Palermo-Catania 1-1
Foto Siciliatoday.net
Topolinik, positivo al "Barbera"
ANDUJAR 5,5. Poteva costare carissima la disattenzione sul gol di Migliaccio. Un’uscita a metà, nella ‘terra di nessuno’. Poi però si riscatta deviando sulla traversa un missile di Miccoli. Attento per il resto della gara, trascorso quasi da spettatore.
SILVESTRE 6. Sul centrodestra della difesa a 3, soffre inizialmente le sfuriate di Miccoli, decisamente con un altro passo rispetto al centrale argentino. Nel secondo tempo, complice il ritorno a quattro dietro, riacquista sicurezza e con Spolli sigilla il reparto.
TERLIZZI 5,5. Stesso discorso fatto per Andujar. Lo svarione sul gol rosanero è infatti in comproprietà col portiere, perché è difficilmente plausibile far saltare più in alto Migliaccio, al quale il centrale romano dà quasi 20 centrimetri. Una distrazione a freddo che poteva valere un derby. Non rientra dagli spogliatoi.
SPOLLI 6,5. Nei primi minuti, come tutta la difesa, patisce la velocità degli avanti rosanero. Ma a parte qualche contropiede, riesce sempre a cavarsela con le solite armi del fisico e dell’esperienza. Anche lui è rinfrancato dalla ricomposizione della linea a 4 della ripresa, gioca con sicurezza ed esce un paio di volte egregiamente palla al piede.
ALVAREZ 6,5. Seconda prova consecutiva di spessore per il laterale sudamericano. Sia a sinistra nel primo tempo, che a destra nella ripresa, soffre poco o nulla. Ordinato ed attento, se acquista costanza di rendimento e perfeziona la forma fisica, può costituire una valida alternativa nel proseguo della stagione.
IZCO 6. Tanta corsa, tanto scacrificio e discreto apporto alla manovra offensiva. Tocca tanti palloni ed è spesso il punto di partenza delle azioni rossazzurre. Per il numero di chilometri macinati e qualche oggettivo limite tecnico, ci sta che ogni tanto incorra nell’errore di facili appoggi o giocate.
BIAGIANTI 6,5. Lo avevamo preannunciato, ci sta dando ragione. Con un bel po’ di partite consecutive inanellate, sta ritrovando la miglior condizione atletica. Sia da mezzala che da mediano puro corre per 90 minuti, copre, riparte ed uno delle cause principali dell’imbrigliata generale in cui incappa il centrocampo avversario. Con l’uscita di Carboni, gioca gli ultimi 20 minuti davanti la difesa.
CARBONI 6. Solita partita, giocata con muscoli, caparbietà e grinta. Solo nei difficili minuti iniziali viene preso in mezzo un paio di volte. Poi controlla senza grossi affanni Pastore, costretto sempre più spesso a defilarsi per prender palla. Esce per un dolore al ginocchio a 20 minuti dal termine della gara.
LLAMA 5,5. Stavolta non è il fluidificante indemoniato che avevamo ammirato nelle ultime due uscite. Mette corsa e gamba comunque, sfoderando un cross velenosissimo non arpionato da Morimoto a due passi dalla porta. Ma appare leggermente meno preciso. Sostituito a inizio ripresa.
MASCARA 6,5 Torna da capitano nel teatro che lo vide recitare il più bel capolavoro la scorsa stagione. Stavolta non c’è nessuna magica pennellata (anche se nel finale Beppe ci ha provato, facendo tremare il "Barbera"), ma si spende come un ossesso per 90 minuti. Sostiene quando può l’ottimo Morimoto, rincula tantissimo ed aiuta la squadra quasi sempre a ripartire. Svaria in ogni centimetro del campo. Nel finale si piazza davanti a Capuano, per evitare beffe atroci.
MORIMOTO 6,5. Autentico portento. Purtroppo c’è da rimproverargli ancora una volta un paio di "peccati di freddezza", compiuti quando la distanza tra lui e la porta avversaria si riduce. Ma tiene costantemente in allarme l’arrancante retroguardia palermitana. Movimenti perfetti, sempre incontro al pallone per il gioco di sponda oppure in profondità, propizia anche il gol di Martinez con la conclusione respinta da Sirigu.
*MARTINEZ 7. Il suo ingresso è decisivo. Tutta la squadra stava giocando bene, ma l’assenza di cattiveria sottoporta cominciava a diventare un fardello troppo pesante. Gol a parte, fa molto movimento tra le linee e indovina un paio di pericolose serpentine, in pieno stile “Malaka”.
*CAPUANO 6. Il suo ingresso e la nuova disposizione arretrata conferiscono una maggior compattezza all’intera difesa. Pensa più a coprire che ad offendere.
* BELLUSCI 5,5. Rileva Carboni negli ultimi 20 minuti. Fa numero e presenza in difesa, ma potrebbe evitare un paio di falli da dietro qualche retropassaggio a dir poco sconveniente.
All. ATZORI 7. Diciamo subito che la disposizione della squadra e l’interpretazione della gara sono stati davvero ottimali. Un piccolo capolavoro tattico, perché la folta mediana e l’impostazione di una mentalità continuamente propositiva hanno francamente disorientato il Palermo. Né più né meno di quanto messo in pratica contro il Napoli, ma è evidente che i due risultati (due pareggi) saranno accolti in maniera nettamente diversa. La soddisfazione sta pure nel vedere che stavolta, di errori in corso d’opera, non c’è davvero traccia. Anzi le mosse compiute hanno convinto perchè finalmente la squadra ne ha giovato in maniera concreta. Martinez è stato decisivo, Capuano per Llama ha fatto sì che la difesa tornasse a disporsi in linea a 4. Questa revisione tattica ha sancito la fine di ogni patimento rossazzurro, perché il Palermo della ripresa è stato davvero domato. Avesse avuto a disposizione qualcosa in più in termini di incisività in avanti, crediamo avrebbe confezionato un’altra impresa al “Barbera”. Un’ultima notazione: il gol strameritatissimo di Martinez è comunque viziato da un pizzico di fortuna nel rimpallo. Che la sorte stia finalmente girando per il tanto bistrattato Atzori?
Arbitro ROMEO 5,5. La condotta di gara non è malvagia, anche i cartellini sembrano distribuiti in maniera logica. Quello che non si spiega è come non punisca con il rigore la spinta solare ai danni di Morimoto nel primo tempo. La vista da falco del guardalinee fa sì che annulli il gol vittoria di Martinez.
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