Aggiornato: Apr 25, 2010

Un film gia' visto

di Max Licari


Livorno-Catania 3-1


Siciliatoday.net
Biagianti, unico gladiatore in campo...

Prova di maturità fallita
Una partita completamente sbagliata su una ventina ci sta. Non è questo il problema. E neanche il fatto che la salvezza sia ancora matematicamente non raggiunta può costituire un dramma. I rossazzurri si salveranno al 100%. Ciò che lascia un forte retrogusto di amarezza nei palati dei tifosi del Liotru è il dover, controvoglia, constatare che il cosiddetto "salto di qualità" mentale questa squadra, ormai alle soglie del quinto anno consecutivo in massima serie, non lo ha purtroppo compiuto. Forse, in tempo di remake cinematografici, dal "Pianeta delle scimmie" in giù, il Catania non vorrà lasciare nulla d'intentato, non vorrà rimanere indietro di un passo... Si ripete, infatti, il film già visto durante l'ultima parte dello scorso torneo sotto la gestione di Walter Zenga: una volta raggiunta la certezza (o quasi) di aver raggiunto l'obiettivo, ecco insorgere l'inevitabile rilassamento capace di produrre prestazioni, più che risultati, disastrose. Il magico Catania capace di distruggere Juve, Inter, Palermo, Fiorentina sparisce al 45' del match del "Meazza" contro il Milan per trasformarsi in un'allegra comitiva di gitanti "marini" con secchiello e paletta d'ordinanza. Giusto ciò che maggiormente fa imbufalire i supporters, considerata la "recidività" dell'accadimento. Con Sinisa Mihajlovic si sperava che tale gap psicologico potesse colmarsi, evidentemente ci si sbagliava. Non è una questione di allenatore, dato che sia Walter sia Sinisa risultano senza alcun dubbio "profili" da questo punto di vista assai forti. E' proprio l'organico nel suo complesso a dover ancora "pedalare" per poter raggiungere un grado di maturità più elevato. Ciò detto senza nulla togliere ai meriti, grandissimi, di società, tecnico e giocatori, capaci di sciorinare un girone di ritorno assolutamente straordinario, una cavalcata che entrerà negli annali della storia del Catania. La verità è che, a tre turni dalla conclusione del campionato, la compagine etnea poteva trovarsi nelle condizioni di chi ha già portato a casa la pelle dell'orso e attende gli ulteriori cimenti con serenità, con l'animo di chi può concludere in bellezza, divertendosi pure. L'occasione era ghiotta: doppio confronto contro due sodalizi in pratica retrocessi, Siena e Livorno. Risultato, 1 punticino condito da prestazioni francamente poco urbane, in particolare quella odierna, la peggiore dell'era Mihajlovic e fra le più disastrose dell'intero torneo. Adesso, invece che dilettarsi contro la Juventus tentando di aggiungere la classica ciliegina su una torta già da grande chef, ci sarà da sudare guardando al risultato (proprio) e ai risultati (di Atalanta e Bologna, impegnate in un drammatico scontro diretto domenica prossima). Un vero peccato.

Catania "out" contro le ultime tre
Non bisogna, in ogni caso, drammatizzare, pur nella giusta e sacrosanta sottolineatura di una prestazione agghiacciante. Il fantacalcio dice che l'Atalanta dovrebbe vincere le prossime tre gare (Bologna, Napoli e Palermo) e il Catania (Juve, Bologna e Genoa) perderle tutte per poter rischiare qualcosa. Basterà, nel più tragico dei casi, battere i rossoblù liguri al "Massimino" per raggiungere quota 43, con una differenza reti assai superiore ai bergamaschi. E, ripeto, i nerazzurri di Mutti dovrebbero vincerle tutte. Si tratterebbe, tuttavia, di una salvezza raggiunta all'ultimo turno, non proprio quanto auspicato dal presidente Pulvirenti, segnalato "abbastanza contrariato" oggi al "Picchi". Piuttosto, un dato fa riflettere e insegna qualcosa per il futuro: negli scontri diretti con le ultime tre in graduatoria, retrocesse o retrocedende che siano, i rossazzurri hanno colto 3 punti; tre pareggi, due con l'Atalanta e uno interno con il Siena di Malesani. Un rendimento deficitario. In pratica, la salvezza il Catania l'ha conquistata con le "imprese", raggranellando punti importanti con le prime in classifica. Ciò significa che non è assolutamente vero che per salvarsi bisogna vincere gli scontri diretti, altrimenti il Livorno, per esempio, avrebbe già conquistato la permanenza.

