Aggiornato: Mar 29, 2008

Gli anticipi della 31ª giornata di Serie A


Cagliari, Roma, Lazio e Inter non si fanno male in questa giornata e preferiscono impattare due 1-1 che, mentre per le prime in classifica rappresentano occasioni sprecate di allungare il passo, per le altre due squadre sono punti d’oro, guardando il tutto in chiave salvezza. Già, perché chi dava per spacciato un Cagliari fanalino di coda fino alla settimana scorsa, deve adesso ricredersi vedendolo a pari punti con Catania e Parma grazie ad una serie di risultati positivi che dura da quattro turni e al ritorno dei tre punti persi precedentemente per penalizzazione.
Alla banda Baldini e co. non resta che matare un Toro per nulla arrendevole, che vanta in formazione uomini del calibro di Recoba, Rosina e Diana e tiene in panca Corini e Di Michele. Un pareggio o una sconfitta al Massimino significherebbe vedere allontanare una salvezza che passa proprio per le mura amiche.

Cagliari – Roma. La squadra di Ballardini è galvanizzata e il suo mister non vuole rompere il fortunato equilibrio, così conferma la formazione della scorsa giornata: squadra che vince non si cambia. Spalletti lascia fuori Aquilani per Giuly e fa posizionare Pizzarro davanti alla difesa a quattro.
Il Cagliari parte davvero forte e mette subito alle corde i giallorossi, che pasticciano in difesa tanto quanto basta per far girare la testa a Ferrari e farlo andare in autogol. Al 3’ la gara si mette subito in salita per la Roma.
Per un quarto d’ora i sardi hanno in mano la partita, sebbene la tecnica sia davvero lapalissianamente inferiore a quella dei capitolini. Ma al 16’ Pizarro da la sveglia e scaglia un bolide da 25 metri che va a finire sopra la traversa.
Poi quando al 22’ Mancini solo davanti a Storari di piatto manda sopra la traversa e due minuti dopo con un’azione similare prende il palo su tiro in rasoterra ti rendi conto che oggi la fortuna tifa rosso-blu.
Dopo il ritmo cala un po’, ma le occasioni per la Roma continuano: al 30’ Storari si supera neutralizzando un gran sinistro al volo di Giuly, e sulla seguente ribattuta di Mancini Canini ci mette una pezza. Poi al 32’ lo stesso difensore sardo dimostra di sapersi proporre anche in attacco e di testa sfiora il raddoppio.
Ma è solo un fuoco di paglia, perché gli uomini di Spalletti, ripresisi dallo spavento, si fanno di nuovo sotto al 36’ con una bella punizione di Totti e subito dopo, sugli sviluppi di un angolo, con Mexes in mischia; in entrambi i casi, però, Storari è pronto.
Al 42’ ennesimo errore di Ferrari, che da solo davanti alla porta di testa manda alto. L’assedio romanista si conclude comunque col raggiungimento dell’obiettivo, perché quasi allo scadere Totti lascia partire una punizione delle sue che infila alla destra l’estremo difensore sardo. C’è però ancora il tempo per altre quattro azioni pericolose della Roma prima che Saccani mandi tutti negli spogliatoi.

La partita riprende così com’era iniziata. In tutti i sensi. Non ci sono cambi e la Roma è davvero una furia. Al 5’ è sui piedi di Giuly la prima azione degna di nota, ma il suo tiro centrale è parato in due tempi dal numero 13 cagliaritano.
Al 13’ si riaffacciano timidi i rosso-blu e su un errato disimpegno di Ferrari (ancora lui!) Fini serve un assist per Acquafresca che dal fondo impegna Doni. Poi la partita si rimette a favore della Roma. Al 21’ gran bel destro di Giuly che fa la barba al palo alla destra di Storari e al 25’ Cicinho mette dentro per Totti che non ci arriva e viene anticipato dal portiere sardo.
Tre minuti dopo esce Brighi ed entra Aquilani che subito sfiora il palo di testa in tuffo. Lo stesso Aquilani si ripete al 32’ con uno splendido colpo di tacco, ma Storari è in vena e respinge d’istinto.
Le occasioni continuano a senso unico, gli uomini di Spalletti le provano davvero tutte contro il Cagliari, ma la porta di Storari sembra davvero stregata. Al 40’ segnaliamo un altro bel colpo di testa di Totti che finisce sui piedi del portiere di casa e al 48’ quando la benzina per la Roma è già finita è ancora Storari a ribattere su altro tiro di testa del capitano romanista.

Lazio – Inter. La Lazio scende in campo con la convinzione di fare risultato anche contro l’Inter dopo le ultime sei vittorie in casa, i nerazzurri vogliono, invece, rifarsi da due turni che hanno fruttato solo un punto. Si rivede la stessa formazione per Delio Rossi, col tridente d’attacco Pandev – Bianchi – Rocchi, Mancini, invece, preferisce lasciare in panchina Materazzi e Vieira per Burdisso e Maniche.
La prima occasione è per la Lazio quando al 3’ Ledesma lascia partire un tiro da 25 metri che va alto, ma all’ 11’ Crespo gela l’Olimpico segnando grazie ad un prezioso assist di Maicon. Poi al 13’ Ibrahimovic perde palla vicino all'area, così Dabo raccoglie e impegna Julio Cesar dal limite. Si fa avanti il gioco interista, la Lazio sembra cedere terreno. Al 24’ Chivu lascia partire una punizione che trova Burdisso, il seguente colpo di testa dell'argentino è facile preda di Ballotta. Al 27 è sui piedi di Ibrahimovic la palla del 2-0, ma il suo tiro a distanza minima in piena area viene parato in due tempi dal portierone laziale. Da qui al finale del tempo poi non ci resta quasi nulla da segnalare, se non un ottimo intervento di Julio Cesar su tiro insidioso di Dabo al 35’.

Identiche formazioni all’inizio del secondo tempo. Al 10’ è l’Inter ad avere la prima occasione pericolosa con Maniche che tira centrale e si fa neutralizzare da Ballotta. Un minuto dopo è invece Dabo a vedersi un tiro deviato in angolo.
Al 14’ i biancocelesti arrivano al pareggio: lancio di Ledesma per Rocchi che scatta sul filo del fuorigioco, tiro e gol. 1-1.
La gara si fa nervosa, aumentano i falli: al 23’ e al 27’ Dabo atterra Chivu ma in entrambi i casi Rosetti lascia proseguire. Al 29’ si accende il duello Silvestri-Rivas: altro incerto contatto in area Rosetti fa di nuovo cenno di andare avanti. Poi dopo un'altra caduta in area di Behrami al 35’ Dabo lascia partire una bordata da 25 metri, nulla di fatto. Tutte qui le azioni più salienti, poi il gioco si spegne lentamente fino al 48’ quando l’arbitro manda tutti a prendere il tè.

Salvo Angemi


 

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