Aggiornato: Nov 23, 2009

Rassegna stampa Palermo - Catania


Finisce con il pubblico di casa, consapevole del grande pericolo scampato, che fischia sonoramente i propri beniamini che rientrano a testa bassa negli spogliatoi, e con i giocatori etnei raccolti a centrocampo che con il loro corale abbraccio sembrano dire noi ci siamo, ci crediamo e non molleremo. Se c’era una squadra che meritava di vincere al Barbera era sicuramente quella rossazzurra: andati in svantaggio quando ancora non erano passati 240 secondi dal fischio d’inizio, con conseguente prima frazione di gioco sprecata nel cercare di ritrovare la bussola dopo l’inopinato quanto repentineo goal subito e rischiando il crollo totale in occasione della traversa di Miccoli, gli uomini di Atzori nella ripresa hanno completamente cambiato registro e grazie anche ai decisivi, e forse un po’ tardivi, correttivi del tecnico, il Catania è stato padrone del campo. Il rientro di Martinez è stato determinante, sottolineando, ancora una volta di più, che là davanti Morimoto non può essere lasciato da solo a combattere contro le difese avversarie, soprattutto quando il “Malaka” riesce a sciorinare prestazioni di alto livello come quella del derby: l’uruguaiano oltre ad avere realizzato il goal del pareggio, ha dato nuova linfa a tutto il reparto avanzato (vero Morimoto?) seminando il panico nella difesa rosanero, costringendo Zenga a correttivi difensivi per uscire indenne dal campo. E alla fine il mister milanese riesce nel suo intento, anche se non sono i suoi uomini e le sue strategie ad evitare il raddoppio del Catania ma il sig. Romeo che, dopo non aver concesso nel primo tempo un rigore solare a favore del Catania, annulla una rete dello spariglia-carte Martinez realizzata a soli 7 minuti dal 90°, riuscendo a cogliere sfaccettature regolamentari degne di un fenomeno: poco male, in quanto sappiamo tutti che la classe arbitrale italiana quando ha davanti le casacche rossazzurre riesce sempre a dare il meglio di se, peccato che nove volte su dieci le decisioni “fenomenali” sono sempre a sfavore dei ragazzi del presidente Pulvirenti. Prendiamoci questo punto (che alla vigilia tutti avremmo sottoscritto ad occhi chiusi), consapevoli, però, dell’ennesima occasione di vittoria sprecata, con conseguente mancata”svolta” stagionale, da tutti auspicata ma che purtroppo tarda sempre più a venire, e ricominciamo sin da Domenica prossima contro la squadra più in forma del torneo, sperando di cominciare a raccogliere quanto seminato: perché il Catania merita di più dei nove, pochi, bugiardi punti in classifica. Nei giornali presi in considerazione, l’esonero di Zenga è più di un’ipotesi, quindi ufficialità del provvedimento non coglie di sorpresa nessuno: noi non citeremo i titoli dedicati all’ex mister rosanero, riporteremo solo quello che riguarda il Catania. Comincia con La Sicilia che titola il pezzo di Andrea Lodato con un eloquente “Vittoria scippata”. All’interno dell’articolo troviamo le considerazioni di Lodato “Doveva, poteva e voleva rivincerlo il Catania questo derby. E avrebbe ampiamente meritato di uscire dallo stadio Barbera anche stavolta con 3 punti, gli applausi e l’approvazione generale….il Catania per il primo tempo è stato stordito da quel colpo di testa di Migliaccio, poi un po’ imbarazzato da un assetto apparso troppo e inutilmente prudente… così Atzori tra il primo e il secondo tempo ha cambiato due uomini e realizzato un’autentica rivoluzione. Che ha cambiato subito il derby, che ha fatto sparire progressivamente il Palermo dal campo. Dentro Martinez e Capuano, squadra che trovava un nuovo equilibrio, che cominciava a giocare….sparisce il Palermo di Zenga, ma il merito è del Catania…bastano 10 minuti a Morimoto e Martinez per realizzare il pareggio…si dovrebbe andare a vincere e, forse, il Catania ci crede soltanto un po’, non ci mette tutto quello che dovrebbe…il Catania attacca ma non sembra esagerare e anche se il Palermo ha la testa in bambola, i rossazzurri mostrano ancora quella quota di prudenza quasi