Aggiornato: Mar 7, 2010

A meta' per...Cossu

di Max Licari


Cagliari-Catania 2-2


Foto CalcioCataniaCom
Miha e Maxi esultano

Occasione sprecata
Un Catania così doveva vincere. E sottolineo "vincere". Lo avrebbe meritato per la gran mole di gioco e di occasioni create, per la personalità sciorinata in campo sin dal primo minuto, per la qualità di alcune trame. E per aver avuto l'irripetibile occasione di giocare 25' in superiorità numerica e di risultato. Peccato. Penso sia mancato, come ha giustamente sottolineato Miha a fine gara, quel pizzico di cattiveria in più che in determinate circostanze i rossazzurri avevano dimostrato di possedere (leggasi Torino e Roma sponda Lazio). Peccato. Ma, attenzione, una volta "elaborato il lutto" dovuto al "match point" fallito, che non si sminuisca di un'oncia la prestazione e il risultato ottenuti da un team vivo, tosto, atleticamente a tratti straripante e, ormai, ben oliato pure in zona rete, grazie a giocatori come Martinez (straordinario), Maxi, Mascara e Ricchiuti. Peccato solo per Llama, uscito dal campo al 9' in seguito a un infortunio che, a prima vista, non sembra lievissimo. La speranza è che possa veramente essere il meno pesante possibile, trattandosi di un elemento essenziale nell'ambito dello scacchiere tattico strutturato dal trainer serbo. A dire la verità, il trionfo al "Sant'Elia" sarebbe davvero risultato una sorta di match point salvezza centrato prematuramente. Il Catania, difatti, considerato il complesso dei risultati ottenuti oggi dalle dirette concorrenti nella lotta per evitare la retrocessione, si sarebbe attestato a quota 30, a ben 7 punti dal Livorno terz'ultimo, oggi sconfitto a Palermo. In pratica, salvezza prenotata, come nella scorsa stagione dopo la vittoria sulla Reggina. Di contro, il pareggio, risultato che in ogni caso tutti noi avremmo sottoscritto prima del match, incrementa sì a 5 le lunghezze di vantaggio sui labronici, fa sì morale, allungando la serie positiva, ma non assicura l'allungo decisivo. Una decina di punticini gli etnei li dovranno comunque fare di qui al termine del campionato. Infatti, sebbene la quota salvezza -a seguito dei pessimi risultati raggranellati recentemente da Atalanta, Livorno e Lazio- si possa considerare notevolmente diminuita, al momento non si possono certo fare calcoli troppo sofisticati (35, come nella scorsa stagione oppure 36 o, addirittura, 37?); bisogna solo pedalare e mettersi al sicuro, senza sapere né leggere, né scrivere.

Atteggiamento perfetto
Prima del match era stato da più parti sottolineato come il Catania avrebbe dovuto continuare sulla strada dell'ultima prestazione contro il Bari, "dimenticando" la fiacca e scialba esibizione dell'olimpico contro la Roma di Ranieri. E così è stato. Molto mi è garbato il modo di interpretare la partita e di stare in campo sciorinato dai rossazzurri fin dal primo minuto. Atteggiamento perfetto, questo, al fine di centrare l'obiettivo salvezza. Privo di giocatori importantissimi come Alvarez e Spolli, Miha ha proposto i sostituti naturali e optato per un elemento di qualità come Ricchiuti al posto di un mediano difensivo come il pur bravo Carboni. Scelta giusta, coraggiosa. E premiante. Biagianti, Izco e l'italo-argentino -aiutati dall'uruguagio e da un Mascara assai più "attaccante" di altre volte- hanno sovrastato fin da subito Biondini, Conti e lo stesso Lazzari, mostrando realmente un passo di gran lunga più rapido. Non una cosa da poco, visto che i sardi in mediana costituiscono uno dei complessi meglio assortiti del calcio italiano e che in casa non perdono da tempi immemorabili. Il Catania, oltre tutto, ha saputo, con carattere, superare le grosse difficoltà iniziali incontrate. Fuori Llama al 9' e subito in svantaggio sulla punizione dai 25 metri susseguente, grazie alla prodezza di Lazzari. Una mazzata che avrebbe ucciso un toro, non il Catania di questi tempi. Con in campo lo straripante Martinez, gli etnei si sono riversati in avanti, creando occasione su occasione e riuscendo a ribaltare in una mezzoretta il risultato. Prima il netto rigore trasformato da Topolinik Mascara e poi il gran gol di Maxi Lopez, da centravanti di razza, su perfetto assist di Ricchiuti. Il tutto condito da una solidità di articolazione tattica degna di nota. Un primo tempo senza sbavature.

