Borg
🟥 Muraiolo DOC
Ci sono dei misteri a Catania che, dopo anni, restano ancora completamente indecifrabili.
Misteri che neanche i migliori investigatori del mondo riuscirebbero a risolvere.
Non si riesce a capire perché a Catania ci sia una quantità di infortuni da fare concorrenza a un reparto di ortopedia.
Sarà il terreno?
Sarà il sintetico?
Saranno gli allenamenti?
Sarà la preparazione?
Non si capisce.
Non si riesce a capire nemmeno un’altra cosa.
Arrivano calciatori che sembrano fenomeni. Poi mettono piede a Catania e, dopo qualche mese, sembrano aver dimenticato pure come si calcia un pallone.
Vanno via da Catania e, improvvisamente, tornano a essere fortissimi.
Un altro mistero.
Poi ci sono gli allenatori.
Sei in una stagione? Cambiamoli.
I direttori sportivi?
Uno, due, tre, quattro, cinque. Meglio non fermarsi, magari al quattordicesimo troviamo quello giusto.
E ogni volta si riparte.
Nuovo allenatore.
Nuovo direttore.
Nuovi giocatori.
Nuovo progetto.
Nuove promesse.
E gli stessi problemi.
La cosa più bella, però, è che tutti questi misteri li conosciamo benissimo.
Ne parliamo da anni.
Li vediamo da anni.
Li commentiamo da anni.
Siamo tutti consapevoli che qualcosa non funziona.
Eppure continuiamo a sguazzarci dentro.
Perché il vero mistero di Catania non è capire cosa non funziona.
Quello lo sappiamo tutti.
Il vero mistero è capire perché, sapendo perfettamente cosa non funziona, nessuno faccia davvero qualcosa per cambiare le cose.
E forse la risposta è ancora più semplice.
Non è che non si vuole capire. È che non si vuole cambiare.
Misteri che neanche i migliori investigatori del mondo riuscirebbero a risolvere.
Non si riesce a capire perché a Catania ci sia una quantità di infortuni da fare concorrenza a un reparto di ortopedia.
Sarà il terreno?
Sarà il sintetico?
Saranno gli allenamenti?
Sarà la preparazione?
Non si capisce.
Non si riesce a capire nemmeno un’altra cosa.
Arrivano calciatori che sembrano fenomeni. Poi mettono piede a Catania e, dopo qualche mese, sembrano aver dimenticato pure come si calcia un pallone.
Vanno via da Catania e, improvvisamente, tornano a essere fortissimi.
Un altro mistero.
Poi ci sono gli allenatori.
Sei in una stagione? Cambiamoli.
I direttori sportivi?
Uno, due, tre, quattro, cinque. Meglio non fermarsi, magari al quattordicesimo troviamo quello giusto.
E ogni volta si riparte.
Nuovo allenatore.
Nuovo direttore.
Nuovi giocatori.
Nuovo progetto.
Nuove promesse.
E gli stessi problemi.
La cosa più bella, però, è che tutti questi misteri li conosciamo benissimo.
Ne parliamo da anni.
Li vediamo da anni.
Li commentiamo da anni.
Siamo tutti consapevoli che qualcosa non funziona.
Eppure continuiamo a sguazzarci dentro.
Perché il vero mistero di Catania non è capire cosa non funziona.
Quello lo sappiamo tutti.
Il vero mistero è capire perché, sapendo perfettamente cosa non funziona, nessuno faccia davvero qualcosa per cambiare le cose.
E forse la risposta è ancora più semplice.
Non è che non si vuole capire. È che non si vuole cambiare.
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