Un 2006 da ricordare
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Copricurva Curva Nord Catania.
Cavalcando l’ onda lunga del successo alle volte si possono raggiungere mete mai immaginate prima. Si può arrivare a toccare il cielo con un dito anche se non si posseggono mezzi per volare, si può assaporare il gusto del successo dopo aver ingoiato per anni l’acre sapore della polvere. Di solito queste imprese sono molto rare, e molto cinematografiche: il Rocky Balboa della famosa saga è un esempio esplicativo in tal senso.
Ma può capitare che la trasposizione da grande schermo alla realtà possa esistere, e che questa realtà sia più vicina di quanto noi pensiamo. Una realtà che in tredici anni ha rialzato la testa fino ad assurgersi a sorpresa del campionato di calcio di serie A, il primo dopo 23 anni di lunghissima attesa. La sorpresa ha un nome ed un colore, anzi due: Catania, Calcio Catania per la precisione, e rosso e azzurro come colori.
Il nostro viaggio nel tempo vuole ripercorrere quella che può essere definita, venendoci in aiuto sempre il grande schermo di cui sopra, come “Un’ ottima annata”, quella del 2006. Si parte il 7 Gennaio, con la vittoria casalinga contro il Piacenza di Cacia che punisce alla fine del primo tempo il Catania che riesce comunque negli ultimi tre minuti dell’incontro a far sua la gara con tre reti firmate Del Core, De Zerbi e Lucenti. Il 14 Gennaio, seconda giornata del girone di ritorno, è il Brescia ad interrompere il cammino del Catania con il più classico sei risultati, un 2-0 che non lascia spazio a recriminazioni, ma è tre giorni dopo, il 17, che il Catania riprende inesorabile la propria marcia battendo in casa il Cesena per 1-0 con una splendida rete di De Zerbi. Passano sei giorni e si torna a giocare contro l’Arezzo, posticipo del lunedì sera, partita caratterizzata più dal vento freddo che dal gioco espresso in campo: la partita finirà 0-0. Il Gennaio rossazzurro si chiude però male, con una sconfitta, l’unica ufficialmente interna del Catania: è infatti sul campo neutro di Reggio Calabria che il Catania conosce per la prima volta l’amaro sapore della sconfitta tra le mura amiche o pseudo tali, battuto per 1-0 dal Bari.

Febbraio si apre nel modo migliore. E’ il 4 Febbraio e per le vie di Catania la devozione in onore alla Santa Patrona è altissima; il Catania, invece, è impegnato a Bergamo contro l’ Atalanta. La vittoria in casa dello schiacciasassi bergamasco rimame sicuramente uno dei segnali più forti che la squadra di Marino assesta al campionato. Quattro giorni dopo rossazzurri nuovamente in campo contro il Crotone: partita dura che alla fine vedrà il Catania vincere 3-2 grazie alle reti di Spinesi (2) e di Mascara, nonostante il momentaneo svantaggio per 1-2. Non passano neanche quattro giorni che la squadra etnea torna nuovamente in campo, nel posticipo del lunedì sera ad Avellino: un Catania rimaneggiato e senza due delle sue tre punte di diamante, Mascara e De Zerbi, riesce a strappare un preziosissimo pari in terra irpina per 1-1 con rete per i rossazzurri di Gionatha Spinesi.
Il mese di Febbraio si concluse così come era cominciato: il Catania è di scena al nord Italia, stavolta nel Veneto. Più precisamente in terra vicentina. I rossazzurri si impongono per 2-0 lanciandosi sempre di più all’ inseguimento della capolista Atalanta.

