Buoni come il pane...
Max Licari sulla vittoria al cospetto dell'Altamura
Squadra matura
Che non fosse una gara agevole lo si poteva ben immaginare ed effettivamente il campo lo ha confermato. Bella squadra l'Altamura, giovane, fresca, ben allenata da mister Mangia, ben messa in campo e difficile da superare in difesa proprio in virtù dell'organizzazione complessiva più che delle individualità; individualità che, comunque, possiede, dagli esperti Curcio, ex rossazzurro, e Lepore ai giovani Simone (nomen omen) e, soprattutto, Mogentale, un esterno alla prima stagione fra i professionisti che, a nostro avviso, rappresenta forse uno dei migliori prospetti visti a Catania negli ultimi anni. I rossazzurri, dunque, alla fine vincono nettamente e meritatamente grazie allo status ormai conquistato di squadra leader del girone e alla sua struttura compatta e alle sue "ciliegine" di categoria superiore. E vince ancora con l'ennesimo "clean sheet" interno, record su record.
Se fossimo nell'ottimo Mangia, diremmo: "Ma avete visto chi si permetteva di tenere in panca Toscano? Con D'Ausilio, Corbari, Jimenez e Forte probabilmente lotterei per le prime posizioni"... ed è così. Dopo un primo tempo non eccezionale, ma del tutto sotto controllo (nessuna occasione per i pur volenterosi pugliesi), nel quale in ogni caso gli etnei falliscono un paio di occasioni nette (in specie con Lunetta), si fanno annullare due reti per millimetrici fuorigioco e non si vedono assegnato un rigore apparso netto (fallo di mano in area di un difensore avversario), il Catania produce una ripresa più convinta e arrembante, giungendo a sbloccare il risultato a venti minuti dal termine con il suo vicecapitano, per poi "ammazzarla" con un incredibile gol di tacco in caduta di Cicerelli, suo quinto stagionale e primo su azione.
Certo, come spesso accade, sono le sostituzioni a fare la differenza e, questa volta, tocca a uno straordinario D'Ausilio entrare in campo e consentire il decisivo cambio di passo. Assolutamente devastante sulla corsia destra l'ex avellinese, finalmente scatenato e mentalizzato su quello che sa fare in questa categoria, assistere meglio di chiunque altro i propri compagni in zona gol. Adesso, i rossazzurri, dopo aver compiuto il proprio "dovere" e aver conquistato la temporanea vetta della classifica, possono tranquillamente mettersi sul divano con pop corn e patatine a "gustarsi" le evoluzioni di Salernitana e Benevento, sulle quali si riversa la pressione di ottenere il risultato pieno. I quasi 17.000 del "Massimino" non possono far altro che applaudire e inneggiare a una squadra finalmente "quadrata" e consapevole dei propri mezzi. Il clima è quello giusto.
Toscano punta sulla continuità, con l'attesa "eccezione" Caturano
Il tecnico calabrese non arzigogola nulla, non si fa condizionare da infortuni e diffide (Di Tacchio e Quaini) e ripropone la formazione titolare, con l'unica eccezione del debutto dal primo minuto del più atteso dei nuovi attaccanti, l'esperto Caturano, alla ricerca del primo gol in maglia etnea. Il primo tempo si dipana tra i tentativi di aggressione sulla trequarti del Catania e il buon ordine in palleggio dell'Altamura, dove si distinguono, oltre ai già citati Simone e Mogentale, anche Nazzaro e Dipinto. Pur nell'ambito di qualche difficoltà a penetrare la munita organizzazione difensiva ospite, il Catania comunque le sue occasioni le produce, una clamorosa con uno strappo di Lunetta non seguito da una conclusione efficace e due gol annullati per fuorigioco, dei quali uno dello sfortunato Caturano. Tuttavia, ciò che non comprendiamo è la mancata concessione del rigore al 25'. Il tocco di mano di Zazza, visto e rivisto, pare netto e volontario. Misteri del FVS e dell'arbitraggio di terza serie...
La ripresa vede un Catania più arrembante e convinto, ne sono testimonianza le occasioni create nel primo quarto della frazione, la migliore ancora con Lunetta. La svolta si materializza con il triplice cambio avvenuto al 64', Corbari, D'Ausilio e Forte per Quaini, Lunetta e Caturano. L'ex irpino sale un cattedra fin da subito, fornendo un grande assist allo stesso Forte, la cui stoccata, a seguito di un ottimo stop, esce di poco; poi, getta ripetutamente nello scompiglio la corsia sinistra difensiva pugliese, tanto da costringere Mangia a spostare Mogentale da quella parte. Il tap in di capitan Di Gennaro su assist del solito bravo Casasola e il gol di tacco di Cicerelli propiziato proprio da D'Ausilio certificano la superiorità rossazzurra che, nel finale, con il neoentrato Jimenez avrebbero potuto anche costruire la terza rete. Il tripudio finale, con tanto di cori "di vittoria", ci fa comprendere cosa si stia tentando di edificare, dopo tanti anni, a Catania. Inutile ribadire, ovviamente, come serva calma e razionalità, evitando troppa euforia.
Ancora si è tutti lì e ci sarà da lottare fino alla fine, tutti uniti, tutti a remare verso la stessa direzione. A partire dalla prossima delicata trasferta di Casarano, la partita delle maglie rossazzurre. Quella dell'ex (capocannoniere) Chiricò è una buona squadra che proviene da un periodo negativo, ci sarà da combattere in uno stadio "bollente". Il dato positivo è che da questa gara interna al cospetto dell'Altamura non si viene fuori con infortunati o squalificati (nessun cartellino giallo ai due diffidati). Fiducia! Let's go, Liotru, let's go!!!
