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Moviola
È ormai evidente che al Gruppo Pelligra non sia mai interessato il calcio in sé, ma che l’ingresso a Catania sia stato soprattutto un’operazione strategica per investire nel territorio italiano, e in quello catanese in particolare. Probabilmente immaginavano di poter operare con la stessa facilità con cui investono in Australia. I risultati, però, sono stati nulli: il centro sportivo, il progetto del Massimino da 50 mila posti con la rigenerazione del quartiere Cibali, Termini Imerese, Capomulini. Risultati zero. Con ogni probabilità hanno incontrato difficoltà nell’ambiente catanese, poco incline — senza possibilità di speculazioni — ad accogliere investimenti esterni all’élite cittadina.
Finora l’unico vero guadagno è arrivato dall’acquisto di Torre del Grifo, che oggi ha un valore superiore a quanto speso per rilevarlo dal Tribunale. Al contrario, la gestione sportiva del Catania FC è stata disastrosa e ha generato perdite ingenti, senza raggiungere neppure l’obiettivo minimo: la Serie B.
Che il calcio a Catania non sia mai stato una priorità per il Gruppo Pelligra è chiaro anche dalla composizione societaria: l’80% delle quote è in mano a Rosario Pelligra, mentre il restante 20% è detenuto dal duo Grella/Bresciano. Il Gruppo, in forma diretta, non è realmente coinvolto. È intervenuto solo per l’acquisto di Torre del Grifo — come dimostra la visita del fratello maggiore per valutarne la convenienza — e, dopo il fallimento sportivo, ha tirato i remi in barca, dimezzando il budget e mettendo in difficoltà l’intero management.
La figuraccia che stanno facendo a livello nazionale e internazionale è pesante. Anche la squadra australiana di loro proprietà è in difficoltà. Ma, probabilmente, non attribuiscono alcun valore a questa perdita di credibilità. E anche se il giorno 10 dovessero riuscire, miracolosamente, a depositare la fideiussione, l’immagine del Gruppo è già compromessa. Rimane difficile capire come possano essere così indifferenti di fronte a un danno reputazionale globale, ben più grave di una eventuale penalizzazione sportiva.
Spero chiariscano al più presto i loro intenti e se lo ritengono opportuno, cedano, ma non ci facciano stare sulle spine ogni hanno per questioni che attengono l’ordinarietà.
Finora l’unico vero guadagno è arrivato dall’acquisto di Torre del Grifo, che oggi ha un valore superiore a quanto speso per rilevarlo dal Tribunale. Al contrario, la gestione sportiva del Catania FC è stata disastrosa e ha generato perdite ingenti, senza raggiungere neppure l’obiettivo minimo: la Serie B.
Che il calcio a Catania non sia mai stato una priorità per il Gruppo Pelligra è chiaro anche dalla composizione societaria: l’80% delle quote è in mano a Rosario Pelligra, mentre il restante 20% è detenuto dal duo Grella/Bresciano. Il Gruppo, in forma diretta, non è realmente coinvolto. È intervenuto solo per l’acquisto di Torre del Grifo — come dimostra la visita del fratello maggiore per valutarne la convenienza — e, dopo il fallimento sportivo, ha tirato i remi in barca, dimezzando il budget e mettendo in difficoltà l’intero management.
La figuraccia che stanno facendo a livello nazionale e internazionale è pesante. Anche la squadra australiana di loro proprietà è in difficoltà. Ma, probabilmente, non attribuiscono alcun valore a questa perdita di credibilità. E anche se il giorno 10 dovessero riuscire, miracolosamente, a depositare la fideiussione, l’immagine del Gruppo è già compromessa. Rimane difficile capire come possano essere così indifferenti di fronte a un danno reputazionale globale, ben più grave di una eventuale penalizzazione sportiva.
Spero chiariscano al più presto i loro intenti e se lo ritengono opportuno, cedano, ma non ci facciano stare sulle spine ogni hanno per questioni che attengono l’ordinarietà.
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