Maxi Lopez non ha ancora segnato al "Massimino"...
“Agonizzanti in un letto,
fra molti anni da adesso,
siete sicuri che non sognerete di barattare
tutti i giorni che avrete vissuto a partire da oggi
per avere l'occasione,
solo un altra occasione,
di tornare qui sul campo
ad urlare ai nostri avversari che possono batterci,
ma non ci toglieranno mai la Voglia di Vincere!”.
Citazione, rivisitata in parte, tratta dal film “Braveheart”
Appuntamento con la storia
Nell’insolita cornice del venerdì sera, visti gli impegni di Champions League dei nerazzurri, il Catania dell’ex Sinisa Mihajilovic ospita la capolista Inter guidata dal “personaggio mediatico number one” Josè Mourinho; anche se il tecnico portoghese, squalificato, dovrà assistere alla partita dalle tribune del “Massimino”. Compito arduo per gli etnei al cospetto della miglior formazione dell’intera serie A che vanta ben 31 punti in più rispetto agli etnei, oltre ad avere il miglior attacco (52 centri) e la miglior difesa (22 reti subite) dopo ventisette giornate di campionato. Una sfida, numeri alla mano, a senso unico. Ma, paradossalmente, momento migliore di questo non poteva esserci per affrontare la “Corazzata del Mou”: rossazzurri in piena salute, confortati da una condizione fisica ottimale e da diversi risultati positivi, nerazzurri affaticati dopo la lunga galoppata e con la testa (forse) già al Chelsea. Inoltre, considerando la classifica del solo girone di ritorno i meneghini hanno totalizzato appena un punto in più rispetto ai meno quotati etnei: 14 contro 13. E chissà se nel giorno di San Massimiliano (proprio il 12 marzo) il buon Maxi Lopez, in crescita costante, riesca a spezzare l’incantesimo del “Massimino” dove non ha ancora segnato. Un gol capace di regalare quella vittoria sulla Beneamata che manca dal 20 febbraio 1966: 1 a 0 per gli etnei grazie ad un gol siglato da Carlo Facchin.
Uniti per l’impresa
Dire che il pareggio conseguito al “Sant’Elia”di Cagliari abbia lasciato l’amaro in bocca è proprio un eufemismo. Una vittoria sfumata, due punti gettata al vento sul più bello e che potevano allontanare il Livorno ed il terzultimo posto di ben sette lunghezze, concedendo una certa tranquillità in vista di un ciclo di partite tutt’altro che agevoli: Inter in casa, Chievo in trasferta, Fiorentina in casa, Napoli al “San Paolo”, Palermo al “Massimino”, Milan a San Siro. Due punti in più che avrebbero fatto comodo soprattutto adesso che verrà meno l’apporto di Cristian Llama, uomo in più dei rossazzurri in questa parte della stagione, bloccato sul più bello da un brutto infortunio al ginocchio. L’attuale margine di 5 punti sulla terzultima posizione è, però, un bottino importante che non deve essere solo meramente gestito, ma incrementato anche a discapito dell’Inter capolista. Non è un’eresia, ma un dato di fatto perché non esistono partite facili e, dunque, si deve vincere o far punti contro qualsiasi avversrio! Guai, però, pensare ad un’Inter mentalmente già a Londra (anche se questa ipotesi è concreta) sarebbe un gravissimo errore abbassare la guardia. Massima concentrazione, massimo impegno e Maxi prestazione da parte di tutti, giocatori e tifosi; tutti uniti per l’impresa. – 12 all’Alba:”Per l’appuntamento con la storia serve un Catania “formato Maxi”!”
Biscione col fiatone
Lo zero a zero interno contro il Genoa, la quinta X per i nerazzurri nel girone di ritorno, ha sancito che l’Inter, oltre che soffrire della “sindrome manciniana” della “pareggite”, attraversa un periodo di forma tutt’altro che splendente. Nell’arco di un campionato logorante, come quello italiano, periodi di alti e bassi sono una prassi e se poi si aggiungono le polemiche aizzate da Mourinho verso il “Sistema Calcio italiano” e gli impegni impellenti di Champions League (vero obiettivo stagionale della società di Via Durini) la diagnosi è completa per affermare che il “Biscione nerazzurro” ha il fiatone. Nella doppia trasferta siciliana che attende i meneghini, Catania prima e Palermo poi, l’Inter di Mourinho si gioca una buona fetta di Scudetto: Milan e Roma, rispettivamente a 4 e 7 punti, non sono ancora tagliate dalla lotta tricolore nonostante il pareggio a reti inviolate dello scontro diretto giocato domenica scorsa. Ecco perché l’Inter non può non prendere punti al “Massimino” anche se lo “spettro” del Chelsea di Ancellotti incombe minaccioso nei pensieri di tutta la Milano nerazzurra. Ma è un dato di fatto che le grandi squadre si riconoscono nei momenti difficili e decisivi della stagione e la settimana che inizia a Catania, passando per Londra, e che si concluderà a Palermo ha un’importanza enorme per l’intera annata dell’Inter di Josè Mourinho.
Rendimento in casa del Catania
La formazione rossazzurre nelle tredici gare sinora disputate allo stadio “Angelo Massimino” ha ottenuto quattro vittorie (2 a 1 al Cagliari, 1 a 0 al Bologna, 3 a 0 al Parma e 4 a 0 al Bari), cinque pareggi (1 a 1 con Lazio, Roma ed Udinese , 0 a 0 contro Napoli ed Atalanta) e quattro sconfitte (1 a 2 dalla Sampdoria e dal Chievo Verona, 0 a 2 dal Milan e 0 a 1 dal Livorno). Quindici reti realizzate, undici quelle subite.
