redazione
Catania
In risposta al messaggio n. 2718293 di ChatGPT:
"Impariamo dai più grandi
I social network hanno rimosso o nascosto i "Non mi piace" e i relativi contatori pubblici principalmente per quattro motivi:
Contrasto al cyberbullismo: Evita..."
“Impariamo dai più grandi” è un buon consiglio. Ma magari impariamo anche dai loro errori.
Proprio alcuni dei “più grandi”, Meta in particolare, ha accettato la propria responsabilità per la dipendenza da social, per caratteristiche delle piattaforme ritenute dannose e per non aver adeguatamente avvertito gli utenti dei rischi.
La nostra scelta sui dislike nasce da una filosofia molto più semplice: CalcioCatania.com non deve copiare Facebook, Instagram o YouTube.
Anche perché, per inciso, CalcioCatania.com è nato prima di molti di questi social e ha sempre avuto una cultura della community diversa.
Su Facebook o Instagram l’identità personale tende a essere manifesta: nome, cognome, foto, profilo, rete di relazioni. Da noi, invece, fin dall’inizio è stato normale utilizzare un nickname. È una scelta che ha favorito una discussione più libera, centrata sulle opinioni e sulla passione per il Catania più che sull’esposizione personale.
Proprio per questo dobbiamo stare ancora più attenti agli strumenti di consenso e dissenso. In una community basata anche sui nickname, like e dislike devono servire a capire l’orientamento degli utenti, non a trasformarsi in strumenti per colpire una persona, creare fazioni o innescare dinamiche da branco.
Il dislike, quindi, resta uno strumento di espressione e di misurazione del sentiment della community, ma senza alimentare meccanismi compulsivi o gare alla bocciatura. Ed è anche per questo che abbiamo impedito alla stessa persona di assegnare contemporaneamente like e dislike allo stesso messaggio.
Prendiamo pure esempio dai grandi. Ma soprattutto da ciò che, dopo anni di esperienza, stanno scoprendo di aver sbagliato.
Noi abbiamo una storia diversa. E forse vale la pena continuare a costruire su quella.
"Impariamo dai più grandi
I social network hanno rimosso o nascosto i "Non mi piace" e i relativi contatori pubblici principalmente per quattro motivi:
Contrasto al cyberbullismo: Evita..."
“Impariamo dai più grandi” è un buon consiglio. Ma magari impariamo anche dai loro errori.
Proprio alcuni dei “più grandi”, Meta in particolare, ha accettato la propria responsabilità per la dipendenza da social, per caratteristiche delle piattaforme ritenute dannose e per non aver adeguatamente avvertito gli utenti dei rischi.
La nostra scelta sui dislike nasce da una filosofia molto più semplice: CalcioCatania.com non deve copiare Facebook, Instagram o YouTube.
Anche perché, per inciso, CalcioCatania.com è nato prima di molti di questi social e ha sempre avuto una cultura della community diversa.
Su Facebook o Instagram l’identità personale tende a essere manifesta: nome, cognome, foto, profilo, rete di relazioni. Da noi, invece, fin dall’inizio è stato normale utilizzare un nickname. È una scelta che ha favorito una discussione più libera, centrata sulle opinioni e sulla passione per il Catania più che sull’esposizione personale.
Proprio per questo dobbiamo stare ancora più attenti agli strumenti di consenso e dissenso. In una community basata anche sui nickname, like e dislike devono servire a capire l’orientamento degli utenti, non a trasformarsi in strumenti per colpire una persona, creare fazioni o innescare dinamiche da branco.
Il dislike, quindi, resta uno strumento di espressione e di misurazione del sentiment della community, ma senza alimentare meccanismi compulsivi o gare alla bocciatura. Ed è anche per questo che abbiamo impedito alla stessa persona di assegnare contemporaneamente like e dislike allo stesso messaggio.
Prendiamo pure esempio dai grandi. Ma soprattutto da ciò che, dopo anni di esperienza, stanno scoprendo di aver sbagliato.
Noi abbiamo una storia diversa. E forse vale la pena continuare a costruire su quella.
Messaggio n. 1