Aggiornato: Nov 17, 2008

Walter Sindaco!!!



Foto Barbagallo/Freelens
Ah, come allena MaZenga!!!

MaZenga, un superobot che servirebbe a Catania, non solo al Catania
La domenica calcistica non ha riservato a noi catanesi solamente l'immensa goduria di una bella vittoria sul Torino, seconda consecutiva in casa, di un sesto posto in classifica, di un Catania da sballo probabilmente nella sua miglior versione degli ultimi 40 anni; no, ci ha voluto elargire pure il dolcetto finale di una rusticana lite al calor bianco fra un giornalista e il nostro Walter One. Lo dico subito, non entrerò nel merito della diatriba fra Varriale e Zenga, in quanto basata su questioni strettamente personali e assolutamente aliene dalla contingenza calcistica. La società ha fatto i propri passi, la Rai farà altrettanto, probabilmente (o no, ma a noi interessa poco) i due "contendenti" si chiariranno e tutto finirà a "tarallucci e vino" in puro italico stile. Insomma, a me non interessa capire, sapere, introspezionare le ragioni dell'uno o dell'altro. Forse hanno ragione entrambi, forse torto; forse si poteva evitare, forse no. "Ai poster l'ardua sentenza" come citava un mio compagno del Liceo, tale "Cugnu" Cutrone, convinto che si trattasse di un riferimento a una qualche gigantografia di Riccardo Fogli (ai tempi in auge) o di Madonna. Al sottoscritto, invece, interessa disquisire di Zenga in proiezione diversa. Ieri notte, rigirandomi fra le lenzuola impossibilitato a prender sonno dall'esaltazione dovuta al "magic moment" etneo (da me sognato da almeno 35 anni), mi è sovvenuta un'idea: e se uno come MaZenga facesse il sindaco della nostra tanto "automaltrattantesi" città, la nostra situazione sarebbe migliore? Vivremmo sempre in una voragine? Saremmo al buio? Brancoleremmo spersi e dispersi nel caos del traffico "irregolare"? Passeremmo con il rosso a ogni pie' sospinto? Faremmo i furbi anche per comprare un cioccolatino "o picciriddu"? Ci sentiremmo ancora presi per i fondelli dalle classiche "parole al vento" insaporite da risibili giustificazionismi da mercatino delle pulci? Ebbene, nel sogno mi sono risposto alla prima domanda con un "sì" grande quanto una Ziggurat mesopotamica e alle restanti con un "no" ancor più maestoso. Ripensando, infatti, a quanto fatto finora sia sotto il profilo professionale, sia sotto quello caratteriale dal tecnico milanese mi convinco sempre più che con uno come lui, capace di "strizzare le palle" e al contempo lavorare sodo 24 ore su 24 per raggiungere l'obiettivo, vivremmo in un'altra dimensione. Più passa il tempo e più si rafforza la mia convinzione che sono gli uomini veri come Walter One a essere i più indicati in realtà come la nostra. Ci vogliono grinta, convinzione, bravura, sfrontatezza per raggiungere obiettivi storici. Nel calcio, con il Catania (che, non dimentichiamolo mai, vanta uno dei palmares meno "ricchi" dell'intero parterre di squadre del massimo campionato), Zenga sta procedendo tecnicamente, tatticamente e psicologicamente nel modo giusto, l'unico in grado di domare il "cavallo pazzo etneo", talora splendido nei suoi brevi allunghi, ma sempre poco propenso a mantenere un'andatura regolare e spesso incline alla sosta immotivata. In ciò, proseguendo in maniera "naturale" (perché Zenga è questo, ancor più apprezzabile proprio perché non "finto") il lavoro e le strategie di una società e di una dirigenza che hanno fatto propri, fin dall'inizio della propria avventura, tali concetti, traducendoli in un modello gestionale finora vincente. In definitiva, meglio uno che dice "pane al pane", magari a volte "antipatico" o "scomodo", ma che lavora con estrema lealtà solo e unicamente per il bene del proprio gruppo che, magari, un "fighetto" maestro della fiction, capace di ammaliare le platee televisive mondiali con "sorrisi e canzoni" sempre appropriati e ben infiocchettati e poi inadatto a fare alcunché di positivo. Zenga potrà andare in Uefa, salvarsi comodamente, salvarsi fra atroci sofferenze, non salvarsi, venir contattato dal Manchester United, finire sul taccuino del Pizzighettone, venir esonerato; tutto ciò potrà accadere, ma il sottoscritto rimarrà uno "zenghiano", perché la coerenza è una gran dote e perché se un uomo è valido non lo è solo per tre mesi ma per sempre. Un noto opinionista sportivo televisivo ha fatto ultimamente la propria fortuna su uno smaccato "Ah, come gioca Del Piero!". Ebbene, io da ieri pomeriggio continuo a ripetermi, oltre che lo scontato "Ah, come allena MaZenga!", anche il più evocativo "Ah, se Walter fosse sindaco di Catania"!