Marzo si apre, così come Febbraio, con una sfida al vertice. Questa volta al Massimino si gioca Catania-Mantova. C’è da vendicare uno 0-3 dell’ andata che ha rappresentato il momento più basso della stagione. Missione compiuta: è uno strepitoso Mascara, autore di una tripletta, a incendiare i cuori rossazzurri e a chiudere la pratica biancorossa. Giorno 11 Marzo il Catania torna a giocare in trasferta ed in uno stadio prestigioso e perlopiù colorato di rossazzurro: di fronte c’è il Bologna, squadra in difficoltà, anche se in ripresa. A farne le spese è il Catania che perde per 2-1 senza esser mai realmente entrato in partita. Il periodo un po’ così di Marzo prosegue con un pareggio interno con la tutt’altro che irresistibile Triestina: un 1-1 evitabile ma inevitabile per quel poco espresso in campo. A sostegno dei rossazzurri c’è però un doppio turno interno che permette agli uomini di Marino di riprendere il feeling con la vittoria. A farne le spese è la Ternana che cede per 3-1 con reti di Spinesi, Russo e un autogol di Troise. Marzo però non si conclude così bene com’era cominciato: il 31, il Catania è impegnato al “Delle Alpi” contro il Torino di De Biasi, unica squadra che può impensierire il secondo posto dei rossazzurri. I granata distano nove punti, ma a fine partita, il gap tra le due squadre è di soli sei punti per merito dei granata che con Abbruscato prima e con Rosina su rigore al novantesimo, riprendono il Catania passato in vantaggio con De Zerbi.

Aprile vede il catania scendere in campo per la prima volta solo giorno otto, e non sarà una grande giornata. Il Catania pareggia 0-0 in casa col Rimini e vede accorciarsi quella classifica che prima non era così nera e che adesso, col Torino alle spalle, lo è sempre di più. Fortunatamente la Pasqua è vicina e le vacanze pure. Due settimane di stop fondamentali per riprendere concentrazione, gambe, muscoli e testa per lo sprint finale. Di fatto al ritorno in campo, il 23 Aprile i rossazzurri si impongono per 4-2 a Cremona con una grandissima prova di carattere da parte di tutto l’ ambiente rossazzurro. Purtroppo il Catania non dà continuità al suo campionato in questa fase della stagione ed arriva il pareggio interno contro il Verona per 0-0 il 28 Aprile.

Maggio è il mese decisivo, quello che sancirà la fine e la conclusione di questo campionato, mai come quest’anno emozionante: il Catania è chiamato al riscatto, ma purtroppo arriverà inesorabile la sconfitta di Modena il sei Maggio. Sarà quello il punto cruciale della stagione: in concomitanza della sconfitta etnea arriva infatti la vittoria del Torino a Trieste che riduce a soltanto due punti una distanza che era considerata abissale, fino a poco tempo prima. I tifosi rossazzurri presenti, more solito, in massa assistono ad una partita strana con la rete di Spinesi allo scadere del primo tempo, doppiata dal neo entrato Tamburini sul finale di gara. L’ ambiente etneo però, quella volta, diede una grandissima dimostrazione d’affetto ai propri beniamini recandosi in massa ad applaudire ed incoraggiare i rossazzurri al loro rientro in aeroporto.
Ne seguì una settimana concitata con le ultime tre partite di campionato da giocare, due delle quali tra le mura amiche dell’ “Angelo Massimino”. La prima di esse è Catania-Pescara: vittoria agevole per i rossazzurri che si impongono per 3-0 con due gol di Spinesi e uno di De Zerbi.
Le ultime due gare che aspettano i rossazzurri sono decisive per il campionato. A questo punto solo il Catania può perdere una stagione che l’ha vista protagonista: gli incontri sono tutt’altro che trascendentali. Catanzaro fuori casa e Albinoleffe in casa. La settimana che precede la partita di Catanzaro è ricca di polemiche che esulano dal mero discorso calcistico: l’ oggetto del contendere è la decisione del prefetto di Catanzaro di non disputare l’incontro nella città calabra, ma a Lecce, visto l’alto numero di biglietti richiesti dai tifosi rossazzurri, il Torino non ci sta e per mano del proprio giornale, Tuttosport, aizza una polemica stupida che ha avuto come risultato finale il consumarsi di una tragedia che ha macchiato la giornata che tutti si aspettavano di solo sport. Il Catania vincerà, comunque, 3-1, ma il calcio lascerà per un giorno spazio al dolore a alla commozione. L’ultima settimana del campionato di serie B è quella forse più emozionante, più straziante, più intensa; un mix di emozioni che tutti porteremo dentro il cuore come sensazioni uniche di un’ attesa spasmodica. La data della resa dei conti è fissata per il 28 Maggio. La partita è Catania- Albinoleffe, unica possibilità: la vittoria. Qualunque altro risultato in concomitanza della vittoria del Torino avrebbe condannato i rossazzurri. L’ atmosfera è di quelle uniche, la città ha messo su il vestito buono rigorosamente rossazzurro per una lunga grande apoteosi che inizierà sul campo alle ore 15, con una vittoria per 2-1 grazie alle reti di Spinesi e Del Core, per poi proseguire per le vie della città per tutta la notte e per le settimane a venire, in un tripudio di gioia di un intero popolo.

