro.
Ma con una classe dirigenziale del genere, dove pensiamo di andare?
È un paradosso che può succedere solo qui: richiamiamo un allenatore che, per quanto vincente nel suo passato, a Catania non solo non ha dimostrato nulla, ma ha fallito clamorosamente l’obiettivo primario. Era stato preso per vincere il campionato e arrivare primo; non c'è riuscito, e ora lo facciamo tornare come se fosse il salvatore della patria.
La verità è che se i "signorotti" che scendono in campo non gradiscono Viali, l'unica soluzione che questa società ha saputo partorire è un ritorno al passato.
Ma questo è l'ennesimo segnale di debolezza: il fatto che i giocatori si permettano di non seguire il mister è un limite imperdonabile di una dirigenza che non ha alcun peso specifico.
Sentire che i senatori o i giocatori più rappresentativi si permettano di fare il bello e il cattivo tempo, rifiutando di fatto l'allenatore, è inconcepibile.
Non si rendono conto che stanno giocando col fuoco e con la passione di un'intera città.
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