inevitabile, perché nella vita non si sa mai, e con il pallone ancora meno…il Catania dimostra ancora una volta di valere molto di più dei punti che ha in classifica. Dopo avere addomesticato ottime squadre giocando un buon calcio, anche il Palermo finisce contratto, respinto, stordito dal possesso palla dei rossazzurri, dai cambi di fronte offensivo, dalle accelerazioni… il Catania di Gianluca Atzori gioca bene, gioca al calcio molto meglio dell’anno scorso, se ne saranno accorti anche i più distratti osservatori di questa squadra, che continua ad avere un credito crescente con la fortuna. E con gli arbitri. Perché sul finire del derby c’è stato il gol di Mascara, forse una sfiorata di Martinez…per il guardalinee fuorigioco probabilmente di Spolli..se una squadra doveva vincere il derby, beh era il Catania…da qui a fine girone d’andata Atzori saprà guidare la squadra a chiudere con un bottino tale da garantire un girone di ritorno di guerra e salvezza”. Sempre nel quotidiano cittadino troviamo le dichiarazioni del presidente Pulvirenti rilasciate ad Orazio Provini “Non molliamo, dice il numero uno della società, ne verremo fuori, lo so che ci mancano le vittorie e che fa rabbia guardare la classifica. Dobbiamo però restare uniti ed avere pazienza”. Il pensiero del tecnico Atzori è invece raccolto da Giovanni Finocchiaro “Abbiamo fatto noi la gara,anche il gol del 2-1 era regolare, ma adesso è inutile parlarne. Complimenti ai ragazzi per essersi rimessi in carreggiata dopo il gol preso a freddo: anche stavolta ho potuto riscontrare miglioramenti evidenti. Riverseremo nella gara col Milan le energie positive accumulate nel derby: il tempo stringe e per non farci staccare dalle rivali serve una vittoria”. Passiamo al Corriere dello Sport, dove troviamo l’articolo di Dario Torromeo che dice “Migliaccio e Martinez firmano il derby. Il pari fa felice il Catania ed è fatale a Zenga uscito tra i fischi. Se c’è una squadra a cui va stretto il pareggio, questa è il Catania. Ha giocato meglio. Anche quando stava sotto. Gianluca Atzori ha avuto il merito di cambiare schema in corsa indovinando tutto..dopo essere partito con un 4-4-1-1 che non dava incisività alla squadra passava ad un 4-2-2-1 che si è rivelato più efficace…nella ripresa il Catania riusciva a dare concretezza alla sua manovra e dopo il pareggio arriva il gol su punizione di Mascara realizzato da Martinez. Ma a prendere parte attiva nell’azione c’era Spolli. In fuorigioco. Finiva col Catania che, giustamente, entusiasta per la prova e il risultato, si abbracciava a centrocampo. Il Palermo usciva mesto, Zenga usciva tra i fischi”. Nella Gazzetta dello Sport il commento della gara è affidato a Sebastiano Vernazza che parla di un “bravo Atzori a rimescolare il Catania nell’intervallo, con il cambio di modulo e di mentalità. Mezz’ora ben fatta con il Palermo messo all’angolo e quando si è fatto male Carboni ha cambiato ancora una volta pelle. La partita ha continuato a maneggiarla il Catania e se fosse uscito il 2 ci sarebbe stato poco da obiettare……la classifica per il Catania è ingiusta, nove punti sono pochi. Il Catania esprime un calcio organizzato e propositivo., e meriterebbe di stare più su del penultimo posto. Bisogna lavorare sui difetti, che ci sono”. Nelle pagine regionali della rosea intervista a Martinez a cura di Aldo Cangemi e Fabrizio Vitale “Il Catania mi piace così, l’arbitro mi ha tolto il quarto gol. Potevamo portare a casa i tre punti ma quello del Barbera è un pareggio pesantissimo. La strada è quella giusta, queste prestazioni ci fanno sentire sempre più forti. Continuando così la vittoria non potrà sfuggirci”. Concludiamo, come sempre, con le pagelle che i vari quotidiani hanno riservato al direttore di gara, signor Romeo: giudizio positivo su Gazzetta dello Sport e La Sicilia che valutano, rispettivamente, con un 6.5 e un 6 l’operato della giacchetta nera, mentre sul Corriere dello Sport il voto in pagella dell’arbitro non va oltre il 5.5.
Gianfranco Sabella


 



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