Jeffers...on fire!!!

Jefferson, tre reti in due partite

Jefferson, tre reti in due partite 

Max Licari sulla roboante vittoria sul Castrovillari. Il brasiliano sugli scudi. Bene Ferraro nei cambi.

Continuità
Per la prima volta in stagione, i rossazzurri non riescono a sbloccare il risultato nei primi 20'; eppure, il tabellino finale non cambia... Sebbene ci sia voluta una cinquantina di minuti per mettere dentro la prima rete, il Catania non ha fatto sconti ad un buon Castrovillari, dimostrando di possedere una qualità tecnica e tattica assolutamente fuori portata per questa categoria. Il risultato finale, frutto del dilagare degli etnei nella ripresa, non ammette repliche: quattro reti, altrettante fallite, un dominio netto e indiscutibile, accompagnato dallo spettacolare incitamento di uno stadio quasi pieno (all'incirca 15.000 i presenti, a fronte di una capienza massima di 16.731). Una domenica da incorniciare e una classifica da "percorso netto" che, comunque, non deve far adagiare Lodi e soci, considerato che il Lamezia sta procedendo alla stessa andatura, a dimostrazione di come le previsioni della vigilia non fossero assai lontane dalla realtà. Ci sarà da battagliare fino all'ultimo respiro con i calabresi (e non solo, perché il Trapani non starà certamente a guardare), senza mai abbassare la guardia (soprattutto negli scontri diretti), giacché perdere punti in partite sulla carta "facili" potrebbe risultare esiziale. Certo, quando tu sei Ferraro, ti giri dalla parte della panchina e ti trovi davanti le facce di Sarno, di Giovinco o di Jefferson (per tacere dei tanti assenti importanti), sei un allenatore felice. In Serie D, nessuno dispone di una rosa del genere e cambiare una partita, come accaduto a inizio ripresa, diventa più semplice. "Tutto" diventa più facile. Così, anche qualche mugugno di troppo, ad esempio il "disappunto" di Lodi all'atto della sostituzione con Palermo al 50', passa in secondo piano. La partecipazione serena del capitano all'esultanza finale sotto le curve ci dice come si tratti di nuvole passeggere, ma non bisogna mai dimenticare di metter da parte l'io per il "noi", ne andrebbe della tranquillità di un gruppo fin qui dimostratosi granitico anche fuori dal campo.

La forza dei cambi
Come detto, la principale forza del Catania risiede nell'organico complessivo, al di là di chi poi venga schierato in campo da titolare. Ferraro lo sa e riesce, pertanto, a mantenere un'invidiabile calma persino nei momenti di "stizza" per uno stallo che non si sblocca. Ne è plastica dimostrazione il match contro l'undici di Pugliese, ben messo in campo, mai rinunciatario e atleticamente preparato, con alcune individualità di livello per la categoria come Cosenza, La Ragione, Bonofiglio e Longo. Soprattutto dalla "cintola in su", il Castrovillari ha destato discreta impressione, disputando un ottimo primo tempo. L'allenatore etneo opta per la continuità rispetto alla grande prestazione offerta contro la più quotata Vibonese, cambiando il solo Giovinco, rilevato dal rientrante De Luca. Tuttavia, malgrado il Catania non lesini mai la volontà di creare gioco e di mettere in difficoltà la non eccelsa difesa ospite, la solida disposizione strutturata da Pugliese regge l'urto di Forchignone, spesso raddoppiato, e Sarao, stretto nella morsa dei centrali difensivi. Lodi e Rizzo si impegnano nel trovare i filtranti giusti per le imbucate dei laterali bassi, in specie Rapisarda sulla destra, ma i cross spesso risultano preda della difesa calabra. A dir la verità, pur nell'ambito di un positivo primo tempo, giocato tutto in proiezione offensiva, il Catania non produce palle gol clamorose, se non una protesta al 9' per un eventuale "mani" nella propria area di un difensore ospite e un palo di Lorenzini al 33' (bella la girata del centrale rossazzurro), a fronte di una clamorosa occasione sventata al 15' da Bethers, a tu per tu con Bonofiglio. Nella ripresa, la musica cambia. Dopo 5', Ferraro mette mano ai cambi, cominciando con lo stanco Lodi (comunque sufficiente la sua prestazione), rilevato dal più fresco Palermo. Gli etnei cominciano a macinare pressing e gioco in mezzo, ponendo in estreme ambasce i dirimpettai calabri, così da raccoglierne quasi subito i frutti grazie a Sarao (servito al limite dell'area avversaria dalla percussione del sempre "argentino" Forchignone), la cui stoccata all'angolino, non irresistibile, trova impreparato il portiere ospite Caruso. Toltosi il dente, il Catania dilaga e il Castrovillari implode. A indirizzare inesorabilmente la partita dalle parti della proboscide del Liotru, sono i cambi di Ferraro, puntuali ed efficaci. In rapida successione, arrivano al 61' il gol di Sarno (subentrato a un De Luca ancora alla ricerca della miglior condizione), direttamente da calcio d'angolo, al 70' quello di Jefferson (entrato al posto di Sarao), su rigore procurato dallo scatenato Forchignone e, al 74', ancora l'ariete brasiliano, alla sua terza realizzazione in due gare, bravo a spingere in rete un bel cross dalla destra di Rapisarda, imbeccato da un preziosismo dello stesso Sarno. Una autentica Apoteosi per il pubblico del "Massimino". Negli ultimi 15', pura accademia per gli uomini di Ferraro, anche a causa del naturale scoramento del Castrovillari che, forse, non pensava di subire una tale batosta dopo la confortante prima frazione disputata. Onore, in ogni caso, ai ragazzi di mister Pugliese, protagonisti di una gara corretta e di buon livello tecnico.

A Cercola per rimanere saldamente in testa alla classifica
Nei pressi di Napoli, nello stadio di Cercola, in cui i rossazzurri incontreranno la Mariglianese, ci sarà da soffrire. Non inganni la classifica dei campani (finora due sconfitte e tre pareggi), venderanno cara la pelle nell'ambito di una sfida storica da ricordare. Quindi, attenzione e concentrazione massima. LET'S GO, LIOTRU, LET'S GO!!!