L’ estate seguente è ancora per il popolo catanese sinonimo di festeggiamenti: in concomitanza dello scandalo calcistico italiano più imponente degli ultimi vent’ anni, denominato,per l’ appunto, dagli organi di stampa “Calciopoli”, l’ Italia di Marcello Lippi si lurea campione del mondo in una magica notte di Berlino che rivive anche per le vie di una Catania ancora ebbra di felicità e che non perde l’occasione per far sfilare insieme all’ azzurro anche il rosso.
Ad Agosto periodo di mercato il Catania non si caratterizza per la ricerca di grandi nomi: un “low profile” che sarà la linea guida della società in sede di contrattazioni. Vittoria importante in sede di mercato è quella di aver mantenuto l’ossatura completa della formazione che ha vinto il campionato di serie B: a partire, dell’ undici titolare, sono i soli De Zerbi, Sabato, Marchese e Bianco, rimpiazzati alla grande da Vargas, Falsini, Colucci e Stovini. In avanti il nome nuovo è quello di Giorgio Corona.

La nuova avventura, quella nella massima divisione, è un incognita per tutti. Dai dirigenti alla squadra, dall’ allenatore ai tifosi, tutti non abituati a determinati scenari. Il Catania giunge all’ appuntamento serie A senza alcun favore del pronostico, relegata in fondo alle classifiche ancor prima che il campionato possa aver inizio. A livello nazionale le luci della ribalta sono per altre formazioni per altre squadre, non certamente per il Catania di Pasquale Marino che è visto come una bella accozzaglia di illustri sconosciuti.

Questa truppa di belle speranze si ritrova per la prima di campionato proiettata direttamente al Sant’Elia di Cagliari, contro una formazione, quella sarda, rodata e già a conoscenza della serie A: ma non del Catania che il 10 settembre, ancora in piena estate, grazie ad uno dei suoi ragazzi terribili, Giorgio Corona, riesce a portare a casa i primi tre punti della stagione agonistica 2006-2007. L’ esordio casalingo al Cibali-“Angelo Massimino” dopo più di 23 anni dall’ ultima partita di serie A giocata a Catania, giunge il 20 Settembre contro, casualità, la stessa squadra che, insieme al Catania, ha dominato il precedente campionato di Serie B, quella stessa Atalanta che contro i rossazurri lo scorso anno non racimolò neanche un punto in due gare, subendo sei reti: è forse per la legge del contrappasso che non solo la squadra nerazzurra riesce a strappare via un prezioso punto al “Massimino”,perdipiù non subendo neanche una rete. Partita che si conclude con un, tuttosommato giusto, 0-0. Ma il lungo settembre rossazzurro non è finito: tocca infatti ai rossazzurri l’arduo compito di giocare, in quattro giorni, uno di seguito all’ altro i due derby dell’ isola contro Palermo e Messina: è il Palermo la prima avversaria della mini-serie: alla “Favorita” di Palermo il 5-3 finale premia forse eccessivamente i più cinici rosanero. Per il Catania una buona partita contro avversari titolatissimi e con la consapevolezza di potersela giocare con chiunque. Ottima la presenza di tifosi rossazzurri sugli spalti che, si dirigono a Palermo in più di 5000; record per una partita infrasettimanale. Ma le emozioni non sono finite: neanche il tempo di un paio d’allenamenti ed ecco giungere a Catania l’ora del secondo derby in due giorni, quel Messina che riuscirà a portar via un punto frutto del 2-2 finale con reti di Spinesi e Mascara. La brutta notizia è che a seguito di incidenti, le porte dello stadio catanese si riapriranno soltanto un mese e mezzo dopo a causa del doppio turno di squalifica combinato all’ impianto etneo.