Miha questa volta sbaglia
Uno sbagliettino si può fare, pur nell'ambito di una stagione eccezionale. Questa è la prima volta che vedo fare un chiaro errore di prospettiva nell'approntare la formazione da schierare dal primo minuto al tecnico serbo, che pure aveva avvertito i naviganti prima della gara del "Picchi": "Non sottovalutare il Livorno". Come volevasi dimostrare... Ora, posso capire che il tipo di gioco del "vichingo" Carboni, abbinato a quello di Biagianti, non ti piaccia (non piace nemmeno a me e uno dei più grandi meriti del serbo è quello di averlo capito quasi subito); posso capire che la mancanza di esterni "alti" ti metta in grossa difficoltà, costringendoti ad adattare Izco (che, fra l'altro, ha giocato le peggiori partite di un campionato sopra le righe proprio nelle ultime giornate); posso capire che Morimoto esterno non ti dia adeguate garanzie; posso capire tutto. Ma non che decidi di giocare in 10 perché non ti piace un giocatore, segnatamente Pablo Ledesma, che si esprime al meglio delle proprie caratteristiche giusto da interno. La decisione di far giocare l'inconcludente Delvecchio di questa sua "replica" catanese si è rivelata nefasta. Con ciò non voglio dire che si sia perso per colpa del simpatico Gennaro, giacché hanno giocato malissimo quasi tutti. Tuttavia, già in questa decisione iniziale si è "subodorato" che qualcosa non potesse andare per il meglio. Io penso che, se -a tuo modo di vedere- devi scegliere tra due elementi che "passeggiano" (edulcorando, due giocatori che non offrono sufficienti garanzie dinamiche), è meglio che tu scelga quello con i piedi migliori, almeno qualche chance supplementare di combinare qualcosa la metti in carniere. Ma, ormai è andata. E', del resto, l'approccio complessivo ad aver determinato questa cattiva figura, non certo l'insipienza di un singolo calciatore. Il retrocesso Livorno di Ruotolo ci ha messo l'orgoglio, la voglia di ben figurare, doti che, a questi livelli, fanno la differenza. Giocatori protagonisti di una stagione disarmante, contestati, spernacchiati dalla propria gente hanno recitato il copione del Barcellona. Il giovane Bernardini come Piquè, il modesto Raimondi (uno dei più fischiati durante tutta la stagione labronica) come Pedro, L'allampanato Bergvold come Xavi, il pensionabile Bellucci come Messi. Tre gol in saccoccia (splendido quello dell'ex bolognese), tutti nella ripresa (dopo che i rossazzuri a inizio gara avevano fallito un paio di facili occasioni, in specie con Ricchiuti) e un paio di miracoli di Andujar a evitare il tracollo. In mezzo, l'espulsione-rigore di Capuano (pessima fra le pessime la sua prestazione), tre cambi "innocui" (Potenza, Morimoto e Ledesma) proposti dal "nerissimo" Miha e una sequela interminabile di passaggi sbagliati ed errori di posizione. Al termine, il capolavoro di Maxi Lopez, una rete su rovesciata da fuoriclasse assoluto, a testimonianza che, qualora la "gallina" fosse stata servita decentemente, il Catania avrebbe vinto in carrozza, considerata la modestia della difesa amaranto. Tutto storto, insomma. Tutto tranne Andujar e un immenso Biagianti, l'unico ad aver corso e lottato dal primo all'ultimo minuto da vero gladiatore. Un plauso al mediano fiorentino appare d'obbligo. Merita ormai palcoscenici adeguati alla sua caratura.

Con la Juve il "vecchio" Catania
Domenica prossima Mascara e compagni avranno l'occasione di riscattarsi e regalare un'altro pomeriggio da sogno ai propri tifosi. Giunge al "Massimino" una Juventus rinfrancata e ancora in corsa per il quarto posto. Serve il Catania di qualche settimana fa, quello capace di macinare l'Inter e il Palermo. Se avessi la garanzia di rivedere in campo quella squadra, non avrei dubbi sul risultato finale. Ma il mio è un auspicio, solo un auspicio, visto quanto "non" fatto oggi a Livorno. Probabilmente rientrerà il Malaka Martinez. un elemento la cui assenza si è fatta molto sentire, costringendo Miha a proporre soluzioni che non convincono nemmeno lui. Ma, al di là dell'undici titolare (mancherà Capuano, squalificato, con tutta probabilità verrà schierato Alvarez a sinistra), bisognerà ritrovare lo spirito guerriero disperso nell'assolata scampagnata labronica. Dovrà essere proposto un approccio mentale del tutto differente. A Mihajlovic il compito di sbrogliare la matassa. Il compito dei tifosi è solo quello di sostenere. E a tale dovere non si sottrarranno di certo. Let's go, Liotru, let's go!!!



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