"Chi fa 'u Catania?"..."a bulletta" di Guglielmo Ferro

Guglielmo Ferro, brillante regista teatrale

Guglielmo Ferro, brillante regista teatrale  Fonte: Google.com

Ogni settimana un nuovo personaggio ci dirà "a bulletta" sul Catania...buona fortuna!

Per tutta una lunga settimana, aspettando il calcio d’inizio della prossima partita, l’intera città con stemma ’u liotru si domanda: «Ca viremu chi fa ‘u Catania.» In quest’istante migliaia di cittadini etnei stanno ancora interpellandosi: seduti nell’autobus, in fila alla posta, sdraiati alla plaja o a passeggio alla Villa. Nondimeno, inquieta come il mare in tempesta, adesso un’ondata di catanesi se lo chiede persino in ospedale, in banca, nei bar e financo in visita al cimitero. Dal lunedì alla domenica, dalle nostre parti, la domanda di rito è una sola: «Chi fa ‘u Catania?»


Buongiorno.
Un paio di settimane orsono m’azzardavo a definire il Club Calcio Catania “un modesto e incolore peschereccio a rischio d’inabissamento”. Dopo l’ennesimo scapaccione di ieri pomeriggio (condito dal primato della quinta scoppola consecutiva in terza serie), mi sembra sia il caso di aggiungere una cosa. Secondo il mio modesto parere, il ciclo di Nino Pulvirenti al timone di questa piccola nave da pesca battente bandiera rossazzurra è abbondantemente concluso.
Punto.

La palla or dunque la passo al mio ospite di oggi che è catanese, ha cinquantuno anni ed è un fuoriclasse.
Lo conosco dai tempi del glorioso Istituto “Leonardo da Vinci” sito a Canalicchio e che tra pochi mesi congiungerà i battenti definitivamente. Sto parlando d’un talentuoso regista teatrale da anni trasferitosi a Londra. «In questo momento –così Guglielmo Ferro- sono a Trieste per preparare “Tristan und Isolde“ di Wagner. Ricordo i tempi gloriosi di Catania Triestina, che bello andare allo stadio pieni di spensieratezza con i vecchi amici di una vita. I prossimi impegni mi vedranno a Roma al Teatro Quirino, di cui sono direttore artistico. E poi ultimata la riduzione di Moby Dyck, la sua messa in scena il prossimo anno».

«Quanto conta il giuoco del calcio –gli chiedo- nella crescita di un giovanotto ?»
«Credo molto, - controbatte- ma non solo il calcio, ma lo sport in genere è fondamentale per la crescita dei ragazzi. A me ha insegnato che senza gioco di squadra non vai da nessuna parte. Un consiglio ai genitori con figli sportivi, non mettete troppa pressione ai ragazzi, devono divertirsi, soprattutto non sostituite la vostra voglia di vincere con la loro».

«Pallone e teatro: - continuo - quali legami ?»
«Il legame –replica- è quello del gioco di squadra, del rispetto dei ruoli, della dedizione totale e dello spirito di sacrificio. La compagnia teatrale è come una squadra di calcio. Se non si gioca insieme si perde».

«Catania calcio, - insisto - what's the matter ? ( i.e. cama fari cu stu Catania ?)»
«Il Catania – reagisce- ha subito la stessa sorte di Catania città, una lenta deriva che mi pare inesorabile. E non è solo un problema di politica o di dirigenza, ma un problema socioculturale, ormai generalizzato. sarà molto difficile venirne fuori in tempi brevi. La città e i cittadini sembrano destinati a un limbo perenne. Speriamo nei giovani».

«Come finirà – concludo con le domande- Catania-Virtus Francavilla ?»
«Catania 3 Virtus Francavilla 1. –mi risponde d’un fiato Guglielmo Ferro- Con orgoglio e qualità il Catania può battere chiunque. La squadra ha tutte le qualità per potersi imporre, giocatori come Biagianti sono una sicurezza. Vinciamo facile. Colgo l'occasione per salutare tutti e mandare un grande bacio a Catania che "più sta e più bella diventa" e mi raccomando forza Catania sempre».


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La briga di trascriver di volta in volta le risposte più “sfruculianti” (citazione Max Licari) se l’è presa la redazione di calciocatania.com. Dopo un’interminabile successione di conciliaboli segreti, l’incarico è andato a due appassionati storici di pallone rossazzurro. L’uno bazzica da anni il mondo finanziario, per passione segue i tornei giovanili del Catania e si chiama Vincenzo La Corte. L’altro è Alessandro Russo, un medico ortopedico catanese che scrive e insegna scrittura creativa; il suo ultimo libro, pubblicato di recente per Algra Ed., s’intitola “IL RUSSO-AZZURRO“.