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🟥 Muraiolo DOC
Lo sguardo del bambino a Natale è meraviglioso. La sua non è ingenuità, ma una forma di conoscenza che abbiamo disimparato, ovvero la capacità di meravigliarsi senza chiedere spiegazioni.
Il puer aeternus junghiano non è nostalgia dell'infanzia, è quella dimensione dell'anima che rifiuta la paralisi del cinismo, che conserva la possibilità dell'inizio.
Il bambino davanti all'albero illuminato vive in un tempo sospeso.
Il suo sguardo è phenomenologico nel senso più puro: vede le cose come si danno, prima che il pensiero le irrigidisca in utilità o disillusione. La neve non è acqua congelata, è possibilità di gioco. Il presepe non è folklore, è teatro dell'infinito nel finito.
Solo chi si fa piccolo può contenere il mistero.
Un abbraccio fortissimo a tutti e cerchiamo di rimanere uniti e compatti fino alla fine.
Il puer aeternus junghiano non è nostalgia dell'infanzia, è quella dimensione dell'anima che rifiuta la paralisi del cinismo, che conserva la possibilità dell'inizio.
Il bambino davanti all'albero illuminato vive in un tempo sospeso.
Il suo sguardo è phenomenologico nel senso più puro: vede le cose come si danno, prima che il pensiero le irrigidisca in utilità o disillusione. La neve non è acqua congelata, è possibilità di gioco. Il presepe non è folklore, è teatro dell'infinito nel finito.
Solo chi si fa piccolo può contenere il mistero.
Un abbraccio fortissimo a tutti e cerchiamo di rimanere uniti e compatti fino alla fine.
Messaggio n. 1