Assenze in difesa decisive
I commenti del postpartita sono tutti improntati alla beatificazione di Cossu, ultimo eroe nazional-popolare in salsa sarda, fresco di meritata convocazione lippiana (o lippesca...). Ebbene, io sono un estimatore del giocatore, lo ritengo bravissimo e, una volta entrato in campo al 58', penso veramente che abbia fatto grandi cose, compresa la bellissima segnatura del 2-2 siglata al 74'. Tuttavia, un giocatore da solo, seppur fantastico, non può mai fare miracoli. Solo Maradona li faceva. E Cossu, con tutto il rispetto, non è il "pibe de oro". La differenza l'hanno fatta le pesantissime assenze patite dalla difesa rossazzurra, congiunte al perdurare della scarsa forma di Capuano sulla corsia mancina. Sia Potenza a destra, sia lo stesso Ciro a sinistra hanno patito le scorribande dei vari Agostini, Lazzari, Biondini, Cossu. Se, poi, andiamo a considerare la rete subita, notiamo il buco di Capuano su Biondini, il mancato rinvio di Terlizzi, e il colpevole ritardo di Silvestre e Potenza su Cossu, liberissimo a centro area. Una disattenzione generale figlia anche di errori individuali. Probabilmente la velocità di Alvarez e la presenza fisica di Spolli (uno che sui cross dalle corsie laterali domina incontrastato in uscita aerea) avrebbero fatto comodo. Ritengo che, in special modo, il mitico "Comu finiu" debba essere considerato indispensabile in questo momento. Con ciò, nessuno vuole dare la croce addosso ai sostituti, che hanno lottato fino in fondo da grandi professionisti. Ma l'analisi della gara non può prescindere da certe puntualizzazioni.

Mostro Izco
Il migliore in campo, e non può essere considerata una novità, è risultato Marianito Izco. Addirittura straripante dal punto di vista fisico, cambio di passo fulminante, palloni recuperati a iosa, ripartenze rapide, precisione negli appoggi. Prestazione "monstre" per un giocatore che sta scalando rapidamente tutte le classifiche di gradimento dei tifosi etnei, proponendosi come un autentico beniamino. E' giusto beatificarlo, perché allorquando non giocava così bene, veniva criticato anche duramente. Quindi, complimenti Marianito e continua così. Ah, se avessi avuto un pizzico di fortuna in più e avessi messo il pallone dentro la porta al 25' piuttosto che cogliere una clamorosa traversa, saresti entrato nella leggenda di questo campionato come autore della rete forse più importante. Ma ci sarà tempo per rifarsi.

Un venerdì da leoni
Venerdì sera il Catania è atteso da una di quelle notti mitologiche che qualsiasi giocatore sogna. Giunge al "Massimino" l'Inter delle stelle, preoccupata più dal martedì di Champions League con il Chelsea che della vile materialità di un campionato dominato. Bisogna cercare di sfruttare l'occasione, irripetibile, per guadagnarsi le stimmate del predestinato alal gloria. Fare risultato con i nerazzurri del Mou sarebbe come mandare un messaggio semi-definitivo al campionato: anche per il prossimo anno ci saremo. E con merito. Quindi, bando a inutili rigurgiti di sudditanza psicologica, cuori in alto e garretti forti, pronti ad azzannare le caviglie dei vari Milito, Eto'o, Balotelli o Pandev. Per una notte da leoni!!! Let's go, Liotru, let's go!!!



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