Il decimo mese dell’ anno, Ottobre, è caratterizzato da due grandi e affascinanti sfide per la squadra di Marino: si incontrano le prime due grandi entrambe in trasferta: Fiorentina e Inter. Due gare distanti tra loro, non solo per la settimana di stop a causa degli impegni della nazionale tra una partita e l’altra, ma anche per la prestazione dei rossazzurri nelle due partite. A Firenze scende in campo un Catania forse più timoroso, sicuramente condizionato dall’ espulsione di Biso alla mezz’ora del primo tempo, e con alcuni assenti: risultato di questo mix è il secco risultato di 3-0 a favore dei viola. Dopo la sosta il Catania torna in campo a Milano quindici giorni sciorinando una prestazione quasi impeccabile contro la corazzata di Mancini: Mascara illude i cinquemila catanesi giunti a San Siro con una perla degna del miglior collier regale, e Pantanelli si supera con una grande parata su rigore di Cruz. Poi la squadra di Marino deve affondare sotto i colpi di un Inter spietata guidata da un ottimo Stankovic. La squadra c’è il gioco è spumeggiante. Deficitaria però è la voce punti. Detto fatto e nella prima delle due gare a porte chiuse, sul neutro di Lecce, il Catania strapazza la Lazio con un perentorio 3-1. Ottima la prestazione di Colucci che con una sua doppietta e gol di Spinesi portano i rossazzurri addirittura sul 3-0, poi reso meno amaro per la Lazio da Rocchi. Ottobre vede il Catania impegnato in altri due impegni: il primo mercoledì sera a Siena, quando il Catania acciuffa con Corona al novantesimo una partita che sembrava potesse sfuggirle di mano, e poi la disputa, questa volta al “San Nicola” di Bari della seconda delle due gare disputate in campo neutro e a porte chiuse, contro il Torino. Finisce 1-1 con il Catania meritatamente in vantaggio con gol di Spinesi e raggiunto nel finale dai granata.

Novembre, mese per eccellenza delle squadre di Marino, non smentisce la sua fama e dopo due mesi dalla prima vittoria in trasferta colleziona altri per il Catania oltre lo Stretto: a cadere sotto i colpi rossazzurri è la Reggina, stesa da una grande conclusione di Corona che fa impazzire di gioia i 5000 tifosi etnei giunti a Reggio. A distanza di una settimana e di più di quaranta giorni dall’ ultima partita giocata tra le mura amiche, il Catania torna al Massimino il 12 Novembre nella partita contro il Livorno, privo del proprio bomber Lucarelli. Partita bella ed emozionante che vede i rossazzurri avere la meglio sugli amaranto per 3-2 con reti di Spinesi, Caserta e ancora una volta al novantesimo di Corona. Il Catania è alle stelle proiettato com’è nelle zone alte della classifica si presenta, il 19 Novembre a Roma al cospetto della squadra giallorossa capitolina guidata da mister Spalletti. Tanto è l’entusiasmo intorno alla squadra che in quasi 12 mila catanesi riempiono il settore a loro riservato, invadendo pacificamente anche la curva solitamente occupata dai sostenitori giallorossi per l’occasione fatti accomodare in altri settori dello stadio “Olimpico” in uno scenario stupendo, degno della serie A. Purtroppo la partita in campo non c’è: o meglio c’è solo per una squadra, la Roma, che rifila sette reti ad un Catania totalmente in bambola, che rimane subito in dieci per l’espulsione di Mascara, reo di aver combinato una gomitata, dopo dieci minuti, al volto di Chivu. La settimana seguente è un susseguirsi di strane sensazioni: la sconfitta di Roma è una sconfitta atipica, strana, che sfugge ad ogni logica, giusta, dunque, l’accoglienza riservata ai giocatori rossazzurri durante il primo allenamento della settimana, continuando in una sorta di filo mai spezzato di passione che è proseguita sugli spalti dello stadio romano dopo il 7-0 e continuata durante gli allenamenti. Si arriva così alla partita contro il Parma, diretta concorrente per la salvezza: sono Spinesi e Caserta ad archiviare la pratica nel secondo tempo. Il Catania riprende la propria inarrestabile marcia.