"Plasmon" meglio dei "Centocelle Nightmare"?
Che Catania, oltre che per il Castello Ursino, per i Faraglioni, per la pasta alla "Norma", per Bellini, per Verga, per Battiato, per il Superenalotto, per le donne (fra le più belle d'Italia), per l'ormai mitico "buco", per la spazzatura, per il buio pesto, potesse diventare celeberrima anche per lo spogliarello non l'avremmo mai sospettato! Non che manchino nella nostra città i locali deputati a tali "nobili" attività, ma il puritano italico spirito ne obnubila spesso le potenzialità di comunicazione. Ci ha pensato il leggendario Plasmati, con un semplice gesto, a riscattare questa "disciplina artistica" da secoli e secoli di rintanamento nei meandri dell'oblio. E' bastato che ieri pomeriggio "Plasmon", furbescamente appostato in barriera prima che "El Mascador" ci deliziasse con la magica punizione del 2-1, si tirasse giù i pantaloncini mostrando, fra l'altro, ottimi slip blu di marca. Tattica "scorretta" atta a "scombussolare" il tenero Sereni (che, poi, confesserà di non aver visto nulla...) pensata dal diabolico "mago delle palle inattive" Gianni Vio che, in allenamento, una ne pensa e cento ne fa? Momento di rilassamento del bravo Gianvitone che, infastidito da improvviso prurito alle "parti basse", non ha resistito alla tentazione di una "grattatina"? Trovata pubblicitaria dello splendido "carrarmato" materano che, segretamente ingaggiato a suon di euro dai "Centocelle Nightmare" per un paio di spettacoli nel suburbio capitolino, ha voluto così accendere i riflettori sullo streap-tease? Anche in questo caso, "ai poster l'ardua sentenza". Noi, dopo aver eletto il simpaticissimo "Plasmon" a nostro idolo indiscusso, ci permettiamo di sorridere ai pontificali di ex arbitri, opinionisti, panegiristi, chitarristi, onanisti, tutti pronti a invocare prove televisive, interventi del Pentagono o prese di posizione ufficiali di Barack Obama. Mio nonno mi diceva sempre di diffidare da chi si prende troppo sul serio. Aveva ragione.

Provate solo a immaginare se...
...tutto ciò che leggete nell'articolo sottostante:

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"Nove bastoni in legno, un petardo, due cacciaviti, un'accetta, due scalpelli in ferro, tre catene, alcuni tubi innocenti, quattro caschi e quattro torce illuminanti. Questo il piccolo arsenale sequestrato dalla polizia al termine degli scontri avvenuti poco prima del derby Roma-Lazio, in largo De Bosis, durante i quali 15 agenti sono rimasti feriti. Dieci in tutto i tifosi laziali arrestati (otto prima del derby e altri due in tarda serata) per i quali sono scattate le accuse di lesioni, resistenza e lancio di oggetti. Tra di loro anche un cittadino tedesco ed uno svedese. Per tutte le persone arrestate il questore di Roma emetterà provvedimenti di Daspo, il divieto di partecipazione ad ogni tipo di manifestazione sportiva. Gli oggetti sequestrati sono stati trovati dagli agenti delle forze dell'ordine sia addosso agli arrestati, sia nelle immediate vicinanze della zona dove il contingente di polizia e carabinieri è stato obiettivo di un lancio di oggetti vari. Il decimo tifoso arrestato è stato preso dalla polizia al termine dell'incontro di calcio grazie alla ripresa delle telecamere della polizia scientifica, che lo ha inquadrato durante una rissa avvenuta sugli spalti della tribuna Tevere. Tra il primo e il secondo tempo della partita, infatti, c'è stata un'animata lite tra tifosi laziali e romanisti divisi solo da un cordone di steward. Le fasi della rissa sono state riprese dalla polizia scientifica che ha individuato il tifoso più esagitato che brandiva una cintura dei pantaloni per colpire l'avversario e lo ha seguito fino al termine dell'incontro. Una volta fuori dallo stadio, agenti della polizia del commissariato Prati lo hanno arrestato"
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... fosse accaduto a Catania invece che a Roma!

Provate a immaginare se tutto ciò che si verifica quasi settimanalmente nei pressi dell'Olimpico accadesse al "Massimino". Provate a immaginarlo e, poi, dopo un sospiro profondo, cominciate a sussurrare: "Vergogna"! Ma piano, per non farlo sentire a nessuno, per non disturbare l'ipocrisia di un Paese capace solo di "fare figli e figliastri" per atavica vocazione. Un Paese non certo da Champions League. Ma nemmeno da Uefa o da metà classifica. Anzi, ripensandoci, forse da retrocessione. Forse.



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