La prima pagina della rosea del 12 luglio 1982 e l'inserto regionale...

L'Italia campione del Mondo e il futuro Catania di Ennio Mastalli...

Quando da un cimelio da collezione, vecchio 43 anni oggi, viene fuori una storia a tine rosse e azzurre...

Capita poi di avere tra le mani una copia de “La Gazzetta dello Sport” del 12 luglio 1982, preziosissimo cimelio al tempo costato 400 lire, donatomi qualche annetto fa da parenti – purissimi Marca Liotru – emigrati in Australia qualche anno dopo. Italia campione del Mondo, per la terza volta nella sua storia (nel 2006 sarebbe arrivato poi il quarto alloro mondiale), in una Madrid festante, bardata dai tricolori del Bel Paese come le vie, le piazze e i “cortili” dello Stivale.

Italia campione del Mondo, con in campo Dino Zoff, Antonio Cabrini e Gaetano Scirea che appena un mese e sei giorni più tardi avrebbero calcato il manto erboso dello stadio “Cibali” di Catania nella gara valevole per il primo turno di Coppa Italia. Match iconico – concluso sull’1-1 – con l’impianto di piazza Spedini gremito all’inverosimile. Italia campione del Mondo, quella di Enzo Bearzot, Commissario Tecnico degli azzurri e ancor prima (dal 1951 al 1954) calciatore rossazzurro tra i protagonisti del primo storico salto dell’Elefante in Serie A.

Pagine di storia azzurra con anche qualche sfumatura rossazzurra. Eh sì, perché la tentazione di andare a cercare vecchie notizie riguardanti il Catania era alta. Altissima. Di rossazzurro, nella copia de “La Gazzetta dello Sport” del 12 luglio 1982, ce n’è tanto. Si parte da pagina 15, con lo specchietto dedicato alla “Mappa dei raduni della B”. Mezzo Stivale ritratto, con il Catania che appare come una stella nel petto: Bibbiena (provincia di Arezzo), dal 24 luglio. Accanto, c’è anche un trafiletto dedicato alla Coppa Italia che, prima di diventare la barzelletta di oggi, era veramente davvero la Coppa Italia, di tutti. Velocemente: Catania inserito nel girone 6, in compagnia di Padova, Pescara, Milan, Genoa e la già citata Juventus dei tanti campioni del Mondo.

Basta così? Giammai. Nella pagina 17 si parla ancora di Catania, nello specchietto riepilogativo del calciomercato. Tre i colpi messi a segno dalla dirigenza etnea capitanata da Angelo Massimino: il centrocampista Paganelli dal Torino, l’attaccante Crusco dalla Cavese e il “fosforoso” Mastalli dal Varese. Proprio quest’ultimo, Ennio da Livorno, è il protagonista dell’approfondimento che si trova nella sezione regionale della rosea, a pagina 25, nell’articolo firmato da Giuseppe Anastasio.

“Catania aspetta il sì della signora Mastalli” è il titolo che risalta a metà pagina. “Dipendesse solo da me avrei già accettato, perché la squadra, se non svendono i pezzi migliori, è molto competitiva…” parola di Mastalli, nuovo numero 8 che non avrebbe scalzato chi indossava già quella maglia: “Chi l’ha detto che Barlassina dovrà andare via? Questo lo decideranno i dirigenti e l’allenatore del Catania. Io posso giocare benissimo affiancato a lui”.

La storia la conosciamo tutti. La signora Mastalli dirà di sì, Lorenzo Barlassina sarà ceduto al Taranto, mentre il Catania di Ennio, quasi un anno dopo, precisamente il 25 giugno 1983, conquisterà la Serie A in un altrettanto memorabile pomeriggio romano…

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