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Calciomercato

Ufficiale Fabrizio Caligara dal Sassuolo al Catania

Il Catania aggiunge un mancino di 26 anni con oltre 160 presenze in Serie B. Non un regista puro: Caligara è soprattutto una mezzala dinamica, capace di dare verticalità, inserimento e produzione offensiva alla mediana di Emilio Longo.

Il Catania completa un altro intervento importante sul centrocampo con Fabrizio Caligara. Il classe 2000 arriva dal Sassuolo dopo aver disputato l'ultima stagione in prestito al Pescara: 28 presenze in Serie B, 15 da titolare, 1.341 minuti, 2 gol e un assist.  Non è il classico play posizionale che rimane davanti ai centrali e governa la partita esclusivamente attraverso il volume di passaggi. Il suo profilo è più dinamico: è un centrocampista mancino che preferisce partire da mezzala, partecipare alla costruzione e poi avanzare insieme all'azione.

È una distinzione importante per capire cosa possa cambiare nel Catania.

Il profilo

Nato a Borgomanero il 12 aprile 2000, alto circa 1,80, Caligara è mancino ed è cresciuto nel settore giovanile della Juventus. A soli 17 anni arrivò anche l'esordio in Champions League al Camp Nou contro il Barcellona. Successivamente Cagliari, Olbia, Venezia e soprattutto Ascoli, dove ha trovato la fase più continua della propria carriera.

Il dato più significativo riguarda proprio la categoria di provenienza: Caligara conta oltre 160 presenze in Serie B, oltre a 11 apparizioni in Serie A. A 26 anni arriva dunque in Serie C con un'esperienza professionistica superiore a quella normalmente associabile alla sua età.

Il passaggio centrale della sua carriera resta Ascoli. Tra il 2021 e il 2024 diventa un elemento stabilmente utilizzato in cadetteria, raggiungendo anche cinque reti nel campionato 2023/24. Successivamente viene acquistato dal Sassuolo, trova poco spazio tra Emilia e Salernitana nel 2024/25 e torna ad avere maggiore continuità a Pescara nell'ultima stagione.

Che centrocampista è Caligara

Presentandosi all'Ascoli nel 2021, Caligara spiegò di considerarsi innanzitutto una mezzala, indifferentemente a destra o sinistra, indicando il centrocampo a tre come struttura preferita e ricordando di avere giocato anche da centrale.

Qualche mese dopo fu ancora più preciso: schierato davanti alla difesa, dichiarò di essersi adattato alle necessità della squadra, ma ribadì di preferire la posizione di mezzala perché gli permette di partecipare maggiormente alla manovra.

Anche Fabrizio Castori, quando lo allenò ad Ascoli, lo definì esplicitamente «una mezzala sinistra».

È dunque da questa posizione che appare più corretto leggere il nuovo acquisto del Catania.

Un mancino che cerca la porta

I dati dell'ultima Serie B aiutano a identificarne alcune tendenze.

Con il Pescara Caligara ha prodotto 2,82 tiri ogni 90 minuti e circa 2,08 passaggi chiave per 90'. Il dato grezzo degli assist — uno — racconta quindi soltanto parzialmente la sua partecipazione alla fase offensiva. La stessa fonte gli attribuisce 0,19 expected assist per 90 minuti.

Ancora più interessante il volume di cross: 5,23 tentati e 1,61 riusciti ogni 90'. Sono statistiche che vanno maneggiate con cautela e non descrivono da sole un calciatore, ma suggeriscono un centrocampista che cerca frequentemente una giocata offensiva anziché limitarsi alla circolazione conservativa.

La produzione realizzativa degli ultimi campionati rafforza questa lettura: 3 reti nel 2021/22, 2 nel 2022/23, 5 nel 2023/24 e 2 nell'ultima stagione a Pescara.

Non sono numeri da incursore puro. Sono però numeri interessanti per una mezzala.

Dove può giocare nel Catania di Longo

La prima soluzione, e sulla carta quella più naturale, è mezzala sinistra in un centrocampo a tre.

Caligara potrebbe partire internamente e utilizzare il mancino per ricevere orientato verso il campo, accompagnare l'azione e arrivare negli ultimi trenta metri. Con un laterale sinistro come Masciangelo incaricato di garantire ampiezza, la mezzala potrebbe occupare maggiormente il mezzo spazio.

È una configurazione che potrebbe dare al Catania qualcosa che nelle prime due giornate è mancato: non semplicemente possesso, ma movimento davanti alla linea del pallone.

Torrasi e Caligara non sono un doppione

L'arrivo contemporaneo di Emanuele Torrasi e Caligara permette a Longo di ridisegnare il reparto attraverso caratteristiche differenti.

Torrasi può offrire maggiormente ricezione davanti alla difesa e organizzazione della prima costruzione. Caligara può invece aumentare il dinamismo nella zona successiva: accompagnamento, inserimento, aggressione della seconda palla e presenza negli ultimi trenta metri.

Una possibile struttura diventa quindi:

Torrasi vertice basso – Caligara mezzala – un terzo centrocampista con caratteristiche complementari.

Oppure, nel doppio mediano, Torrasi potrebbe assumere maggiormente la responsabilità della prima costruzione lasciando a Caligara libertà di avanzare.

Si tratta naturalmente di un'interpretazione tattica: saranno le scelte di Longo a stabilire gerarchie e compiti.

Perché può essere utile dopo le prime due giornate

Il dato del 64% di possesso medio registrato dal Catania nelle due sconfitte iniziali racconta bene una delle contraddizioni emerse contro Inter U23 e Monopoli: avere il pallone non ha significato necessariamente controllare offensivamente le partite.

Caligara non risolve automaticamente il problema, ma offre caratteristiche coerenti con una possibile correzione.

Il suo profilo suggerisce un centrocampista maggiormente predisposto a trasformare il possesso in avanzamento: ricevere, muoversi oltre la posizione iniziale, cercare la rifinitura o concludere.

Per questo sarebbe riduttivo presentarlo semplicemente come un giocatore che "aumenta la qualità". Il punto è un altro: aumenta le possibilità di occupazione offensiva del centrocampo.

L'incognita

C'è anche un elemento da considerare.

La stagione di Pescara gli ha restituito continuità dopo un 2024/25 nel quale aveva trovato relativamente poco spazio tra Sassuolo e Salernitana. Ma le 28 presenze dell'ultimo campionato corrispondono a 1.341 minuti: circa 48 minuti medi per apparizione, con 15 partenze da titolare.

Il Catania dovrà quindi verificare sul campo quanto rapidamente Caligara possa passare dall'essere un elemento di rotazione in Serie B a sostenere eventualmente un minutaggio e una centralità superiori in Serie C.

Il cambio di categoria, inoltre, non garantisce automaticamente un rendimento dominante.

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