L'emblematico striscione esposto in Curva Nord in occasione di Catania-Valletta

Cosi di Catania (Calcio): Una maglia, una città, una missione

Nuovo appuntamento con la seguitissima rubrica del nostro Alessandro Russo

Buongiorno, buongiorno.

Sessantatreesima imbroccata della rubrica Cosi di Catania (calcio), di tanto in tanto in onda qua su calciocataniapuntocom.

In questi giorni d’opprimente calura estiva, qui nessuno di noi è ancora andato in ferie ma, poco importa, giacché in codesta puntata datata undici agosto duemilaventicinque si troveranno un mare di belle notizie. A me piace partire col botto e pertanto non mi resta che scriverlo adesso e per giunta a chiare lettere: “Ast’annu i soddi ci su.”

Col vento in poppa, infatti, un bel gruzzolo di denari australiani ha attraversato la più vasta distesa d’acqua del pianeta terra, sarebbe a dire l’Oceano Pacifico. Mollati che furono gli ormeggi dall’altro lato del mondo in un giorno e in un’ora imprecisati, son quindi gli “sghei” arrivati sani e salvi, puntuali e abbondanti. Giacciono ora qua nella vecchia sede del nostro nuovo club di pallone, all’interno dello stadio “Angelo Massimino” situato esattamente al centro della piazza Spedini di Catania: Alleluia!  

Nel pomeriggio di tre giorni orsono, in maniera consensuale, cioè senza alcuno spargimento di sangue, è stato sciolto un oneroso e lungo contratto con un mister a cui misteriosamente era stato ratificato due anni orsono. A lui, la società di calcio avente per emblema l’elefante ha elegantemente augurato le migliori fortune personali e professionali. Pochi minuti dopo, il nostro amato presidente in persona prendeva carta penna e calamaio e di suo pugno indirizzava a ognuno di noi una commovente missiva con la quale ci comunicava il suo dispiacere perché  improvvisi e urgenti impegni professionali gli avrebbero impedito di esserci al primo appuntamento stagionale duemilaventicinque-duemilaventisei. Però ci teneva egli a ribadire che quotidianamente si sente con il vice presidente, col direttore generale e col direttore sportivo, tutti impegnati nel potenziamento del club e nel rafforzamento della rosa.

Il giorno dopo, leggendo e rileggendo una stratosferica nota on line della società abbiamo con gioia tutti quanti scoperto che “Il barocco siciliano trionfa nuovamente, esaltato dal candore sullo sfondo della nostra seconda maglia: è il nostro omaggio a Palazzo Biscari, alla sua magnificenza e al suo fascino culturale e identitario. Il motivo della scalinata interna diviene poi richiamo d’identità rossazzurra e il calcio abbraccia così definitivamente l’arte, celebrando ed esaltando Catania. La pietra lavica è carattere etneo ed è tratto distintivo della nostra terza maglia, che diviene mirabile costruzione tra nero e grigio, con i dettagli in oro ispirati agli elementi architettonici dei palazzi storici di Catania. Un ricamo di pura bellezza accoglie l’Elefante sui fianchi della divisa. Nel complesso, un’emozione senza tempo, proprio come una passeggiata in centro".

Ieri pomeriggio uno dei giocatori più forti dell’intera terza serie italica, di professione giocoliere e fantasista ha deliberatamente prolungato la permanenza in questa nostra città chiamata Catania e s’è messo addosso la gloriosa maglia a strisce col numero dieci cucito sulle spalle. Poche ore oltre, poi, è stato acquisito il diritto alle prestazioni sportive d’un altro calciatore. È nato nella lontana e fredda Milano, ha  quasi ventisei anni e di ruolo è trequartista. È pieno di tatuaggi alle braccia ma lo scorso anno è stato capace di firmare con i suoi piedi quattordici assist ai compagni.

Le belle notizie non sono ancor finite, dal momento che in giro si dice che è quasi fatta per “Torre del Grifo”: Inoltre la nuova casacca col logo monocromatico è uno schianto, per non  parlare dei pantaloncini neri che snelliscono e che s’abbinano con tutto il resto, ultimi calzettoni compresi.

È vero che mancano all’appello il logo storico, un attaccante centrale di peso, il pullman e uno speaker intonato e di tendenza, ma non c’è da preoccuparsi perché son pochi adesso i tifosi che a gran voce  li reclamano.

In conclusione va riportato, che quella di oggi è una squadra rossazzurra davvero forte e ieri con l’abituale modulo tattico del mister, sarebbe a dire il tre, quattro, due, uno ha bombardato di gol l’intera isola di Malta.  Per l’appunto dominava infine la curva nord durante l’amichevole tra Catania e Valletta lo striscione che riportava la seguente scritta: “Una maglia, una città, una missione.", un messaggio chiaro e inequivocabile per grandi e piccini, per addetti ai lavori e non, ma specialmente per i nostri calciatori e per l’allenatore.     

                                             

 Catania, Stadio “Angelo Massimino” 

10 Agosto 2025 Gara amichevole

CATANIA -VALLETTA

CATANIA: Dini (73’Bethers); Ierardi (46’Pieraccini), Di Gennaro (46’ Martic), Celli (85’ Ortoli); Casasola (74’Raimo), Corbari (85’ Giardina), Quaini (46’ Aloi), Donnarumma (74’ D’Andrea), Jimenez (89 Coriolano), Cicerelli (74’Allegretto), Forte (74’Lunetta) All.Toscano.

VALLETTA: Adilson, Brewer, Borg (67’ Mbende), Radic, Ellul, (46’ Micallef), Azzopardi, (69’ Yankham), Paiber (75’Zammit), Aldama (84’Melillo), Messias, (75’Muscat), Ewurum, (46’ Mendoza). Jefferson (60’ Ciolacu). All. Micallef.

ARBITRO: Toro di Catania

GOL:  7’ Di Gennaro, 32’ Quaini, 65’ Donnarumma, 73’ Cicerelli, 86’ D’Andrea, 90’ Lunetta

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