Purtroppo, sei punti di distacco pesano come macigni, soprattutto dal punto di vista psicologico. Loro sono a tredici partite dal traguardo, noi ne abbiamo quattordici per sperare ancora, ma dobbiamo smetterla di nasconderci dietro l'alibi della fortuna degli altri .
Leggo ancora, a tre quarti di campionato, di "episodi favorevoli" per il Benevento: la verità è che loro giocano bene, è un piacere vederli, ma soprattutto ci credono sempre. Vincere tante partite al 95° non è un caso, è indice di una forza tecnica e mentale che in questa categoria fa tutta la differenza del mondo.
Il paragone tra le rose è impietoso per la gestione che ne stiamo facendo. Se guardiamo il reparto avanzato, tra attaccanti e trequartisti, siamo forse superiori a loro, eppure segnano molto più di noi.
La differenza sta nel coraggio: da loro Lamesta gioca sempre perché è l'uomo che crea superiorità numerica; da noi il suo alter ego, Bruzzaniti, marcisce in panchina.
Non accettiamo il discorso del "comunque vada sarà un successo".
Se malauguratamente non dovessimo arrivare primi, in casa Catania ci saranno nomi e cognomi con responsabilità precise. Sarebbe troppo facile non cercare colpevoli.
Loro hanno in panchina un debuttante, Floro Flores, un "pivellino" della gestione tecnica; noi abbiamo il cosiddetto "Cannibale".
Toscano è stato preso per fare la differenza, ma finora, per sua stessa ammissione, fuori casa non è riuscito a dare un'identità da corazzata a questa squadra, arrivando allo scempio di Sorrento che rischiamo di pagare carissimo.
Non è ancora il momento dei de profundis, bisogna lottare fino all'ultimo respiro. Ma sia chiaro: Toscano non può e non DEVE sbagliare più nulla. Adesso spetta a lui dimostrare di essere il top player della panchina, andando a batterli a casa loro.
Sto ancora aspettando che questo allenatore faccia veramente la differenza.
Buona giornata
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