Lo Monaco: 'Lucarelli un gradito ritorno. Andarmene come nel 2012? Stavolta no'

L'ad rossazzurro Pietro Lo Monaco

L'ad rossazzurro Pietro Lo Monaco  Foto: CalcioCatania.com

Le parole dell'amministratore delegato rossazzurro raccolte nel corso della conferenza odierna

“Si tratta di un ritorno gradito che arriva in un momento abbastanza critico". Così, con queste parole, l'amministratore delegato del Catania, Pietro Lo Monaco, ha presentato alla stampa il ritorno di Cristiano Lucarelli, tecnico che sfiorò la promozione in Serie B nella stagione 2017-18. Il dirigente di Torre Annunziata ha sottolineato i motivi che lo hanno indotto a richiamare il trainer livornese: "Quando si cambia tecnico vuol dire che qualcosa non va per il verso giusto: la partita di domenica con la Vibonese è stata troppo brutta per essere vera, direi non giudicabile. Quindi, da parte nostra, urgeva dare una scossa alla squadra. Lo abbiamo fatto prendendo un allenatore che qui, in passato, aveva fatto molto bene, sfiorando la B in più riprese. Ci sembra la soluzione giusta per riprendere il cammino che si è bruscamente interrotto. La nostra è una squadra che ha bisogno di uscire da questo impasse gravissimo. Insieme al mister ritornano Alessandro Conticchio e Richard Vanigli, mentre Marco Onorati rientra a far parte del gruppo come preparatore dei portieri. Si ristabilisce uno staff che qui a Catania ha già fatto molto bene”.

Catania come un figlio, troppi sciacalli in giro...
“Al di là di tutte le chiacchiere di tifosi, giornalisti e pseudo addetti ai lavori o pseudo informatori sportivi di siti e siterelli, c’è la storia che nessuno può cancellare. È indelebile. Quando sono ritornato, e non mi stanco mai di ripeterlo, sarebbe stato più auspicabile fare così come fatto da altre società: Napoli, Fiorentina, Palermo, Foggia, Cesena, di tutto e di più. Il Catania non l’ha fatto, ha cercato di sistemare tutto l’aspetto societario che può anche non interessare ma è all’essenza di tutte le cose. Ha cercato di mantenere quella matricola tanto cara alla gente di Catania. Solo un pazzo poteva farlo. In tre anni abbiamo riportato il disavanzo economico da -15 milioni a -4 milioni, portando avanti parallelamente anche il progetto tecnico. Questi sono miracoli. Oggi il Catania è una società appetibile, si è dato un futuro in una categoria dove le entrate non ci sono. Sentire gli sciacalli parlare di fallimento e quant’altro non mi lascia l’amaro in bocca, ma rabbia. Ho visto cose turche, ultras ospitati sul giornale, una cosa mai vista in Italia. I cori? Mi piacerebbe essere nella loro posizione, li farei io cori nei loro confronti. Ho letto che il Catania mi da tre stipendi…questa è una vergogna. Se io avessi ascoltati gli umori della gente il Catania non sarebbe mai andato avanti. I tifosi facciano i tifosi, la società faccia la società. Io ho uno scudo e vado avanti. Per me il Catania è come un figlio, l’ho detto e lo ripeto. Sono tornato qui per non farlo fallire. Il passo indietro l’ho fatto una volta, il 21 maggio 2012, in un momento di ira me ne sono andato. Stavolta, no. Checché ne dicano gli altri. Sapete cosa mi piacerebbe fare? Dare le chiavi del Catania a chi mette in piedi tutte queste cose, i giudici. Questo clima si è creato per un discorso di sfida, chi sei tu e chi sono io, un discorso stupido che non ha motivo di esistere. Qua c’è il Catania, nella sua interezza, e qua c’è una tifoseria appassionata e sincera che vive per il Catania. Catania non è solo le curve. Ripeto: queste critiche non mi toccano per nulla. Il Fallimento tecnico? Se domani trovassi un addetto ai lavori che mi garantisse la Serie B prendo soldi di tasca mia e lo pago. Purtroppo non esiste al mondo un addetto ai lavori in grado di garantire le promozioni, si possono mettere in piedi squadre competitive e disputare il campionato a pari di altre. Negli ultimi tre anni abbiamo fatto sempre i play-off, uscendo senza mai perdere, con le nostre disponibilità. Ripeto: si fa una gran fatica a mantenere in piedi le cose, ma lo abbiamo fatto".

Nuovo DS? Stiamo valutando diversi profili
“Argurio è andato via perché ha avuto una proposta importante per il proprio futuro. Al momento abbiamo un’organizzazione tecnica in grado di andare avanti e di sopperire a questa mancanza. Tuttavia, stiamo valutando diversi profili per coprire questo ruolo”.