Catania-Crotone: Il mio destino, stare accanto a te!

Max Licari sulla vittoria contro il Crotone. Oltre le assenze, grande spirito di gruppo. Lunetta, Quaini e Casasola sugli scudi.

Consapevolezza e spirito

I due termini usati da Toscano nella conferenza stampa postgara possono riassumere "in toto" il succo della sfida stravinta dal Catania al "Massimino" al cospetto del pur valido Crotone: consapevolezza e spirito. Questa squadra ha ormai acquisito queste due qualità fondamentali, diremmo essenziali se si vuole essere in grado di vincere tornei così difficili come la Serie C, soprattutto in un girone infernale come quello meridionale. I rossazzurri, trascinati da un pubblico straordinario, riescono così ad andare oltre e al di sopra di pesantissime assenze e squalifiche, mostrando un impianto di gioco solido e maturo. Ancora una volta, si concede pochissimo a un avversario tosto in fase avanzata, forte di giocatori come il capocannoniere Gomez e l'esterno mancino Maggio (un giocatore davvero interessante che potrebbe costituire una ottima alternativa all'infortunato Cicerelli nella finestra di mercato invernale), e ci si mostra letali nell'indirizzare il match già nella prima frazione, per poi questa volta chiuderlo nella ripresa.

Una condotta di gara "chirurgica" che non lascia scampo ai "pitagorici", scesi comunque alle falde dell'Etna per giocare, nelle intenzioni, la solita partita tutto fosforo e aggressività offensiva. Lo riconosce lo stesso tecnico Longo con l'onesta constatazione di fine gara in merito alla legittimità della vittoria etnea, caratterizzata dalla "legge del più forte". Le due reti, come detto una per tempo, di Corbari e Lunetta (settimo sigillo stagionale) sanciscono, dunque, una superiorità netta e, conseguentemente, un primato in classifica meritato a quota 37 punti.

Catania-Crotone: Il mio destino, stare accanto a te!

Adesso, un più sereno weekend di riposo, in cui mettersi davanti alla televisione a dare un occhiata "disinteressata" alle dirette rivali, su cui inevitabilmente viene riversata la pressione di dover in qualche modo adeguatamente rispondere allo scatto dei ragazzi di Toscano. Inutile, in ogni caso, mettersi a fare pagelle di rendimento destinate ai singoli, perché oggi si deve ragionare unicamente di squadra. Inutile rimarcare, per esempio, la prova sontuosa di un Lunetta utilizzato in emergenza da esterno mancino di centrocampo oppure il debordante dinamismo di un "imperiale" Quaini o, ancora, la solita straripante verve di Casasola. Inutile perché veramente tutti meritano un otto in pagella, dal maggiormente continuo Jimenez a un Corbari sempre più a suo agio nel ruolo di mediano; dall'attento Allegretto all'impeccabile Di Gennaro; dal generoso Celli al qualitativo D'Ausilio, fino all'incredibile lavoro di pressing operato da Forte e all'abnegazione dei subentrati Caturano e Rolfini, con menzione particolare per il rientrante "soldatino" Raimo.

Non dimenticando che Dini, nell'unica volta in cui il Crotone si è reso pericoloso con una stoccata nello specchio della porta scagliata da Maggio, ha risposto presente, da portiere affidabile qual è. Se, di contro, vogliamo proprio assegnare un voto "particolare", affibbiamolo alle due curve per le coreografie, dall'omaggio a Marcella Bella della Nord al "portaci via" della Sud; un dieci a entrambe per originalità, colore e calore. Uno spettacolo che nulla ha a che vedere con questa terrificante categoria.

Toscano ha creato un gruppo. E si vede...

Catania-Crotone: Il mio destino, stare accanto a te!

Il tecnico calabrese è riuscito a creare un gruppo affiatato e pronto ad aiutarsi e votarsi al sacrificio. Lo si vede ad occhio nudo. Lo scontato 3-4-2-1 messo in campo dall'inizio potrebbe parere raffazzonato, viste le assenze e gli "aggiustamenti", ma conta, nel tentativo di sviluppare gjoco nella meta campo rossoblù, pur sempre su gente del calibro di Casasola e Lunetta sulle fasce, Jimenez e D'Ausilio sulla trequarti, e Forte al centro dell'attacco. Mister Longo, fedele al 4-2-3-1, impostato sui due playmaker Vinicius e Gallo, oltre che sugli esterni Zunno e Maggio a supporto del "doppio centravanti" Gomez-Murano, vede sgretolarsi le sue certezze fin dalle battute iniziali, in virtù dell'aggressività dei rossazzurri, pronti a soffocare le fonti di gioco con Quaini e Corbari, per poi affondare sulle fasce con le coppie Casasola-Jimenez e Lunetta-D'Ausilio.

A dir poco encomiabile, in questo senso, il lavoro "sporco" del centravanti Forte, un elemento indispensabile intorno al quale gira poi tutto il lavoro in pressing della squadra. Il gol al 14' di Corbari, lesto a ribadire in gol una incornata di Lunetta miracolosamente respinta da Merelli, indirizza il match, malgrado il Catania non riesca a chiuderlo nella prima frazione, nonostante abbia un paio di ottime occasioni, in specie con D'Ausilio, il cui tiro a botta sicura esce di poco a lato. L'unico squillo ospite, come già accennato ad opera del "peperino" Maggio (non un'occasione clamorosa, per la verità), ovviamente costituisce una sorta di accensione estemporanea che non può impensierire in alcun modo una difesa ermetica come quella guidata da capitan Di Gennaro.

Nella ripresa, Longo tenta di rimescolare le carte inserendo subito il regista Sandri per un deludente Gallo e, poi, i vari Piovanello (un ex), Ricci, Cocetta e Perlingieri. Tuttavia, non ottenendo particolari benefici, ma subendo ancor di più l'aggressività e le ripartenze brevi degli uomini di Toscano, tanto che già al 53' Lunetta, servito da D'Ausilio, buca sulla sinistra il fragile dispositivo difensivo calabrese e mette in ghiaccio, senza successivamente subire alcunché di pericoloso, un match mai in discussione, gestito con sagacia dall'allenatore finanche nei pochi e "telecomandati" cambi disponibili, da Rolfini per uno stremato D'Ausilio a Caturano per Forte, fino a Raimo per Jimenez.

Catania-Crotone: Il mio destino, stare accanto a te!

Da sottolineare come i giocatori sostituiti siano stati "subissati" dagli scroscianti applausi dei quasi 17.500 del "Massimino", a testimoniare l'auspicata saldatura tra tifo e squadra che sempre deve accompagnare qualsiasi possibile impresa sportiva. Unico "neo", nel finale di gara, l'ennesimo inspiegabile strafalcione arbitrale, con protagonista il signor Lovison di Padova che, dapprima, espelle direttamente Quaini a seguito di un'entrata giudicata violenta ai danni di un avversario, salvo poi ricredersi (con l'ausilio del FVS chiamato dal tecnico rossazzurro) e tramutare il cartellino rosso in giallo. Un "qui pro quo" potenzialmente devastante per il già "disastrato" Catania, considerato che il "rosso" diretto avrebbe comportato due giornate di squalifica per il centrocampista ex Fiorenzuola. Scampato il pericolo, vinta una gara cruciale, sarà ora necessario mettere testa a Potenza, trasferta assai difficile e insidiosa. Mantenere una continuità di risultati importante diviene una sorta di imperativo categorico in questo finale di girone d'andata. Forza e coraggio. Let's go, Liotru, let's go!!!

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