La forza della comunicazione non verbale: quando un’immagine vale più di mille parole
Riflessioni a seguito della prima conferenza stampa d'apertura della stagione agonistica.
Ad aprire ufficialmente la stagione calcistica 2025/26 è stata la conferenza stampa di presentazione del nuovo Direttore Generale del Catania FC, Alessandro Zarbano. Un evento allargato anche alla presentazione di Giuseppe Sapienza, figura di spicco nel panorama nazionale della comunicazione sportiva, e del Direttore Sportivo Ivano Pastore.
Oltre un’ora di conferenza stampa, piacevole e serrata, che ha avuto il duplice obiettivo di introdurre le nuove figure professionali e di lanciare segnali chiari, anche attraverso la comunicazione indiretta. Nelle parole di apertura dell’Amministratore Delegato Vincenzo Grella, infatti, è tornato il tema di “Torre del Grifo”, lasciando intendere con forza la volontà della proprietà di acquisire la struttura. Da lì, l’attenzione si è naturalmente allargata al centro sportivo di Nesima, ai lavori da svolgere e allo stadio Massimino.

Ma è attraverso la comunicazione non verbale che emergono alcune delle impressioni più significative. Due dettagli visivi colpiscono in particolare: il primo riguarda Alessandro Zarbano, che toglie la giacca e arrotola le maniche della camicia. Un gesto semplice ma eloquente, che trasmette operatività, disponibilità al lavoro, consapevolezza del proprio ruolo. Le sue risposte, puntuali e dirette, delineano il profilo di un uomo concreto, orientato al fare. Parla sempre al plurale, preferendo il “noi” al singolo, contribuendo così a una rappresentazione collettiva del progetto Catania. Un approccio che sembra alleggerire, almeno nella comunicazione, il carico operativo dell’AD Vincenzo Grella.

Il secondo dettaglio è la spillina con il logo del Catania FC sulla giacca di Giuseppe Sapienza. Un simbolo che comunica appartenenza, forse ancora prima che professionalità. Dai suoi numerosi interventi emerge già una rotta comunicativa chiara, curiosamente simile a quella tracciata da Zarbano, con cui ha condiviso un'esperienza al Genoa, che parla di squadra, nel senso più ampio: non solo giocatori, ma ogni componente della società, chiamata a vivere il Catania come punto di partenza e come esperienza umana, prima ancora che professionale.
Ora inizia la parte più difficile: tradurre gli intenti in fatti concreti. Perché, come sempre, le parole, se non seguite dalle azioni, restano vuote.
Buona stagione, Catania FC. 2025/26.
