Rete pareggio

Unica strada, ritiro e reset

Max Licari sul pari di Caravaggio. Prestazione pessima, unica strada per i playoff, ritiro e reset totale!

Prestazione sconcertante in linea con un pessimo girone di ritorno. Adesso, ritiro!

Si salva la faccia con la rete del pareggio al 92’ di Caturano, terza stagionale, tuttavia la prestazione dei rossazzurri nell’ultimo turno di questo campionato può definirsi solo con un vocabolo tipico della nostra meravigliosa lingua: “malacumpassa”. Deludentissima per i cinquecento tifosi presenti a Caravaggio, deludentissima per i milioni di tifosi etnei sparsi per il globo terracqueo, deludentissima per gli stessi giocatori e il medesimo allenatore. Senza nerbo, senza corsa, senza voglia, senza gioco.“Senza”. Ovviamente, vietato appigliarsi ad alibi di sorta, tra assenze, infortuni, iella, questo o quell’accidente. Nessuna scusante per esibizioni imbarazzanti di tal genere. Nessuna esultanza, dunque, per il conseguimento dell’obiettivo minimo conseguito, per un secondo posto conquistato solo con un punto di vantaggio rispetto a una Salernitana altrettanto imbarazzante per larghi tratti del torneo. Contro i volenterosi ragazzotti orobici, meritatamente ai playoff considerata la contestuale larga sconfitta dell’Altamura, il Catania dà il peggio di sé, sotto tutti i profili. Approccio troppo guardingo, polveri bagnate nelle poche occasioni create (al netto di alcune buone parate di Vismara), inconsistenza a centrocampo, svagatezza in difesa nei frangenti in cui una non trascendentale Atalanta U23 si avvicina dalle parti di Dini. È vero che Toscano si presenta in Lombardia con una rosa ai minimi termini, ma l’atteggiamento, almeno, doveva essere diverso, si sarebbe dovuto vedere un minimo di “tigna”, di orgoglio, di autostima… E, invece, poco o niente. Si salvano solo le corse di Pieraccini e la qualità di Cicerelli, protagonista delle “accensioni” più pericolose del primo tempo in chiave etnea. Tutto il resto? Di Noia, come simbolo (naturalmente involontario) dell’insipienza assoluta di una compagine molle, scollata e scarsamente reattiva, al cospetto di bravi ragazzi mossi dalla volontà di raggiungere un obiettivo. Ancora una volta, l’esperimento Jimenez nei due di mediana è naufragato (ma la scelta si presentava obbligata, vista la diffida di Di Tacchio e la squalifica di Quaini), così come scarso di contenuti risulta l’impiego di Raimo e Celli sulle corsie laterali, insieme alle prestazioni di un D’Ausilio in forte regresso e un Forte a corto di condizione. La rete di Ghislandi al 42’, quindi, non può sorprendere nessuno, tantomeno i tifosi del Catania, purtroppo avvezzi a situazioni similari nel corso di questo orripilante girone di ritorno. Un vantaggio meritato solo per il diverso atteggiamento mostrato in campo, non certo per il gioco, assai povero anche tra le file nerazzurre. E, se qualcuno poteva anche umanamente pensare che questa squadra potesse avere un sussulto nella ripresa, bè, si è dovuto ricredere, giacché il secondo tempo si è mostrato, se possibile, più inguardabile del primo, al netto dei dieci minuti finali culminati nel pareggio in extremis, in mischia, dell’ex Potenza. Un risultato che premia oltremodo i rossazzurri, ma la strada che conduce alla speranza di disputare playoff confacenti alle aspettative della piazza risulta, francamente, lunga e tortuosa. “Questo” Catania, chiaramente, non può nutrire alcuna velleità di vittoria negli spareggi che, in virtù della seconda posizione raggiunta, cominceranno il 17 maggio. Sottolineiamo “questo”, perché i valori complessivi dell’organico a disposizione del tecnico calabrese non possono e non devono essere “questi”.

Unica via: resettare e ripartire

Unica strada, ritiro e reset

Pertanto, l’unico percorso che possiamo individuare al momento è quello che si dirige verso un reset totale, fisico, psicologico e tecnico, in grado di sfruttare questi venti giorni nel modo migliore, senza perdere tempo inutile. In questo senso, la decisione, comunicata da Toscano a fine partita, di andare in ritiro a Veronello ci sembra la più logica e giusta. Forse la migliore di questa stagione. Un ritiro capace di ricompattare il gruppo e lasciarlo tranquillo, lontano dalle legittime, stralegittime, pressioni di un ambiente stanco dell’inferno della C e, soprattutto, di prestazioni indecorose come quelle dell’ultimo scorcio di regular season, ecco l’unica strada corretta da percorrere. Solo così i seppur timidi segnali di vita mostrati nella ripresa giocata contro il Potenza e negli ultimi quindici minuti della gara di Caravaggio, per esempio gli ingressi di Bruzzaniti e Caturano, in grado di consentire un migliore riempimento dell’area orobica, forse, potranno in qualche maniera accendere una fiammella di speranza… ma ci sarà da lavorare sodo per tutti, anche in considerazione del fatto che l’infermeria del Catania rimane sempre piena. Rolfini risulta ancora out; Casasola e Corbari auspicabilmente (l’incertezza appare, comunque, d’obbligo) potranno recuperare per la prima gara di playoff; Miceli e Donnarumma non si sa per quale motivo fossero assenti (si spera infortuni non seri); Lunetta, subentrato nella ripresa, è uscito per un guaio muscolare che non lascia presagire scenari troppo incoraggianti. “Troppo”, appunto. Obiettivamente, troppo! Per tali ragioni, sembra necessario tirare una linea e ripartire da zero, con la mente sgombra, da subito, dalla prima giornata destinata agli allenamenti nel ritiro in terra veneta. Solo così si potranno rigenerare la testa e le gambe dei giocatori e, soprattutto, ridonare slancio a una tifoseria prostrata dalle pessime prestazioni dell’ultimo periodo. In tale direzione, quella della compattezza dell’ambiente, eviteremmo in futuro una figura come quella esibita a fine gara a Caravaggio. Non andare a salutare i cinquecento eroi del settore ospiti, capaci di sorbirsi 90’ di strazio come quelli sciorinati dai supposti “beniamini” in maglia rossazzurra in terra orobica, rappresenta una “malacumpassa” ancor peggiore rispetto alla deprimente prestazione in campo. Meno male che qualche “illuminato” ha provveduto a riportare i giocatori indietro… Let’s go, Liotru, let’s go!

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