L’ultimo mese di questo splendido anno e di questo racconto è Dicembre, un Dicembre magico. Primo posticipo domenicale per il Catania che affronta l’ Ascoli fuori casa in una fredda domenica di inizio mese. Parte troppo tirato il Catania che già nel primo tempo va sotto di due reti grazie alla doppia marcatura di Bijelanovic: nel secondo tempo, però, è tutt’altra musica. Stovini prima e Spinesi poi raddrizzano una partita ormai quasi persa portando a casa un pareggio si importante, ma che ha testimoniato come con n pizzico di convinzione in più si sarebbe potuto incamerare l’inter posta il palio. La settimana dopo, il 10 Dicembre a far visita ai rossazurri è l’ Udinese di Galeone: una partita tirata sin dall’ inizio con punti pesanti in palio, parte subito bene la squadra friulana con un Di Natale scatenato; è però il Catania a far sua la partita con il solito Spinesi che nel secondo tempo realizza di testa il gol dell’ 1-0. A sostegno del periodo di splendore del Catania giunge un'altra partita da disputare in casa. E’ il 17 Dicembre e il Catania dovrebbe affrontare l’ Empoli se non fosse che un tempo inclemente ed un campo in pessime condizioni non impongano all’ ambiente rossazzurro una pausa forzata di campionato. Neanche il tempo per le recriminazioni di cosa poteva essere e non è stato che il Catania torna subito in campo, così come tutta la serie A, dopo tre giorni in un turno infrasettimanale che vede il Catania giocare al cospetto del Milan in casa rossonera. E’ il 20 Dicembre ed il freddo pungente di una gelida serata meneghina stordisce il Catania che passa subito in svantaggio a causa di una splendida giocata di Kakà che porta il Milan in vantaggio. Il Catania cresce e nella ripresa ha una grossissima chance per giungere al pareggio con Caserta, ma è la squadra di Ancelotti a chiudere il match con un 1-2 firmato Giardino-Kakà che stende definitivamente il Catania. Le feste sono orami vicine e tra un panettone e l’altro a due giorni dal Natale è nuovamente campionato per l’ultima partita dell’ anno: un incontro che promette subito bene con una Sampdoria giunta a Catania per far sua l’intera posta in palio. Ne esce una partita spettacolare con un ping-pong di emozioni che si suggellano nel 4-2 finale a favore degli uomini di Marino. L’ impresa è fatta: essere al quarto posto ad una partita dalla fine del girone d’andata e con un incontro ancora da recuperare è un qualcosa che in pochi avrebbero pronosticato ad inizio anno, neanche forse il più inguaribile degli ottimisti avrebbe potuto immaginare un Catania in lotta per un posto in Champions League. Alla fine dei conti forse non sarà così: forse il Catania cederà, come probabile che sia, questo quarto posto a qualche squadra più titolatamene attrezzata per tali traguardi. Forse succederà anche che una posizione UEFA oggi più che a portata di mano possa sfuggire ai rossazzurri, ma quante squadre giocano meglio di questo Catania? Rispondiamo noi: poche. Sognare è sempre lecito, è l’ oasi di una società sempre più povera di spunti sereni: questa è la forza del calcio. Basta un’ ottima annata per rendere tutto sempre più meraviglioso.


Carletto Galati


 
Classifica Serie A 2006-2007
Internazionale 73 27 23 4 0 59 22 37
AS Roma 57 27 17 6 4 55 22 33
Lazio 46 27 14 7 6 44 21 23
Palermo 46 28 13 7 8 42 33 9
Empoli 42 27 11 9 7 27 24 3
AC Milan 40 27 13 9 5 37 24 13
Fiorentina 36 27 15 6 6 45 24 21
Sampdoria 34 27 9 7 11 34 34 0
Atalanta 32 27 7 11 9 40 39 1
Udinese 32 27 8 8 11 30 37 -7
Catania 32 28 8 8 12 35 50 -15
Livorno 29 27 6 11 10 27 39 -12
Siena 28 27 5 13 9 24 31 -7
Torino 28 27 7 7 13 21 39 -18
Cagliari 27 27 5 12 10 21 30 -9
Chievo 24 27 5 9 13 29 39 -10
Messina 24 27 5 9 13 28 43 -15
Reggina 22 27 8 9 10 34 39 -5
Ascoli 19 27 3 10 14 20 39 -19
Parma 19 27 3 10 14 23 46 -23
· Classifica Completa


 

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