Rendimento in trasferta dell’Inter
Nel corso di questa stagione la formazione nerazzurra nelle tredici trasferte sinora affrontate, stracittadina compresa, ha ottenuto la vittoria in sette circostanze: 1 a 0 a Verona sul Chievo, 2 a 1 a Livorno e Cagliari, 3 a 1 a Bologna, 3 a 2 ad Udine, 4 a 0 al Milan, 5 a 0 in casa del Genoa. Quattro i pareggi: 0 a 0 a Napoli, 1 a 1 a Bergamo ed a Parma, 2 a 2 a Bari; due le sconfitte: 1 a 0 a Genova contro la Sampdoria, 2 a 1 contro la Juventus a Torino. Venticinque i gol fatti, dodici quelli subiti. L’ultima sconfitta in trasferta risale allo scorso 5 dicembre: 2 a 1 in casa della Juve.
Precedenti in serie A
Il confronto che andrà in scena venerdì 12 marzo 2010 sarà la sfida numero 13 tra Catania ed Inter giocata in casa dei rossazzurri. Nei dodici precedenti la formazione nerazzurra è uscita vittoriosa in 7 circostanze, una delle quali in campo neutro: 2 a 0 nel 61/62, 2007/2008 e nella scorsa stagione, 2 a 1 nel 63/64, 3 a 2 nel 64/65, 1 a 0 nel 70/71, 5 a 2 nella stagione 2006/2007 (gara disputata sul nutro di Cesena). Tre le vittorie rossazzurre, tutte risalenti agli indimenticabili anni ’60: 2 a 0 nella stagione 1960/61 in virtù delle reti di Castellazzi e Calvanese; 1 a 0 nelle stagioni 62/63 e 65/66, vittorie firmate rispettivamente dalle reti di Milan e Facchin. A completare i precedenti in serie A tra le due compagini, due pareggi: 1 a 1 nel 54/55 e 0 a 0 nella stagione 1983/84. L’ultimo precedente tra le due compagini risale al 28 gennaio 2009: 2 a 0 per i meneghini di Mancini in virtù delle reti di Stankovic ed Ibrahimovic.
Attacco col “MasMarMaxi”
In vista dell’impegnativa sfida casalinga contro l’Inter il tecnico degli etnei Sinisa Mihajlovic (ex calciatore ed allenatore in seconda nerazzurro) per sopperire all’assenza, definitiva per questa stagione, di Cristian Llama si affida al tridente composto da Mascara, Martinez e Maxi Lopez che insieme hanno messo a segno 16 delle 29 reti totali siglate dalla formazione rossazzurra. Un tridente, come al solito, atipico con Maxi Lopez unico riferimento in avanti, Martinez a sostegno e Mascara libero di spaziare nella trequarti. Non è da scartare il possibile utilizzo del modulo 4-3-1-2 con il folletto di Caltagirone dietro il Malaka e l’argentino. Per quanto riguarda gli assenti, oltre al già citato Llama, saranno indisponibili anche Marchese, Bellusci ePlasmati; in dubbio anche Nicolas Spolli. Nota positiva rappresentata dal rientro di Alvarez dopo il turno di squalifica. Detto questo, l’undici titolare da opporre all’Inter dovrebbe essere questo 4-3-3 “atipico”: Andujar in porta; difesa a quattro con Alvarez e Capuano sulle corsie laterali, Silvestre e Terlizzi coppia centrale; centrocampo a tre con Biagianti davanti alla difesa, Izco sul centrodestra e Ricchiuti sul centrosinistra; in avanti, come già detto in apertura, il tridente composto da Mascara, Martinez e Maxi Lopez.
Staffetta argentina: out Samuel, in Cambiasso
Come già avvenuto nella scorsa stagione anche venerdì sera non sarà Jose Mourinho a guidare la formazione nerazzurra dalla panchina del “Massimino”: oggi come allora ancora una squalifica ad impedire la presenza in campo al tecnico portoghese. Spazio in panchina, dunque, a Beppe Baresi. Per la sfida in terra catanese, tappa di avvicinamento all’impegno europeo contro il Chelsea, ipotizzabile qualche variazione di formazione rispetto all’undici base. Sicure le assenze dell’infortunato Chivu, dello squalificato Samuel e, novità dell’ultima ora, indisponibile anche Mario Balotelli che, secondo la versione ufficiale, rimarrà a Milano perchè bloccato per i postumi di una botta al ginocchio rimediata in allenamento.; rientra dopo la squalifica Cambiasso. Possibile ballottaggio in difesa tra Lucio e Materazzi; ipotizzabile anche l’inserimento di Santon sulla fascia sinistra con Zanetti centrocampo a discapito di Muntari. Ma il dubbio maggiore riguarda chi tra Eto’o e Pandev affiancherà Milito in attacco; al momento il camerunense sembra favorito sul macedone. Quasi scontato l’utilizzo del modulo 4-3-1-2 con: Julio Cesar in porta; Maicon e uno tra Zanetti e Santon esterni difensivi, Cordoba e uno tra Lucio e Materazzi al centro della retroguardia; centrocampo a rombo con Cambiasso vertice basso, Stankovic sul centrodestra ed uno tra Javier Zanetti e Muntari sul centrosinistra; l’olandese Snejider sulla trequarti; Milito e, come detto, uno tra Eto’o e Pandev.