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Professor occultis
Catania
Buon pomeriggio a tutti gli amici muraioli vicini e lontani.
Giocare a scacchi ci vuole bravura e capacità intuitivi.
Come un'allenatore di calcio in due mosse, ti rovina, un campionato con una sconfitta e un pareggio. Con un effetto domino psicologico, tattico e comunicativo che ha incrinato,irreversibilmente, la fiducia di squadra, società e tifosi.Una sconfitta e un pareggio consecutivi,in fase di lotta per la promozione,rientra nelle cose logiche, scatenare voci di esonero e mettere in dubbio il valore tecnico del mister, etichettandolo negativamente.
Credo con questo di semi fallimento o fallimento per le prospettive di vincere il campionato diretto. I giocatori abbiano smesso di credere nel progetto tattico, lavorando solo per se stessi e non per l'obiettivo comune.
L'errore classico che commette il mister è cercare un "capro espiatorio" o banalizzare il problema, trovando alibi esterni ,arbitri, sfortuna ecc.ecc. anziché analizzare la prestazione negativa della squadra,prima si verificava solo fuori casa,ora pure in casa.
Pensare di essere bravi e non voler adattare il proprio credo tattico alle esigenze del momento, dopo due partite,Sorrento e Cerignola, porta a ripetere l'incapacità di leggere la partita è di adattarsi a una causa primaria di crolli.
In pratica , il disastro causato
in queste due ultime partite,è dovuto in parte, dalla gestione emotiva e tecnica che il mister adotta dopo tali risultati negativi, innescando una spirale negativa anziché un'opportunità di crescita.
Un mio pensiero, il mister non è un'allenatore,inteso come espressione di gioco vero e proprio,ma un selezionatore,i fatti lo dimostrano con i cinque campionati vinti.Le proprietà gli hanno concesso i giocatori da lui richiesti per il suo unico modulo di gioco e i fatti gli hanno dato ragione.A Catania,siamo sicuri al 100% che gli hanno messo a disposizione i giocatori richiesti,credo assolutamente di no,si è dovuto accontentare a quello che passava il convento.Ad maiora semper
Giocare a scacchi ci vuole bravura e capacità intuitivi.
Come un'allenatore di calcio in due mosse, ti rovina, un campionato con una sconfitta e un pareggio. Con un effetto domino psicologico, tattico e comunicativo che ha incrinato,irreversibilmente, la fiducia di squadra, società e tifosi.Una sconfitta e un pareggio consecutivi,in fase di lotta per la promozione,rientra nelle cose logiche, scatenare voci di esonero e mettere in dubbio il valore tecnico del mister, etichettandolo negativamente.
Credo con questo di semi fallimento o fallimento per le prospettive di vincere il campionato diretto. I giocatori abbiano smesso di credere nel progetto tattico, lavorando solo per se stessi e non per l'obiettivo comune.
L'errore classico che commette il mister è cercare un "capro espiatorio" o banalizzare il problema, trovando alibi esterni ,arbitri, sfortuna ecc.ecc. anziché analizzare la prestazione negativa della squadra,prima si verificava solo fuori casa,ora pure in casa.
Pensare di essere bravi e non voler adattare il proprio credo tattico alle esigenze del momento, dopo due partite,Sorrento e Cerignola, porta a ripetere l'incapacità di leggere la partita è di adattarsi a una causa primaria di crolli.
In pratica , il disastro causato
in queste due ultime partite,è dovuto in parte, dalla gestione emotiva e tecnica che il mister adotta dopo tali risultati negativi, innescando una spirale negativa anziché un'opportunità di crescita.
Un mio pensiero, il mister non è un'allenatore,inteso come espressione di gioco vero e proprio,ma un selezionatore,i fatti lo dimostrano con i cinque campionati vinti.Le proprietà gli hanno concesso i giocatori da lui richiesti per il suo unico modulo di gioco e i fatti gli hanno dato ragione.A Catania,siamo sicuri al 100% che gli hanno messo a disposizione i giocatori richiesti,credo assolutamente di no,si è dovuto accontentare a quello che passava il convento.Ad maiora semper
Messaggio n. 1
