Claudio
Carusi
Al netto dei complotti.
Gli infortuni più o meno ci sono in tutte le squadre. Andate a curiosare in giro, chi ha tempo e voglia, e vedrete ci sono una marea di giocatori fermi, soprattutto per questioni tendinee e muscolari.
Bisogna tenere conto di tanti fattori.
Il primo è che, oggi, se un giocatore ha prurito al ginocchio, gli fanno la tac e prudenzialmente lo fermano, mentre una volta tanti giocavano infiammati con gli antidolorifici.
Per gli infortuni un po' più lunghi, tenete conto che si considera nello stop anche la riatletizzazione, cioè il giocatore è guarito ma resta fuori lista perché, prudenzialmente, se non fa un certo percorso di allenamento è soggetto a ricadute. Una volta, appena erano in grado di correre li mettevano dentro.
Ultimo punto, si gioca di più ed il gioco è sempre più prestazione fisica, che non vuol dire velocità di esecuzione tecnica ma proprio che si corre di più e più velocemente, aggiungo io, spesso a minkia.
Aggiungo pure che, rispetto a qualche tempo fa, i campi sono più morbidi, compresi quelli sintetici, che per me dovrebbero sparire, o essere gli unici. Cambiare superficie è sempre un problema. Il nostro fisico possiede una memoria e tende ad adattarsi; odia i cambiamenti improvvisi
Ultima nota. Esiste uno storico infortuni. Chi subisce un certo tipo di infortuni, a volte è predisposto congenitamente, altre volte, soprattutto per quelli più gravi, esistono scompensi che creano occasioni per altri infortuni... argomento lunghiusu e noioso che ometto.
C'è infine il trattamento.
Come in ogni aspetto della vita ci sono quelli più bravi e con più risorse, che a certi livelli contano. Così anche negli staff medici. Ma questa è una cosa più difficile da misurare in combinato.
Insomma, l'argomento è più pagghiusu di quello che sembra.
Tenete conto anche della sfiga, che ci vede sempre benissimo
Al netto dei complotti.
Gli infortuni più o meno ci sono in tutte le squadre. Andate a curiosare in giro, chi ha tempo e voglia, e vedrete ci sono una marea di giocatori fermi, soprattutto per questioni tendinee e muscolari.
Bisogna tenere conto di tanti fattori.
Il primo è che, oggi, se un giocatore ha prurito al ginocchio, gli fanno la tac e prudenzialmente lo fermano, mentre una volta tanti giocavano infiammati con gli antidolorifici.
Per gli infortuni un po' più lunghi, tenete conto che si considera nello stop anche la riatletizzazione, cioè il giocatore è guarito ma resta fuori lista perché, prudenzialmente, se non fa un certo percorso di allenamento è soggetto a ricadute. Una volta, appena erano in grado di correre li mettevano dentro.
Ultimo punto, si gioca di più ed il gioco è sempre più prestazione fisica, che non vuol dire velocità di esecuzione tecnica ma proprio che si corre di più e più velocemente, aggiungo io, spesso a minkia.
Aggiungo pure che, rispetto a qualche tempo fa, i campi sono più morbidi, compresi quelli sintetici, che per me dovrebbero sparire, o essere gli unici. Cambiare superficie è sempre un problema. Il nostro fisico possiede una memoria e tende ad adattarsi; odia i cambiamenti improvvisi
Ultima nota. Esiste uno storico infortuni. Chi subisce un certo tipo di infortuni, a volte è predisposto congenitamente, altre volte, soprattutto per quelli più gravi, esistono scompensi che creano occasioni per altri infortuni... argomento lunghiusu e noioso che ometto.
C'è infine il trattamento.
Come in ogni aspetto della vita ci sono quelli più bravi e con più risorse, che a certi livelli contano. Così anche negli staff medici. Ma questa è una cosa più difficile da misurare in combinato.
Insomma, l'argomento è più pagghiusu di quello che sembra.
Tenete conto anche della sfiga, che ci vede sempre benissimo
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