Andrea
Centro
Buongiorno a tutti
IerinNon volevo assolutamente aprire l’ennesimo confronto Catania-Palermo. Era proprio l’ultima cosa che mi interessava.
Il punto del mio post era un altro: smettiamola di comportarci come se fossimo il Real Madrid. Ogni volta che incontriamo una città più piccola parte la solita presa per il culo: “Ma il Barletta cu è, u Real Madrid?”. Ecco, forse sarebbe il caso di guardarci allo specchio e capire che nemmeno noi siamo il Real Madrid.
Il Catania, storicamente, è una squadra da Serie C o, al massimo, da Serie B. Ci siamo stati, ci siamo tornati, abbiamo avuto anche i nostri momenti belli in Serie A, ma non abbiamo una storia da grande club italiano. E non c’è niente di cui vergognarsi. La vergogna è inventarsi una grandezza che non abbiamo mai avuto.
E poi c’è un’altra cosa che trovo ancora più grave.
Ieri, in piazza Montessori, catanesi contro catanesi. Auto di cittadini catanesi danneggiate, un intero quartiere imbrattato, violenza e devastazione. Poi però tutti a parlare di “amore per Catania”.
Ma quale amore?
Se ami Catania non distruggi le macchine dei catanesi. Non imbratti i quartieri dei catanesi. Non trasformi le strade della tua città in un campo di battaglia.
Quello non è amore per la città. È usare Catania come sfondo per sfogare rabbia, rivalità e frustrazioni personali.
Quindi no, il mio discorso non era “Palermo è più grande del Catania” o viceversa. Il mio discorso è che dobbiamo smetterla di raccontarci favole.
Siamo una realtà calcistica che deve costruire, crescere e meritarsi ogni cosa.
E soprattutto dovremmo iniziare a dimostrare di amare davvero Catania, invece di distruggerla ogni volta che abbiamo l’occasione di dimostrare quanto siamo “passionali”.
Meno proclami sulla grandezza. Più rispetto per la città.
IerinNon volevo assolutamente aprire l’ennesimo confronto Catania-Palermo. Era proprio l’ultima cosa che mi interessava.
Il punto del mio post era un altro: smettiamola di comportarci come se fossimo il Real Madrid. Ogni volta che incontriamo una città più piccola parte la solita presa per il culo: “Ma il Barletta cu è, u Real Madrid?”. Ecco, forse sarebbe il caso di guardarci allo specchio e capire che nemmeno noi siamo il Real Madrid.
Il Catania, storicamente, è una squadra da Serie C o, al massimo, da Serie B. Ci siamo stati, ci siamo tornati, abbiamo avuto anche i nostri momenti belli in Serie A, ma non abbiamo una storia da grande club italiano. E non c’è niente di cui vergognarsi. La vergogna è inventarsi una grandezza che non abbiamo mai avuto.
E poi c’è un’altra cosa che trovo ancora più grave.
Ieri, in piazza Montessori, catanesi contro catanesi. Auto di cittadini catanesi danneggiate, un intero quartiere imbrattato, violenza e devastazione. Poi però tutti a parlare di “amore per Catania”.
Ma quale amore?
Se ami Catania non distruggi le macchine dei catanesi. Non imbratti i quartieri dei catanesi. Non trasformi le strade della tua città in un campo di battaglia.
Quello non è amore per la città. È usare Catania come sfondo per sfogare rabbia, rivalità e frustrazioni personali.
Quindi no, il mio discorso non era “Palermo è più grande del Catania” o viceversa. Il mio discorso è che dobbiamo smetterla di raccontarci favole.
Siamo una realtà calcistica che deve costruire, crescere e meritarsi ogni cosa.
E soprattutto dovremmo iniziare a dimostrare di amare davvero Catania, invece di distruggerla ogni volta che abbiamo l’occasione di dimostrare quanto siamo “passionali”.
Meno proclami sulla grandezza. Più rispetto per la città.
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