Catania: Sette Settembre, andiamo. È tempo di giocare!

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Giornata decisiva per le sorti del Catania, con gli attesissimi verdetti del Collegio di Garanzia del Coni

Il sette Settembre è arrivato, con gli attesissimi verdetti del Collegio di Garanzia del Coni che, verosimilmente, metteranno fine all’ennesima estate torrida del calcio italiano. Calda, caldissima, l’estate 2018, resa infuocata da una serie infinita di ricorsi e controricorsi, fallimenti e domande di ripescaggio in quantità industriale che hanno abbracciato un po’ tutte le categorie. Dalle lotte (perse) condotte da Crotone e Palermo contro Chievo Verona, Frosinone e Parma, passando per i fallimenti di Bari e Cesena, l’esclusione dalla B dell’Avellino, sprofondando fino alla C. Un disastro su tutta la linea, altro che fuochi d’artificio e fanfare per l’arrivo in Italia di Cristiano Ronaldo.

Sette settembre, andiamo. È tempo di giocare. Ora in terra di Sicilia i miei calciatori lascian le amichevoli e vanno verso il campionato. Mi perdoni D’Annunzio, chiedo venia, ma oggi i suoi “pastori migratori” son diventati calciatori, stanchi di un rodaggio fin troppo lungo e vogliosi di giocare, di calcio vero, quello dei “tre punti”.

La giornata tanto agognata è arrivata e al di là di come andrà a finire, se sarà ripescaggio in B o permanenza (ancor più amara) in C, ciò che conta veramente è metter la parola fine a questa grottesca estate, foriera di uno stillicidio di emozioni di cui ne avremmo fatto a meno. All’indomani dell’eliminazione della gara contro la Robur Siena, nella semifinale di ritorno dei play-off promozione, eravamo pronti e rassegnati ad affrontare il quarto campionato di Serie C di fila. Rassegnati, ma, allo stesso tempo, determinati a conquistare quel primo posto sfuggito per troppi errori a vantaggio del Lecce. Le mosse di mercato, condotte dal duo Lo Monaco-Argurio, non hanno fatto altro che riportare l’entusiasmo ed ad aumentare la convinzione di poter essere la favorita indiscussa.

L’estate è un’avventura, bella ed imprevedibile, così come i temporali. A metà luglio è arrivato un fulmine a ciel sereno, direttamente da quel di Novara, che ha cambiato le carte in tavola, schiudendo le porte di un possibile ripescaggio del Catania in Serie B. L’afa del primo agosto ha portato in dote la conferma (della Caf) tanto attesa: la cadetteria è dietro l’angolo. L’entusiasmo contagioso, sfociato in un’ubriacante festa di piazza e un’amichevole a porte aperte al “Massimino” contro il Biancavilla”, è stato congelato dall’imprevedibile e incostituzionale ‘golpe’ architettato da Lega B e FIGC. Nessun ripescaggio, il format della B viene cambiato in corsa, passando da 22 a 19 squadre.

Si parte così, con Brescia-Perugia, con una squadra a turno obbligata a riposare. Il Catania, scippato di una B che le spetta di diritto, mastica amaro, ma non molla. Pietro Lo Monaco, amministratore delegato degli etnei, smuove mari e monti per contrastare il volere oscuro di pupari assetati di potere. Passano giorni, settimane, senza alcuna certezza sulla categoria di appartenenza. Si “passa il tempo” tra amichevoli, allenamenti e tre turni di Coppa Italia passati alla grande.

La battaglia per il rispetto delle regole continua furente, su tutti i fronti. Nel frattempo le spiagge si spopolano lentamente. I Righeira, puntualmente, ritornano ad essere attuali. È arrivato Settembre, andiamo. È tempo di giocare. Stasera, al "Massimino", ci sarà la Reggina, nell'ennesima amichevole di un pre-campionato infinito. Speriamo che sia l'ultima, il calcio "vero" non può più esser rimandato.