Un lampo di Forte, un muro di gruppo: il Catania sbanca Picerno e resta in vetta
Il gol al 1’, la dedica a Cicerelli
È stata una vittoria dal ritmo irregolare, fatta di lampi e di sofferenza, di coraggio e di mestiere. Una di quelle trasferte che non fanno rumore ma che, a stagione in corso, iniziano a pesare più di quanto sembri.
A Picerno il Catania vince 0-1, segnando dopo centoventi secondi e resistendo fino all’ultimo affondo lucano. Una partita sporca, asciutta, quasi inglese nel modo in cui è maturata.
L’avvio che non t’aspetti
Il Catania entra forte, determinato, come se volesse cogliere subito il Picerno mentre prende le misure al pomeriggio. All’avvio, Jiménez batte l’angolo, nasce un rimpallo, Donnarumma calcia, Forte si avventa sulla respinta e mette dentro.
Dedica immediata a Cicerelli, compagno ferito e simbolo di un gruppo che si compatta nelle difficoltà.
È il secondo minuto: 0-1.
L’inerzia rimane rossazzurra. Donnarumma, al 10’, sfiora un gol quasi surreale — un cross sbagliato che diventa un tiro e si stampa sul palo. Poco dopo, Lunetta ha una grande occasione in transizione, ma Marcone è rapido a chiudere.
Il Picerno si affaccia solo alla mezz’ora: Cardoni calcia dal limite, Dini è sicuro. È il primo segnale lucano, più psicologico che tecnico.
Una ripresa più tattica che tecnica
Il secondo tempo è un’altra storia. Toscano chiede ordine, campo stretto, letture pulite.
Il Picerno, invece, cresce: aumenta la pressione, allarga il fronte, forza le seconde palle. Il Catania però resiste con disciplina. La linea Allegretto–Di Gennaro–Celli tiene, alternando aggressioni e contenimento.
Quando il Catania riparte, lo fa con pericolosità. Jiménez prima calcia alto (52’), poi costringe Marcone a un intervento complicato su punizione (59’). Lunetta, al 58’, sfiora il raddoppio con un sinistro che passa vicino all’incrocio.
Toscano rinfresca la squadra al 65’: dentro Caturano, D’Ausilio e Quaini. Cambia la struttura offensiva, si abbassa il baricentro, si alza la densità nella zona centrale.
Finale di nervi e mestiere
Il finale è un concentrato di tensione: ammonizioni in serie, piccoli duelli, gestione del ritmo. Il Picerno si gioca tutto negli ultimi dieci minuti: al 86’ Bocic trova il varco giusto sul secondo palo, ma la palla esce di centimetri.
È l’ultima vera scossa. Il Catania difende con maturità, non rinuncia a tenere il pallone quando può e porta a casa un successo essenziale.
La chiave tattica
Una partita che dice molto su come Toscano voglia forgiare questo gruppo: solidità mentale, compattezza tra i reparti, attacchi verticali e immediati, capacità di adattarsi alla gara.
Il Catania non ha brillato per continuità, ma ha dominato per struttura: ha colpito presto, ha controllato, ha saputo soffrire.
In Serie C spesso non basta “giocare meglio”: serve leggere l’aria. Oggi, l’ha fatto.
Il cammino
Sedicesima giornata, tre punti pesanti, continuità ritrovata. Il Catania resta lì, sul filo delle prime posizioni. Non è solo una questione di classifica: è un segnale di maturità.
La squadra sta imparando a gestire le gare che fanno la differenza tra una corsa di rincorsa e una candidatura credibile.
E allora sì, si torna da Picerno con la sensazione che questo gruppo stia crescendo anche dove la statistica non arriva: nella testa, nel carattere, nella fame.
A testa alta, come sempre, seduti dalla parte del torto.
