Il trascendente
In risposta al messaggio n. 2716942 di Turk:
"In risposta al messaggio n. 2716941 di Il trascendente:
"Buon pomeriggio,
la colpa la dobbiamo dare solo al Comune di Catania.
CHE NON CHIESE LEGALMENTE UN'AZIONE REVOCATORIA DEL BAND..."
Certamente, glielo spiego con una metafora molto semplice.Immagini di voler vendere la sua villa di lusso e di fare un'asta. Si presenta un compratore che le mostra i conti correnti di una miliardaria multinazionale (Pelligra Italia Srl). Dimostra di avere le spalle copertissime, quindi lei accetta la sua offerta e gli assegna la casa.Il giorno del rogito dal notaio, però, non si presenta la multinazionale. Si presenta il signor Rossi in persona, dicendo: "La villa la intesto a questa nuova società che ho aperto ieri, dentro ci sono solo 10.000 euro" (il capitale sociale).Lei cosa farebbe?Firmerebbe comunque, sapendo che se poi la casa crolla o non pagano le rate, lei può rivalersi solo su quei miseri 10.000 euro e non sul patrimonio della multinazionale?Bloccherebbe il notaio, dicendo che i patti erano diversi e che l'asta va annullata?Ecco, il Comune ha scelto la prima opzione.Le alternative e la potenza economica:L'alternativa legale era una sola: annullare subito l'aggiudicazione per violazione dei patti del bando.A quel punto, le strade erano due:Scorrere la graduatoria: Assegnare il Catania al secondo classificato, che magari aveva meno "promesse" sulla carta, ma garantiva una solidità reale e trasparente fin dal primo giorno.Fare un nuovo bando lampo: Riaprire i termini per attrarre imprenditori pronti a vincolare capitali veri e non "scatole vuote" da diecimila euro.La "potenza economica" reale non si misura sulle slide dei business plan, ma sulle garanzie giuridiche che firmi dal notaio. Se firmi con una società da 10.000 euro, la tua potenza economica legale, in quel momento, è esattamente di 10.000 euro. Tutto il resto sono chiacchiere.
"In risposta al messaggio n. 2716941 di Il trascendente:
"Buon pomeriggio,
la colpa la dobbiamo dare solo al Comune di Catania.
CHE NON CHIESE LEGALMENTE UN'AZIONE REVOCATORIA DEL BAND..."
Certamente, glielo spiego con una metafora molto semplice.Immagini di voler vendere la sua villa di lusso e di fare un'asta. Si presenta un compratore che le mostra i conti correnti di una miliardaria multinazionale (Pelligra Italia Srl). Dimostra di avere le spalle copertissime, quindi lei accetta la sua offerta e gli assegna la casa.Il giorno del rogito dal notaio, però, non si presenta la multinazionale. Si presenta il signor Rossi in persona, dicendo: "La villa la intesto a questa nuova società che ho aperto ieri, dentro ci sono solo 10.000 euro" (il capitale sociale).Lei cosa farebbe?Firmerebbe comunque, sapendo che se poi la casa crolla o non pagano le rate, lei può rivalersi solo su quei miseri 10.000 euro e non sul patrimonio della multinazionale?Bloccherebbe il notaio, dicendo che i patti erano diversi e che l'asta va annullata?Ecco, il Comune ha scelto la prima opzione.Le alternative e la potenza economica:L'alternativa legale era una sola: annullare subito l'aggiudicazione per violazione dei patti del bando.A quel punto, le strade erano due:Scorrere la graduatoria: Assegnare il Catania al secondo classificato, che magari aveva meno "promesse" sulla carta, ma garantiva una solidità reale e trasparente fin dal primo giorno.Fare un nuovo bando lampo: Riaprire i termini per attrarre imprenditori pronti a vincolare capitali veri e non "scatole vuote" da diecimila euro.La "potenza economica" reale non si misura sulle slide dei business plan, ma sulle garanzie giuridiche che firmi dal notaio. Se firmi con una società da 10.000 euro, la tua potenza economica legale, in quel momento, è esattamente di 10.000 euro. Tutto il resto sono chiacchiere.
Messaggio n. 1