Buongiorno a tutti.
Il paradosso Caturano è l'ennesimo che succede nel Catania, a prescindere da se la squadra va a gonfie vele o da se va male.
Per fortuna siamo in una situazione di primo posto in classifica, sebbene in coabitazione, e al momento non abbiamo di che allarmarci.
Ma questo è un' altro esempio di cosa succede quando una squadra ha come allenatore una persona, per quanto capace e che vanta risultati a suo favore in serie C, che non vede le cose al di là del suo naso.
Dall' altra parte c'è il classico giocatore dal carattere molto "italico" che di fronte alle difficoltà di conquistare il posto da titolare anziché con il lavoro e le prestazioni reagisce con il disagio psicologico che lo porta ad avere conseguenze persino sul piano della salute.
Parliamoci chiaro, un' influenza non è una gamba amputata. È vero che siamo in piena epidemia influenzale e che addirittura se la sono presa pure persone che hanno fatto la vaccinazione, ma stiamo parlando di un atleta la cui risposta fisica non è la stessa di una persona anziana o di un bambino.
Perciò, la parabola di Caturano in questi mesi rispecchia secondo me più un disagio personale, creatosi con la complicità di un allenatore che non ha saputo riuscire a coinvolgerlo nel progetto Catania e non si è reso ancora conto che proprio un attaccante con le caratteristiche di Caturano potrebbe essere l'ideale per il gioco offensivo di una squadra che ha sugli esterni offensivi gente alla Lunetta e Jiménez....
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