L'esultanza vana di Jim

Catania a Caves...tro!

Max Licari sulla meritata vittoria di Cava. Atteggiamento giusto, bene le fasce, Jimenez top, Forte decisivo.

L'atteggiamento è quello giusto...
Serie C. Non dimentichiamolo mai dove ci troviamo, purtroppo, da dieci lunghissimi e soffertissimi anni. Solo così, finalmente, potremo far pace con noi stessi e valutare in modo corretto vittorie come quella ottenuta sabato pomeriggio a Cava de' Tirreni, al cospetto della più tipica delle squadre proposte da questa infame categoria. Il meritato, e sottolineiamo "meritato ", successo di misura sui metelliani, secondo consecutivo dopo il largo "primo set" dell'esordio al "Massimino" contro un Foggia in chiara difficoltà di organico (come abbiamo visto, i "satanelli", rimpolpati da diversi innesti di mercato, hanno poi regolato allo "Zaccheria" il Sorrento), ci induce, quindi, a pensare che questo ennesimo "Calvario" nelle aduste lande del calcio italiano di retrovia sia stato approcciato nella maniera più adeguata, senza fronzoli, con mentalità appropriata. Insomma, il tanto vagheggiato (da Toscano in primis) "atteggiamento" pare essere quello giusto. Passo in avanti enorme, se pensiamo a quanto accaduto fino almeno a trequarti del torneo scorso, costellato da errori societari e molteplici "impedimenti" fuori e dentro al campo (leggasi, soprattutto, infortuni). I ragazzi in maglia rossazzurra hanno mostrato di saper applicare con umiltà la strategia standard funzionale a provare a vincere questi campionati, quella "classica" di un volpone di categoria come Toscano: prima parte della gara di studio, atta a "far sfogare" la naturale baldanza atletica dell'avversario di turno, sulla carta inferiore tecnicamente; seconda parte in accelerazione, alla ricerca del gol che ti permetta di "aprire la scatola", per poi avere maggiori possibilità di chiuderla con gli spazi aperti. E questa è una qualità essenziale, se vuoi veramente pensare di raggiungere risultati importanti.

Piedi per terra
Di conseguenza, se si vuole azzardare un'analisi, necessariamente contingente, che comunque sia lontana dal corrivo così come dall'interito, nonché scevra dall'inutile burbanza legata all'attuale momento di esaltazione dovuto all'ottimo inizio, non si può non cominciare proprio da questo accenno di "maturità" proprio di una squadra costruita per vincere o almeno competere alla pari con le dirette concorrenti, dal pari grado Benevento all'ambiziosa Salernitana dell'ex Faggiano. Se, dunque, andiamo a sottoporre alla lente d'ingrandimento la partita giocata al cospetto degli irriducibili (e allenatissimi) uomini di mister Prosperi, cimento difficile e per nulla scontato, non possiamo non notare questa volontà costante di fare risultato pieno e l'apporto in questo senso fornito (e rimane l'aspetto più importante in Serie C) anche dagli uomini più tecnici, sulla carta meno "da battaglia", da Cicerelli (il cui rigore fallito avrebbe chiuso il match, ma la cui qualità fa davvero la differenza) a Jimenez (il cui rinnovo non potrà tardare), a nostro parere il migliore in campo per capacità di ragionamento e bravura nel pulire palloni su palloni nel tourbillon del gran correre dei bravi ragazzi campani; da Lunetta a D'Ausilio, il quale avrebbe avuto anche la possibilità di siglare il suo secondo gol nei due piccoli spezzoni di gara concessigli da Toscano. Una squadra che sembra complessivamente completa in tutti i reparti, dalla difesa "sicura" dell'ultima parte della scorsa stagione alle corsie laterali arrembanti (Casasola e Donnarumma hanno cominciato bene); dal centrocampo solido (Aloi nettamente fra i migliori in termini di "sostanza", Corbari diligente ad applicarsi in una posizione ancora non propriamente sua), peraltro agganciato alla visibile "eccellenza" della trequarti, dove l'abbondanza di qualità è sotto gli occhi di tutti, all'attacco, dove Forte, in rete e decisivo in entrambi i match d'esordio, e il poliedrico Lunetta hanno ben figurato, soprattutto a livello di contributo fisico al gioco di squadra. A questo proposito, il sospirato acquisto di Caturano, giustamente non impiegato al "Lamberti", va a completare un reparto avanzato certamente assai più munito rispetto al recente passato, sostanziato da alternative forti, credibili e, in special modo, abituate a queste latitudini, a questi campi, a queste battaglie. Tre prime punte con caratteristiche differenti, due "marpioni" e un Rolfini (ormai pienamente recuperato) in grado di fare anche da "appoggio" qualora, in determinate occasioni, si volesse passare al 3-4-1-2. Alla quadratura del cerchio definitiva mancherebbe un ulteriore centrocampista con caratteristiche di "conduzione", il Vallocchia (o Buglio) della situazione, considerato che la lunga squalifica di Quaini e la riatletizzazione di Di Tacchio (circa tre settimane) lasciano ancora un po' scoperto il reparto, tanto che in queste prime due gare il tecnico ha dovuto lasciare in campo gli stessi Corbari e Aloi per quasi tutti i 90'. Ormai manca poco, del resto. Lunedì sera sapremo se anche quest'ulteriore ultimo sforzo sarà andato a buon fine, non dimenticando che l'operazione più rilevante, a nostro avviso, è ormai in dirittura d'arrivo: Simone Leonardi a titolo definitivo, con contratto assai lungo, in prestito alla Ternana. Un cambio strategico, proiettato nel futuro, che lascia ben sperare in ottica (tocchiamo ferro) categoria superiore.

Tifo, apporto decisivo
Segnali positivi che dovranno amalgamarsi in questa stagione, e diremmo finalmente, dopo periodi purtroppo difficoltosi in termini di relazione, con il decisivo apporto del tifo etneo, ancora una volta eccezionale nella passione e nel supporto, basti considerare come si sia toccata l'insperata quota 12.000 abbonati. Mai come adesso pare necessario rimanere tutti uniti e remare verso la stessa direzione, mettendo per una volta da parte divisioni posticce e filosoficamente mal impostate, recriminazioni e operazioni di mutuo rinfaccio a seconda che il risultato sia positivo o negativo. "Insieme", questa la parola d'ordine. Occhi aperti, critica costruttiva sempre in canna, giusto riconoscimento se meritato, non solo per le questioni di campo, ma anche e soprattutto per quelle "strutturali", non obliando che nella seconda metà di ottobre il futuro del Catania si giocherà nella cruciale vicenda di Torre del Grifo, fondamentale se si vorrà costruire correttamente una società forte e patrmonializzata. Sotto con il Monopoli!
Let's go, Liotru, let's go!!!

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